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Archive | febbraio, 2013

Quanto hanno dichiarato nel 2012 i nostri politici?

28 febbraio 2013

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Da pochi giorni si sono concluse le elezioni e il nostro Parlamento si rinnoverà. Si rinnovano le poltrone, ma le richieste pressanti dei cittadini rimangono le stesse. Una delle richieste è la trasparenza sui guadagni degli onorevoli. Ma ecco arrivare le dichiarazioni dei redditi di onorevoli e senatori per il 2012, consultabili a Monte Citorio e Palazzo Madama. Su 945 parlamentari solamente 224 hanno firmato la liberatoria e consentito la consultazione. C’era da aspettarselo.

Riepiloghiamo un pò il tutto. Partiamo dal più ricco, ovviamente parliamo di Silvio Berlusconi, che ha dichiarato un reddito, per il 2011, di 48.180.792 euro. Il dato interessante è che, rispetto alla dichiarazione prima, è cresciuto di ben oltre 8 milioni nonostante che le sue proprietà, di fatto siano rimaste praticamente le stesse (ad Antigua i suoi immobili sono scesi da tre a due).Il reddito di Berlusconi nel 2009 era di 23.057.981, l’anno precedente invece di 14.532.538. Il leader del Pdl si conferma come l’uomo politico più ricco del Parlamento italiano.

 

Andiamo avanti. Dopo Berlusconi, Amato Berardi (Pdl) resta il più ricco della categoria. Il deputato eletto all’estero nella circoscrizione America settentrionale e centrale, ha dichiarato un reddito complessivo relativo al 2011 di 4,3 milioni di dollari pari a circa 3,2 milioni di euro. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha invece dichiarato un reddito imponibile di 1.513.030 milioni di euro, mentre la sua consorte, signora Elsa, dichiara invece un reddito imponibile di 20.894 euro.

I segretari di partito: Angelino Alfano è il più ricco (reddito imponibile di 189.428) seguito da Antonio Di Pietro (reddito imponibile di 174.864 euro). Al terzo posto dei segretari, salendo nella classifica rispetto ai primi due (forse al Trota sono stati fatti un po’ di dovuti tagli?) troviamo Umberto Bossi (reddito imponibile pari a 161.542 euro). Seguono il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, con un reddito di 148.310 euro e il leader del Pd, Pierluigi Bersani, con 137.973 euro. Agli ultimi posti si piazzano il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, con 125.592 euro e il numero uno dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, con 116.074 euro.

Il più povero di tutti? Antonio Borghesi (Idv), con 106.193 euro di reddito imponibile.

 

 

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Quando la pigrizia aguzza l’ingegno…

25 febbraio 2013

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FILA NA BAHIA

le code a Bahia (Brasile) si fanno così…! E tu, ne hai una migliore di idea per non dover stare in piedi le ore?

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BRICS: colossi più vicini, Medvedv in Brasile e Cuba

25 febbraio 2013

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Due paesi del BRICS a confronto: il primo ministro russo Dmitri Medvedv è stato in Brasile il 20 e 21 febbraio per incontrare la presidente brasiliana Dilma
Rousseff e il vice-presidente Michel Temer per la sesta riunione della commissione russo-brasiliana di alto livello sulla cooperazione. Questa visita segue quella di Dilma Roussef a Mosca nel dicembre 2012, nel corso della quale avevano firmato un accordo intergovernativo sulla cooperazione militare.

Questa volta, sono stati firmati sette accordi di collaborazioni in vari campi.Il Brasile ha intenzione di rafforzare le sue difese aeree in vista dei mondiali del 2014 e dei giochi olimpici del 2016, per questo l’accordo prevede la vendita di un sistema combinato di missili e artiglieria Pantsir S1 e il sistema di lanciatori portatili di missili terra-aria Igla-S, oltre che  lo sviluppo di nuovi prodotti di difesa e la partecipazione di aziende brasiliane nei processi produttivi “con il trasferimento effettivo di tecnologia, senza limiti”.

Inoltre, progetti congiunti nel settore spaziale, dell’energetica, dello sport, istruzione, medicina e
industria hi-tech. La Russia spera di partecipare a una
gara d’appalto per la costruzione di quattro centrali nucleari in
Brasile fino al 2030. Un aspetto di grande rilevanza nei rapporti tra i due paesi e’ il settore energetico: due societa’ russe forniscono macchinari alle centrali idroelettriche del Brasile. Per facilitare la cooperazione nel settore del petrolio e del gas, alla fine del 2011 il Gazprom ha inaugurato una rappresentanza a Rio-de-Janeiro.

Per quanto riguarda il settore dell’istruzione, Medvedv ha firmato un accordo che include la Russia nel programma “Scienza senza Frontire”, che promuove incentivi e borse di studio a giovani brasiliani in istituzioni russe. E ancora, nel settore sport, hanno siglato accordi per lo scambio di talenti sportivi e lo sviluppo di sistemi di informazione e controllo antidoping.

Dopo la visita in Brasile, Medvedv è volato a Cuba per incontrare il primo ministro, Raul Castro. Anche in questo caso la visita rinsalda i rapporti tra i due paesi, che siglano accordi in campo militare, commerciale ed energetico. La Russia cede a Cuba aerei a medio e lungo raggio, e cancella parte del debito da 30 miliardi di dollari (accumulato nell’epoca sovietica), l’equivalente di quasi 23 miliardi di euro, offrendo un piano di rifinanziamento decennale per il resto. L’accordo sarà firmato alla fine dell’anno. Inoltre, importanti sviluppi sullo sfruttamento del petrolio, che vede i russi già impegnati al largo della costa nord-orientale di Cuba.

C.C.

 

 

 

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LINKIESTA: Gallo licenziato, Tondelli lascia #LKSCHIENADRITTA

23 febbraio 2013

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Flash mob virtuale. I blogger de Linkiesta indicono il MAIL DAY, il giorno della mail.

Mandate una mail a [email protected] scrivendo: “Chiedo la riassunzione immediata di Massimiliano Gallo e Jacopo Tondelli”.

Ricordiamo che Massimiliano Gallo è stato licenziato di punto in bianco per un articolo non gradito e Jacopo Tondelli si è dimesso per non essere stato interpellato.

Per i lettori, ma anche per tutti i colleghi: fate sentire la vostra voce.

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Google Glass: chi controlla lo schermo controlla la mente di chi guarda?

21 febbraio 2013

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I computer del nuovo millennio saranno sempre più invisibili, o meglio embedded, incorporati agli oggetti, ai mobili, anche al nostro corpo. L’intelligenza elettronica sviluppata su silicio diventerà sempre più diffusa e ubiqua. Sarà come un’orchestra di oggetti interattivi, non invasivi e dalla presenza discreta, ovunque”.

Queste le parole di Mark Wiser, considerato il padre dell’ “ubiquitous computing“, termine che coniò nel 1988. Sono parole attuali, che sanno di profetico, pronunciate alla fine degli anni ottanta. Se questo è il futuro che si immaginava, bene, forse ci siamo. Come lui ipotizzava, si è arrivati allo sviluppo di devices sempre più piccoli fino a far «recedere la tecnologia sullo sfondo delle nostre vite», talmente integrati con le nostre percezioni e ogni nostro gesto da diventare impalpabili e onnipresenti.

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Ci sta arrivando Google con il nuovo paio di occhiali Google Glass, un gadget che sta facendo discutere per le tante implicazioni che potrebbe avere. Il 20 febbraio è stato lanciato su YouTube di Google un video che sognare, dove, pronunciando un semplice “ok glass” le persone interagiscono con le lenti del futuroMa di che si tratta? Immaginate di indossare un paio d’occhiali intelligenti, che potenziano la realtà virtuale e in grado di interagire con noi utilizzando fotocamera, un microfono e Internet per inviare e ricevere dati in tempo reale. Sono occhiali che mostrano sulle loro lenti informazioni rilevanti per chi li indossa, come indicazioni stradali, aggiornamenti dai social network e altre notifiche. Sulle lenti degli occhiali vengono visualizzate informazioni e notifiche che solitamente vediamo sugli schermi degli smartphone. Per interagire con il sistema si possono pronunciare comandi vocali, utili anche per impostare appuntamenti o effettuare ricerche, come avviene già con Siri, l’assistente automatico dell’iPhone 4S.  Potranno essere usati per scattare fotografie o girare video semplicemente guardando in direzione dell’oggetto, o del panorama. E ancora la possibilità di effettuare videochiamate mostrando direttamente l’ambiente intorno a sé ai propri interlocutori, ottenere sulle lenti le indicazioni stradali per raggiungere un certo luogo, rispondere ai messaggi e avere informazioni sugli oggetti che entrano nel campo visivo degli occhiali. Guadando questo video ci si può rendere conto delle applicazioni pratiche:

Il prezzo è  proibitivo: 1500 dollari, ma se si decide di investirci e c’è anche un programma per diventare Explorer: alcuni clienti/utenti selezionati da Google potranno provare in anteprima gli occhiali (preordinandoli, ovviamente). Chiunque può “candidarsi”. Basta seguire la pagina Project Glass su Google+ oppure su Twitter . Una volta diventati “followers” sarà necessario pensare a “cosa fareste con un paio di Google Glass”. Infine pubblicare le proprie idee sulle due piattaforme utilizzando l’hashtag #ifihadglass. Gli utenti più “creativi” saranno contattati da Google e, in seguito all’acquisto degli occhiali, potranno sperimentare il nuovo prodotto nel corso di eventi che saranno organizzati a New York, Los Angeles e San Francisco. C’è tempo fino al 27 febbraio per partecipare, ma bisogna risiedere negli Stati Uniti ed essere maggiorenni.

Le riflessioni a questo punto sono varie e non raggiungono ancora le masse, ma sarà su di loro che si misureranno i gadgets, per potenziare e migliorare le loro funzionalità. Se pensiamo, già oggi siamo uomini joystick. Da qui l’importanza di accompagnare allo sviluppo un dibattito serio che tenga conto di tutte le implicazioni, soprattutto di carattere emotivo, che una tecnologia simile potrà avere. E quale sarà l’impatto commerciale di uno strumento del genere sugli utenti? Google sostiene che la pubblicità non entrerà negli schermi. «Oltre alle implicazioni per la privacy, c’è la questione del potere delle informazioni che saranno nelle mani delle aziende pubblicitarie», conferma l’esperto di mondi virtuali Peter Ludlow…staremo a vedere.

 

 

 

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Il gioco dimenticato e l’ingegno

19 febbraio 2013

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Sfido qualcuno ad andare in un parco urbano e trovare ragazzini che giocano in gruppi, magari alle biglie o alla campana, oppure armati di fionde che cercano di centrare lattine. Eggià, non è facile trovarne, perché sono (quasi) tutti a tennis o a calcio, a danza o a casa a giocare alla play, alla Wii, cercando di colmare ore pomeridiane e scacciare la “noia” per rendere libere mamme affaccendate e tate non da meno.

Inventiva, manualità, curiosità e socialità. Sono tante le possibilità che offre il gioco, ma lo spazio e il tempo (forse anche il clima invernale con temperature rigide?) sembra non permettere più aggregazioni di bambini e ragazzi. Senza voler demonizzare i giochi elettronici nè tantomeno la TV, il recupero del gioco tradizionale rappresenterebbe la riscoperta della propria storia, oltre che un’enorme risorsa che pare ormai estinta: lo sviluppo dell’ingegno. La definizione della parola ingegno è la seguente: intelligenza intesa come principio di creatività o come capacità inventiva volta alla risoluzione di problemi pratici. I bimbi di oggi sono svegli, è vero, ma forse sono poco ingegnosi, depongono presto le armi se non trovano una via d’uscita facile. Si avvicinano al mondo degli adulti attraverso tutt’altro genere di stimolo ed esempio. Una volta, invece, si adattavano alla società dei grandi in maniera più naturale.

Ci sono persone che lo sanno, e sanno anche che ai bambini piace sempre giocare così. Bisogna solamente proporglielo e insegnarglielo. Giorgio Reali è una di queste persone, inventore di giochi e progettista di spazi verdi idonei a giochi “senza strutture fisse”, è il fondatore dell’Accademia del Gioco Dimenticato (dentro la Fabbrica del Vapore a Milano) e dello spazio Oca Giocosa (dove si svolgono nel weekend  laboratori di costruzione dei giochi) alle Officine Creative Ansaldo. Reali ha pubblicato inoltre “Il giardino dei giochi dimenticati” e “Nonno libro”, due manuali ad uso di grandi e piccoli, oltre a pubblicazioni e collaborazioni.

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 Nell’Accademia del gioco dimenticato c’è poco spazio per altro che non sia la  passione di creare e giocare. Giorgio Reali mi accoglie parlando un sacco, mangiandosi le parole, non capisco se per la fretta ( ma dubito) o se per l’accelerazione delle idee che precede la voce. Ha i capelli arrufati e lo sguardo liquido, vigile. Trovare un posto dove sedersi mi sembra un’impresa, più grande dell’intervista stessa. Mi accomodo su uno sgabello sbilenco e nel cercare fogli, registratore e poggiare la borsa, Giorgio si è alzato e seduto tre volte.

Giorgio, come mai questa passione per il gioco?

La mia passione è nata da bambino. Mia madre era settima di quattordici figli, e su quattordici capisci che non tutti possono venire bene. Uno di questi era sordo muto e faceva il calzolaio. Lavorava tanto ed io ero sempre lì da lui dopo la scuola. Avevo una grande attrazione verso scampoli di pelle, colle, materiali vari. Questo mio zio era anche il factotum della parrocchia, e tutte le domeniche pomeriggio intratteneva i bambini facendoli giocare con le biglie, gli elastici, la carta, ogni volta creava ed organizzava giochi bellissimi. Una volta al mese andava a Trento per giocare con  i bambini sordo muti ed io lo sostituivo in parrocchia. Da sempre ho mantenuto il contatto con bambini e ragazzi. Ho sempre fatto mestieri che mi hanno portato ad insegnare qualcosa. Ho fatto anche l’istruttore di scuola guida!

E l’Accademia del Gioco Dimenticato quando è nata?

L’Accademia è nata tanto tempo fa, in verità c’è sempre stata come idea. Quando vivevo a Milano lavoravo come giudice delle gare di braccio di ferro. Sì, lo so, un mestire che sembra appartenere al mondo del cinema, ma una volta c’era anche questo “gioco”! Bene, sono stato chiamato per una gara all’Officina della Birra e lì trovai un annuncio dove cercavano persone creative per progetti del comune in vari ambiti. Uno di questi riguardava i bambini. Ho presentato il mio e sono stato selezionato tra tanti. Era il 2000 e quattro anni dopo è partito il progetto nella Fabbrica del Vapore.

Perché i bambini non giocano più? Sono irrecuperabili ormai?

Ai bambini di oggi manca l’input e l’esempio, non vedono altri bambini più grandi giocare come facevamo noi una volta. Di conseguenza per loro questi giochi non esistono. Pensa che quando vado nelle scuole e chiedo alle classi se giocano a uno due tre stella o alla campana, su venticinque bambini, ad alzare la mano sono in due o tre, è assurdo! Le maestre, poi, non aiutano. Durante la ricreazione se ne stanno sedute sulle panchine a guardare i bambini e non propongono niente. C’è chi scambia figurine, chi chiacchera, al massimo trovi una corda per saltare. lI bambini si recuperano, e sono sicuro che si divertono se proponi le cose giuste. Come fai a resistere ad una gara di macchinine a vento costruite a scuola? Fare un gioco come questo significa divertirsi, creare, immaginare ed usare i polmoni per soffiare!

La responsabilità è anche delle famiglie immagino.

Certo, ci sono i genitori che non hanno voglia, tempo ed entusiasmo. Chi è padre o madre oggi, ed ha circa quarant’anni, quando ne aveva dieci probabilmente non giocava più in questo modo. I genitori riempiono il tempo di questi bambini con corsi di ogni genere e non lasciano spazio per altro, le agende sono piene come quelle dei manager. Hanno forse paura che si annoino, che ne so, o che non utilizzino il tempo “prezioso” per la loro formazione, senza pensare che, alla fine, il tempo più utile è quello rubato alla noia.

Qual’è il valore aggiunto del gioco di una volta rispetto ai giochi elettronici o altro?

Innanzitutto il gioco spontaneo rende i bambini tutti uguali. Non ci sono ultimi modelli da mettere a confronto e i bambini hanno tutti un ruolo che li rende indispensabili. Spesso devono costruirlo il gioco, e questo coinvolge la loro capacità di immaginare e creare, caratteristiche importanti per tanti altri aspetti della vita. Infine, altro aspetto, è l’utilizzo del corpo e della fisicità per alcuni di questi giochi: corsa, salto, coordinazione, ritmo sono fondamentali non solo per la salute.

E i ragazzi?

I ragazzi ormai non li becchi più. A me piacerebbe molto lavorare con i quindicenni per esempio, ma non me la sento di combattere contro i mulini a vento. Ormai la fascia di età che va dai dieci ai quindici anni pensa ai tablet e smarthphone. Io credo che possano convivere i due generi di gioco, il problema è che ad oggi viene proposta solamente una alternativa. Io sono sicuro che se raduni alcuni ragazzini di dodici o quattordici anni al parco e costruisci delle fionde loro si divertono come i matti a giocare al tiro. Pensa quanto è bello costruire una piste delle biglie, si divertono i grandi, è impensabile credere che dei ragazzi non si divertano!

Finisco l’intervista e Giorgio mi ringrazia in tutta fretta perché ha una festa di compleanno che sta per iniziare. Mi porta a vedere la stanza dove ha allestito e preparato i giochi, tutti costruiti con materiali di recupero. C’è un piccolo anticipatario seduto a terra che guarda affascinato tutto intorno. Mi siedo in un angolo con la macchina fotografica e aspetto qualche minuto. Il bambino si gira, mi guarda, sorride e poi chiede: “Vuoi giocare?”

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Elezioni in Ecuador: vince ancora Rafael Correa

18 febbraio 2013

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Cronaca di una vittoria annunciata in Ecuador. Vince e si riconferma presidente il candidato socialista Rafael Correa, al suo terzo mandato consecutivo che si concluderà nel 2017. Hanno votato 11,6 milioni di elettori, scegliendo anche il vice presidente, Jorge Glas, 137 parlamentari dell’Assemblea Legislativa e cinque rappresentanti del Parlamento Andino. Lo sfidante ed ex banchiere Guillermo Lasso è stato schiacciato da un 56,8 % di preferenze per Correa. La sua popolarità è al massimo grazie anche ai programmi sociali che ha realizzato con i fondi provenienti dal petrolio, ai miglioramenti nella sanità, istruzione e vie di comnicazione. I suoi oppositori tuttavia lo accusano di tenere lontani gli investimenti esteri e di essere troppo vicino a Cuba e Venezuela.  Lo scorso novembre, dall’università di Milano Bicocca Il presidente ecuadoriano ha tenuto una “lectio magistralis” sulla molto discussa proposta ecuadoriana di uscire dalla crisi del debito, scegliendo di non pagarlo.

L’Ecuador fa parte del blocco regionale delle nazioni dell’America Latina, la CELAC: 33 Paesi indipendenti dell’America Latina, a prescindere dai governi molto diversi dei vari Stati, che promuovono l’identità di America Latina e Caraibi come un blocco regionale unico, in grado di interloquire per ampliare il dialogo politico e competere con altri blocchi regionali a livello mondiale: quello USA e quello della stessa Unione Europea. Il vertice CELAC-UE, tenutosi a Santiago (Cile) il 26 e 27 gennaio scorso, nel contesto della competizione globale che vede il blocco europeo contrapposto a quello statunitense, rappresenta un colpo basso e una piccola spina nel fianco per gli USA, già da qualche tempo non più egemoni nell’area sud americana. Equilibri che si muovono, il 2013 vede anche lo scadere dei piani di scambi commerciali preferenziali con gli Stati Uniti.

Nel calderone degli avvenimenti c’è anche la vicenda Wikileaks. Nell’agosto 2012 il presidente Correa si è fatto conoscere per aver dato asilo politico a Julian Assange, evitandogli l’estradizione in Svezia, dove era ricercato il relazione alle accuse di molestie sessuali avanzate da due donne (è di questi giorni, inoltre, la notizia che Assange avrebbe depositato la sua iscrizione alle elezioni del prossimo 14 settembre, presso la Commissione Elettorale Australiana di Melbourne, per conquistare un seggio nel Senato e  tirarsi fuori dal complicato caso politico-diplomatico). La decisione di accogliere Assange aveva messo a soqquadro le diplomazie, e c’è chi crede che il caso sia stato una carta in più per la campagna elettorale di Correa. Dopo la vittoria, l’attuale presidente ha rivolto un pensiero al caso di Assange, dicendo che  “è’ una situazione diplomatica per la quale va trovata una soluzione il piu’ velocemente possibile”, e aggiungendo (e passando la palla) che il caso e’ “nelle mani dell’Europa”.

 

 

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Mondiali di Pattinaggio di Figura – Milano 2013

11 febbraio 2013

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Tra pochi giorni Milano ospiterà i Campionati Mondiali di Pattinaggio di Figura junior su ghiaccio. Si svolgerà dal 25 febbraio al 3 marzo 2013 e saranno circa 220 gli atleti, provenienti da oltre 40 nazioni. Le discipline in gara saranno la danza e l’artistico, per quest’ultimo con le specialità di singolo, maschile e femminile, e di coppia. In entrambi i casi sono previsti un programma corto ed un programma libero. Le basi fondamentali del pattinaggio artistico sono la capacità di esecuzione, coordinazione dei tempi e dei movimenti e componenti come lift, salti e piroette.

La danza su ghiaccio si basa sul ritmo, l’interpretazione della musica e la precisione nei passi. Una competizione di danza su ghiaccio comprende un programma corto, ‘short dance’, basato su ritmi specifici del ballo scelti anno per anno, ed un programma libero. A differenza di quanto avviene nel pattinaggio artistico a coppie, nella danza su ghiaccio l’attenzione ricade maggiormente sul ritmo, l’interpretazione della musica e la precisione nell’esecuzione dei passi. La prova di danza su ghiaccio si divide in tre parti: programma obbligatorio, programma originale e programma libero.

Le gare si svolgeranno nello  Stadio del ghiaccio “Agorà”, che dispone di una pista regolamentare 30×60 metri con una capienza di 4.000 posti a sedere. L’Agorà Stadio ospita una parte della squadra nazionale di danza e gran parte del pattinaggio artistico, oltre le squadre di short track (pattinaggio velocità) e di pattinaggio sincronizzato.

Il primo campionato mondiale di pattinaggio si è svolto nel 1896, limitatamente all’individuale maschile. Quella femminile fu aggiunta nel 1906. Il pattinaggio di figura è uno sport di grande fascino, unisce la pratica e la disciplina sportiva alla spettacolarità.

I biglietti si acquistano direttamente allo Stadio Agorà oppure su VivaTicket, prezzi da 10 euro a 40 euro.

correlati: federazione italiana sport del ghiaccio

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