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Archive | giugno, 2012

Molo Street Parade, 50 deejay e le loro console sui pescherecci di Rimini

29 giugno 2012

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Molo Street Parade

 

Sabato 30 Giugno la “palata” destra del porto di Rimini si trasforma in un gigantesca discoteca all’aperto per l’evento ribattezzato Molo Street Parade. Il porto canale, dall’altezza del Bar Jole fino al RockIsland, ospiterà dal tramonto all’alba 10 pescherecci ormeggiati a 100 metri l’uno dall’altro che si trasformeranno in consolle galleggianti, dove 45 deejays di fama internazionale mixeranno i più disparati generi musicali. Dal rock all’house, dalla musica latina all’elettronica, dall’afro all’indie, il Molo diventerà una maxi variegata discoteca all’aperto in perfetto stile Street Parade.

Musica che si sposerà con gli altri protagonisti di serata, i pescatori, che lasceranno il posto ai deejays per scendere a terra e offrire il prodotto principe del nostro mare, il pesce fresco. Sessanta arzdore, infatti, serviranno 10 quintali di sardoncini pescati, puliti e arrostiti dai pescatori del Consorzio Linea Azzurra, per un perfetto connubio dj set – sardoncino che richiama l’altro classico abbinamento tutto romagnolo, divertimento e buona gastronomia.

Tornando alla musica, ogni peschereccio ospiterà uno staff diverso proveniente da uno dei numerosi locali della Riviera. Ospite numero uno del Molo Street Parade, la cantante Skin, che si esibirà in un dj set house insieme allo staff del Peter Pan. A tutto rock il peschereccio a cura di RockIsland e Satellite, ancora house con il Coconuts e musica elettronica con le crew del Velvet Fairy Circles, Jungle Moves e Busy Bitch. E ancora, afrosambareggae, indie, latinoamericano e ogni genere possibile e immaginabile per un evento unico nel suo genere ad una settimana esatta dalla Notte Rosa.

I Deejays

Skin • Luca Agnelli • Andrea Cirillo • Ricky Montanari • Andrea Arcangeli • Aladyn (radio deejay) • Fabio De Luca • NicoNote • Ciuffo • Frankie P. • Athletic Duo • dj Thomas Balsamini • Filippo Nardi • Relight Orchestra • Jean e la Plastique • Nizzo (Jungle Moves) • Bizio + Burla2222 + Dr.Fitz (Fairy Circles) • DeeJay DuKe • dj Max Monti • Bonjo (Busy Bitch) • dj Nunez (Grancaribe) • Mauro Catalini (Grancaribe) • Eron • Spider Pussy • dj Fabiana • Andrea Beretta • Davide Nicolò • Polin (Grancaribe) • Romoletto (Grancaribe) • Cardillo • dj Capoz • dj Accio • dj Lollo • dj Enrica • dj Tommy e seve • Fox • Met • dj Lupo • Alternative Staff • dj Ghigo • dj Claudio Acquarelli

I Pescherecci

Amarcord, Uglion, Rusein, Fabio, Stefania, Lo Verde, Viviana, Aquila Marina, Riccardo, Tex

 da non perdere….
Consuelo Canducci
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“SURVIVAL” dei Muse è la canzone ufficiale delle Olimpiadi Londra 2012

27 giugno 2012

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“Survival” sarà il brano ufficiale dei Giochi Olimpici 2012. Matt Bellamy ha scritto la canzone pensando alle Olimpiadi ma non poteva sapere che essa sarebbe stata scelta come “inno”. Il brano verrà riprodotto continuamente, come ricordiamo bene dai Giochi Olimpici scorsi, e siamo sicuri che sarà una canzone che “trascinerà gli stadi”.

La canzone sarà trasmessa questa sera per mezzo della BBC Radio 1 e sarà disponibile sullo store Muse.mu e su iTunes, nei minuti successivi. I Muse concludono il loro comunicato dicendo di essere onorati di rappresentare una manifestazione così importante.

La notizia, diffusasi solo qualche ora fa, sta facendo il giro del mondo in pochi istanti e, come si può ben immaginare, l’attivissimo gruppo di fan della formazione stanno già facendo ipotesi verso quale sound virerà “Survivor”.

C.C.

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Il Nicaragua vara l’ambizioso progetto di un canale tra gli oceani Atlantico e Pacifico

26 giugno 2012

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Creato il 15 giugno 2012 – fonte: Eldorado

Il Congresso del Nicaragua ha iniziato questa settimana la discussione di un progetto per la costruzione di un canale che unisca l’Oceano Pacifico con l’Atlantico. L’approvazione non dovrebbe tardare, visto che i parlamentari prevedono di votare (a favore, naturalmente) per metà luglio. Allo stesso tempo sono iniziati i negoziati con i probabili soci di questo mega-affare: Russia, Brasile, Venezuela e Cina, a cui sono stati spiegati anche i dettagli. Il consorzio misto vedrà lo Stato nicaraguense possedere il 51% delle azioni, mentre il restante 49% verrà consegnato agli investitori.

Costo dell’operazione, 30.000 milioni di dollari, con una durata dei lavori dai cinque ai sei anni, in tempo insomma per una inaugurazione in grande stile nel 2019. Nelle previsioni, il canale assorbirà quasi il 4% del traffico marittimo mondiale, attraendo innanzi tutto i mercantili e le navi da crociera dirette verso la parte settentrionale del continente americano.
Il progetto è ovviamente un’alternativa al Canale di Panama, che in questi anni sta subendo un processo di ampliamento che, una volta conclusi nel 2015, non saranno comunque sufficienti per soddisfare tutto il traffico marittimo tra i due oceani.

L’idea nicaraguense non è nuova, anzi ha più di 160 anni ed è anteriore a qualsiasi altro piano che interessò successivamente la ecco-come-sarebbe-il-canale-in-nicaragua.aspx.pngregione panamense. Ad attuarla ci provarono i primi presidenti della nazione centroamericana e, soprattutto, William Walker, un avventuriero del Tennessee che nel 1856, al soldo del capitale degli Stati confederati, cercò di stabilire in Nicaragua una repubblica bianca e schiavista. Lo scopo era appunto quello di trasformare in un’unica via d’acqua, la rotta che univa San Juan del Norte (sull’oceano Atlantico) con Corinto (su quello Pacifico), che serviva agli emigranti per raggiungere la California dalla costa est degli Usa in pieno progresso verso la nuova frontiera.
L’avventura di Walker finì nel sangue ma, soprattutto marcò per sempre il Nicaragua che, negli interessi di Washington, apparve da allora come un paese infido ed insicuro. Il canale si fece quindi a Panama, dove gli Usa procurarono una secessione dalla Colombia ed un governo fantoccio, oltre ad una zona che assicurava loro il controllo sulla regione.

A distanza di un secolo dalla realizzazione del Canale di Panama, il Nicaragua cerca di recuperare il tempo perduto e lo fa nell’ambito di una favorevole situazione geopolitica che lo vede parte di un blocco, quello dell’Alba, che gli garantisce finanziamenti e clienti. Il percorso scelto è quello di sempre: dal San Juan al Cocibolca e quindi il taglio di una porzione terrestre. I progettisti sinora non hanno rivelato quale sarebbe la zona prescelta, ma uno sguardo alla cartina induce a pensare che dal porticciolo di La Virgen i chilometri che separano il lago dall’Oceano Pacifico non sono poi molti.

Unico impiccio, sinora, la denuncia presentata dalla Costa Rica alla Corte internazionale di Giustizia per l’occupazione delle truppe nicaraguensi di un anfratto sul fiume San Juan che i ticos reclamano come proprio territorio. Una questione di non poco conto: la Costa Rica ha fatto sapere che attende i progetti per studiarli ed impugnarli se ne fosse il caso. Il fiume San Juan, infatti, marca la frontiera tra i due paesi. Pur essendo questo totalmente nicaraguense, l’accordo di confine prevede che la Costa Rica emetta un’opinione. Opinione che, secondo Managua non è vincolante ai fini del compimento di un’opera che, secondo le parole di Daniel Ortega rappresenterà ¨il culmine delle aspirazioni storiche del Nicaragua¨.

Consuelo Canducci

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Al via le qualificazioni per i mondiali di Papeete (Tahiti) 2013 dal 1 al 8 Luglio a Mosca. Italia con Ungheria, Israele e Bulgaria

24 giugno 2012

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La prima fase di qualificazione per la FIFA Beach Soccer World Cup 2013 Tahiti è proprio dietro l’angolo. Mosca ospiterà le qualificazioni europee della FIFA Beach Soccer World Cup 2013, dal 1 ° luglio al 8 luglio. Dopo il sorteggio ufficiale tenutosi a Terracina, le 24 squadre partecipanti sanno esattamente chi devono battere per essere a Papeete nel settembre del 2013. Il sorteggio si è svolto con il seguente criterio: le cinque migliori squadre classificate (in base al ranking BSWW europea) più il paese ospitante della FIFA Beach Soccer World Cup 2013 – Qualifier Mosca, saranno teste di serie come segue:

1) A1 – Russia (paese ospitante)2) B1 – Portogallo (2 ° posto della classifica europea BSWW)3) C1 – Svizzera (3 ° posto della classifica euro:a BSWW)4) D1 – Spagna (quarto posto della classifica europea BSWW)5) E1 – Italia (5 ° posto della classifica europea BSWW)6) F1 – Romania (6 ° posto della classifica europea BSWW). Le restanti diciotto squadre sono state raggruppate in tre vasi A, B e C, sempre in base al Ranking BSWW europeo, per essere poi suddivise nei sei diversi gruppi così composti:

Group A:
Russia, Poland, Germany, Latvia

Group B:
Portugal, Ukraine, Greece, Moldova

Group C:
Switzerland, Azerbaijan, England, Belarus

Group D:
Spain, Turkey, Netherlands, Norway

Group E:
Italy, Hungary, Israel, Bulgaria

Group F:
Romania, France, Czech Republic, Estonia

 

C.C.

 

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T in the Park, parte in Scozia il festival della musica

24 giugno 2012

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Se avete voglia di fare un salto in Scozia, magari a prendere un po’ di fresco, vi consiglio di partecipare al T in the Park. E’ un grande festival musicale che si svolge ogni anno dal 1994.”T” dal nome del suo sponsor principale, le Brewing Company Tennents . Originariamente eseguito in Strathclyde Park, dal 1997 si è trasferito al campo d’aviazione in disuso Balado.

La tre giorni di musica, dal 6 all’8 luglio, vedrà salire sugli 8 palcoscenici il meglio delle proposte musicali del momento; saranno circa 180 le star che si esibiranno al festival, che lo scorso anno ha contato circa 85.000 presenze. Tre giorni e tre notti di ininterrotta musica sui palchi faranno da sfondo al più grande festival scozzese che ogni anno attira migliaia di fan da tutta Europa.

Oltre ai sette diversi scenari, vi sono ampie aree di campeggio, per ospitare la maggior parte dei frequentatori di festival. Ci sono anche punti di sosta e magazzini, così come altre attrazioni, fiere, pozzi di grandi dimensioni e una ruota panoramica.  Qualche nome?

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Per non andare (del tutto) in vacanza mi porto il taccuino…

23 giugno 2012

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Lo sapete, i primi giorni di vacanza sono strani. Avete presente no, quando cavalchi e di colpo il cavallo inchioda perche’ trova sul percorso qualcosa che non gli piace. O che gli fa paura. Il corpo inevitabilmente balza in avanti.

Ecco. I primi giorni di vacanza sono cosi, corpo e mente sconnessi e a balzare in avanti e’ la testa. Almeno nel mio caso. La vacanza ti chiede di rallentare, allentare, mollare, rilassare. Ma i primi giorni, spalmati su quei lettini in spiaggia, non e’ cosi’ semplice. Ci vuole del tempo. Perche’ la testa e’ ancora inerzialmente in avanti e il corpo e’ rimasto la’ su quel ronzino pigro.

Sono sdraiata sul lettino del bagno Bulli 75, nella riviera romagnola. Gia’ gia’, i miei bambini sono ormai autonomi e giocano per conto loro, non richiedono il mio intervento. Mio marito dorme nel lettino affianco, con la bocca spalancata in un urlo muto (e bavetta). Non devo fare nulla. Nulla. Assolutamente nulla. Mi alzo e mi risiedo. Compro tre bottiglie d’acqua nel giro di mezz’ora. Controllo una decina di volte la posta, ormai ridotta a sole SPAM. Chiamo l’ultima amica rimasta in citta’ a combattere con afa e zanzare tigri. Sfoglio mensili senza leggere nemmeno una didascalia. Mi alzo e mi risiedo.

Decido allora di sbirciare i balli da spiaggia, ma si, perche’ no, facciamoci due risate. Il mio sorriso scema nel momento in cui vedo la mia bambina dimenarsi come una piccola Shakira. Ma l’anno scorso non faceva cosi’…

Mi tuffo in quel mare adriatico a cui voglio molto bene ma che mi costringe sempre a correre in doccia per rinfrescarmi e lavarmi dalle alghe che mi rimangono incollate sulla pelle. Torno nel mio lettino. Mio marito ora russa. Mi sdraio e mi rialzo. Eh no, non e’ facile rilassarsi. Per fortuna porto sempre con me il taccuino. Ecco, il cervello ora trova pace, in questo editoriale scritto in spiaggia, la penna scivola un po’ per via della crema ma non importa.

Forse tra qualche settimana l’editoriale sara’ diverso, piu’ rilassato. Oppure, nel migliore dei casi non ci sara’ proprio e troverete la scritta “chiuso per ferie”…

Consuelo Canducci

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Kelly Slater si conferma campione del surf mondiale alle Fiji – 2012

21 giugno 2012

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     Guarda il video

I migliori surfisti del mondo hanno gareggiato alle isole Fiji in occasione del titolo mondiale ASP 2012. Re indiscusso del surf mondiale rimane Kelly Slater che batte il brasiliano Gabriel Medina al Volcom Fiji Pro. Undici titoli mondiali per questo ragazzo che ha incantato con il testa a testa nella finale, cavalcando un onda dal punteggio di 8.33, seguendo poi con la seconda di 9.83 e l’ultima per chiudere in bellezza con un perfetto 10.

 

guarda le classifiche mondiali

by Consuelo Canducci

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Dammi 1200 bottiglie di plastica e ti costruisco la casa

18 giugno 2012

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Se la terra trema e le case cadono, meglio la “bottigliopoli”?

Comincio l’articolo con alcuni dati, giusto per darvi un’idea delle quantità. L’Italia è la terza nel mondo, dopo Arabia Saudita e Messico, per consumo di acqua in bottiglia: sei miliardi di bottiglie di plastica nel 2011 (fonte: Beverage Marketing Corporation).

Altro dato interessante: nel parlamento europeo il consumo giornaliero di bottiglie d’acqua si aggira intorno alle 8000, mentre ogni anno, negli Stati Uniti, 38 milioni di bottiglie usate per l’acqua finiscono nella spazzatura senza essere riciclate. Pensate che il 90% del costo di una bottiglia d’acqua è riconducibile alla bottiglia di plastica medesima, e, dulcis in fundo, pare che nei nostri (poveri) mari galleggino liberamente 13000 pezzi di plastica ogni chilometro quadrato…fate un po’ i conti.

Ciò detto, mi è cascato l’occhio su alcuni progetti molto interessanti di abitazioni costruite con le bottiglie di plastica. Non per fare i soliti ambientalisti ma questi progetti sembrano rispondere a problemi di grande attualità, e non solo ambientale. Leggete un po’ qui sotto:

In Argentina, la famiglia di Alfredo Santa Cruz di Puerto Iguazu, ha realizzato la loro casa quasi interamente con oltre 1200 di bottiglie di plastica PET, con le quali sono state costruite le mura, il letto e i tavolini, e 1300 cartoni di tetra pack di latte e vino per costruire il tetto. Le porte e le finestre sono realizzate riciclando 140 custodie di CD.

 

                                     

 

Come si fa? Bisogna innanzitutto riempire le bottiglie di sabbia fine e asciutta e tapparle. Poi si scavano le fondazioni cilindriche dei pilastri, e per un’abitazione la profondità deve essere di 60 centimetri (il raggio del buco è più lungo di dieci centimetri rispetto a quello delle bottiglie).

Sul fondo si pone uno strato di cemento spesso quattro centimetri e s’inseriscono al centro un tubo di acciaio e un lungo spago. Dopodiché si collocano sul cemento 10/11 bottiglie disposte a raggiera, con i tappi verso il centro e uno a contatto dell’altro, legando ogni bottiglia all’altra con lo spago.

Si riempiono gli interstizi con macerie e cemento e si procede con il secondo strato di bottiglie. Avanti così finché il pilastro non raggiunge l’altezza desiderata. Per i muri, fra un pilastro e l’altro, si predispone innanzitutto una base di gesso sulla quale si sovrappongono gli strati di bottiglie. Bisogna legare il collo di ogni bottiglia a quella sottostante e riempire gli interstizi di cemento, macerie o gesso.

Così la costruzione è solida quanto un edificio convenzionale e in grado di sostenere un tetto di qualsiasi tipo. Se ci volete provare andate a leggervi il manuale su Instructables e per chi volesse contattarli per una consulenza, basta scrivere a: [email protected]

Dall’America del Sud all’Africa, ci hanno provato anche da quelle parti e ci sono riusciti. E’ quanto è stato fatto in Nigeria dai progettisti della ong DARE – Development Association for Renewable Energies – che, con un unico gesto, hanno risposto a due problemi: la mancanza di abitazioni a basso costo e il degradante e pericoloso problema dell’inquinamento da plastica.

 

A grande sorpresa, durante la realizzazione del prototipo di “casa di plastica”, i progettisti si sono accorti dei numerosi pregi di queste nuove abitazioni: resistenti ai proiettili, quasi completamente ignifughe, sicure contro i terremoti e ottime dal punto di vista del comfort abitativo, assicurando una temperatura interna costante per tutto l’anno. Ora si tratta di capire se qui da noi qualcuno ha voglia di provarci…la materia prima a quanto pare non manca!

by  Consuelo Canducci

 

 

 

 

 

 

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