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Archive | dicembre, 2013

Samantha Lee, che prepara piatti da favola

28 dicembre 2013

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Samantha Lee

Samantha Lee

Samantha Lee sa che il cibo si gusta prima con gli occhi. E lo sanno anche 300.000 followers sparsi in tutto il mondo che seguono il suo blog, Eatzy Bitzy. La passione per la cucina e la fotografia, unite ad una spiccata fantasia, hanno trasformato questa casalinga cinese in una famosa food blogger. L’idea è nata nel 2008, durante la seconda gravidanza, per stimolare la primogenita a mangiare da sola.  Samantha utilizza ingredienti sani, come il riso bianco, le alghe, verdure di ogni genere, per creare pietanze nutrienti e gustose, che i bambini portano a scuola nella loro “Bento-box”, il pranzo al sacco giapponese. Sfido qualsiasi bambino a non cadere nella tentazione di assaggiare una foresta stregata fatta di broccoli o una ragnatela a base di  alghe essicate…una gallery da gustare.

 

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Il dono di Natale

25 dicembre 2013

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Cosa resterà domani del Natale? Scatole, cartoni, nastri e fiocchi colorati, carte regalo ammassati nella spazzutura? E con essi l’eco delle voci, delle risate dei bambini e dei brindisi, dispersa nell’aria fredda di Dicembre? Forse rimarrà solo questo di un rito che scandisce il tempo ma non lascia traccia.

Perché gli oggetti non lasciano traccia. Cosa ci aspettiamo quando regaliamo qualcosa ad un’altra persona? Quale reazione speriamo di suscitare nell’altro? Gioia? Felicità? Commozione? Forse soprattutto ammirazione, figlia della nostra società narcisista. Il regalo è diventato in effetti uno specchio dove vogliamo vedere riflessa la nostra immagine, uno strumento per stupire, fare un figurone e compiacere a se stessi.

Ho cercato varie definizioni della parola regalo, che rimandano coraggiosamente al concetto di dono: “per estensione, il termine “dono” si può riferire a qualunque cosa fatta liberamente e spontaneamente, atta a rendere l’altro più felice o meno triste, come ad esempio un favore, un atto di perdono o una gentilezza.”

Ma l’immaterialità del regalo trova sempre meno posto nella nostra società, schiacciata da un individualismo imperante e alimentata continuamente da falsi bisogni. Perché il dono è prima di tutto un atto umano. Che nulla ha a che fare con la corsa all’acquisto, cieca e sorda, che caratterizza il nostro tempo, soprattutto durante il Natale. Donare, poi, non significa nascondersi dietro al comodo paravento della beneficienza a portata di clic.

Le nostre debolezze sono ormai il cavallo di troia dove si nascondono una serie di cose inutili. E siamo, così, invasi da oggetti che poco ci appartengono. Regalare senza la logica del dono non solo  accresce la dipendenza dalle cose, ma ci allontana sempre più dall’umanità che è insita in noi. E così il dono rimane intrappolato nell’idea di uno scambio calcolato di mercanzie,  che inaridisce il bene più prezioso: le relazioni tra gli individui.

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La musica basata sulla Spirale Aurea non esiste più

19 dicembre 2013

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imagesLa musica ha accompagnato l’uomo fin dalle sue origini, contribuendo allo sviluppo di ogni individuo, permeando i momenti più significativi della vita di ciascuno di noi, colmando vuoti e agendo sugli stati d’animo più profondi e su tutte le emozioni umane. E’ nutrimento per la mente e per lo spirito e in molti casi un vero e proprio strumento terapeutico per la cura di depressioni, malattie psichiche e disturbi neurovegetativi. La musica sarebbe infatti in grado di attivare il cervello come uno stimolante chimico e di generare sensazioni amplificate di piacere, eccitazione o soddisfazione.

Queste sono cose che tutti noi abbiamo già sentito o letto da qualche parte, in modo più o meno approfondito. Sappiamo quanto la musica possa avere effetti benefici, tuttavia poco sappiamo ancora dei meccanismi di riproduzione dei suoni e della struttura della musica. E pochi di noi intendono la musica stessa come una scienza che basa le sue fondamenta su leggi matematiche e fisiche.

I pitagorici, che furono i primi a fare una riflessione sul rapporto tra musica e ordine matematico del cosmo, erano convinti che  i pianeti compissero movimenti armonici seguendo precisi rapporti matematici ed emanassero un suono che l’uomo non riusciva a sentire con l’udito, così come ascolta i rumori abituali, ma che fosse comunque in grado di percepirli, perché immerso in essi da sempre.

Di fatto noi siamo costantemente immersi dentro le frequenze che emana la natura e il nostro stesso corpo: il cuore umano, la frequenza di replicazione del DNA, la sincronizzazione bi-emisferica del cervello, così come la risonanza della Terra, anche chiamata Risonanza di Schumann, fino al ronzio delle api e al canto dei delfini. Tutto nell’Universo, dagli atomi alle molecole, dai granelli di sabbia alle foglie fino al canto degli uccelli, segue una regola aurea: la frequenza di vibrazioni al minuto è sempre in multipli di 8 (8Hz). Lo stesso cervello umano vibra in questo modo e risponde agli stimoli dei suoni ed ultrasuoni, partecipando ad una sorta di sinfonia universale in modo più o meno armonico. I rapporti tra le note dovrebbero seguire gli stessi rapporti matematici che governano il tutto. Nel suo libro “432 Hertz: La rivoluzione musicale. L’accordatura aurea per intonare la musica biologica”, Riccardo Tristano Tuis scrive: “ora, se ascoltassimo una musica basata sulla spirale aurea sarebbe in qualche modo una musica per la vita, sia al livello biologico che percettivo, poiché userebbe la stessa matematica di entrambi”.

frecuencia-432-hz-salud-taoistaTuttavia la musica, o quantomeno, la maggior parte della produzione musicale esistente oggi, vibra a frequenze cosiddette “non coerenti” e dunque non armoniche. Ciò in conseguenza del fatto che tutti gli strumenti e i brani che ascoltiamo oggi sono accordati con intonazione a 440 Hz, in profondo contrasto con le vibrazioni delle onde emanate dal nostro corpo. L’accordatura aurea o scientifica invece, storicamente impiegata nei teatri e nelle corti europee da geni come Mozart, Beethoven e Verdi,  utilizzava il la centrale intonato a 432 Hz (multiplo di 8) e il do a 256 Hz, e seguiva l’intonazione della voce umana, nonchè la matematica (proporzioni auree) del nostro ascolto e del nostro essere biologico.

La frequenza a 440 Hz venne fissata arbitrariamente nel 1954 a Londra, anche se la corsa all’acuto iniziò ben prima. Infatti, questa intonazione fu imposta alla prima Conferenza Internazionale organizzata dal ministro della Propaganda nazista Joseph Paul Goebbels (ignorando peraltro un referendum contrario, promosso in Francia da 25.000 musicisti), che la presentò come l’intonazione ufficiale germanica. Peraltro Hitler era un grande estimatore di Wagner,il quale impiegava proprio questa intonazione nella composizione dei suoi brani. L’utilizzo dei 440 Hz, rispetto ai 432 Hz, maggiormente stimolante per il sistema nervoso, era considerato più adatto alle marce militari. Già ai tempi dei nazisti era noto come le diverse intonazioni creassero  sensazioni e risposte fisiologiche diverse negli ascoltatori.

Ma in cosa differisce esattamente l’intonazione a 432 hz e quale influenza può avere su chi ascolta musica con queste armonie? Innanzitutto questa è l’intonazione più consona al registro vocale umano e al nostro ascolto.  E’ importante sapere che attraverso gli studi condotti dalle neuroscienze sulle frequenze, si è  dimostrato che le onde sonore possono modificare la pressione sanguigna, la respirazione, il battito cardiaco, la resistenza elettrica della pelle, la sudorazione, la risposta neuroendocrina, la concentrazione e le onde cerebrali. Inoltre, in risposta alle frequenze armoniche, si attivano sia le capacità extrasensoriali sia la sincronizzazione biemisferica del nostro cervello, aumentando così la predisposizione a imparare, a essere più creativi e ad avere profonde intuizioni di natura scientifica, mistica o comportamentale.

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Secondo autorevoli scienziati e molti musicisti, la musica intonata e composta a 432 Hz, risulta più bella per l’udito, più morbida, più luminosa. In termini tecnici essa è completa in ogni scala, cioè, ogni livello del brano musicale, inclusa la porzione tra gli intervalli, incarna il rapporto dell’intera miriade di informazioni  di tutte le ottave della spirale aurea, includendo in questo “tutto” gli iper-toni, i toni bassi, gli infrasuoni e gli ultrasuoni. Citando LaRouche dello Schiller Institute, “la scala perfetta  è quella in cui la proporzione delle frequenze delle note fra loro corrispondono esattamente alla proportio aurea ed anche la loro intonazione su un registro basato sulla stessa”. Ciò significa che non c’è perdita di informazioni per ciascuna scala, cosa che invece avviene con un’intonazione a 440 Hz.

Sono molti i sostenitori della cosiddetta accordatura aurea: dai Pink Floyd  a Mick Jagger, cantante dei Rolling Stones, fino ad un vero e proprio Movimento, chiamato Omega 432. Secondo loro e altri che hanno condotto esperimenti mirati, i  concerti a 432 hz suonano qualitativamente meglio,  sia come tono che come incremento della ricchezza del timbro. Inoltre gli ascoltatori percepiscono la musica come non proveniente dagli strumenti musicali, ma dall’ambiente circostante e per questo si parla di full immersion nella musica.

E’ dunque possibile che la musica suonata a determinate frequenze, in armonia con quelle dell’uomo e della natura, possa incidere fisiologicamente e in alcuni casi addirittura curare alcune patologie? Pare di sì. Infatti la medicina utilizza già onde  elettromagnetiche, come ultrasuono, laser, infrarosso o onda d’urto. Nel caso di malattie, le frequenze del nostro corpo subiscono forti variazioni arrivando alla disarmonia. Sembrerebbe dunque possibile intervenire utilizzando frequenze armoniche per “accordare” gli organi malati. Cosa che purtroppo la musica, intonata a 440 Hz, non fa.

C’è anche chi grida platealmente al complotto sul controllo delle masse per tenere la popolazione in una sorta di medioevo spirituale. Sta di fatto che la matematica non è un’opinione, e che la musica, come affermato nel 1712 da Leibniz, «è una pratica occulta dell’aritmetica, dove l’anima non sa di calcolare ».  Insomma, la musica ha il potere di mostrare la struttura armonica dell’universo, del quale anche noi facciamo parte. Perché mai, allora, non dovremmo accordare i nostri strumenti  in modo tale da raggiungere l’armonia? L’attività del compositore musicale “sarebbe così simile a quella di Dio che costringe ad accordarsi tra di loro una molteplicità di elementi contrastanti presenti nel cosmo”.

 

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Le scelte coraggiose dell’Uruguay

11 dicembre 2013

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L’Uruguay sarà, dal 2014, il primo paese al mondo dove la produzione, la distribuzione e il consumo di cannabis saranno controllate dallo Stato. Il senato di Motevideo ha infatti approvato la legge, con 16 voti a favore e 13 contrari, su un totale di 30 seggi  – voluta dal Presidente José Mujica e già passata alla Camera lo scorso 31 luglio – che disciplina produzione e commercializzazione della marijuana. Ora manca solo la firma dello stesso capo dello Stato perché le norme entrino in vigore.

“Pensiamo di trattare questo vizio come si tratta una dipendenza – spiega José Mujica – Vogliamo sfidare il narcotraffico nel mercato, in modo da rendere poco conveniente il traffico illegale perché lo Stato venderà la marijuana a un prezzo più basso e controllato. Invece di combattere il fenomeno con la repressione, lo combattiamo con le regole del mercato”.

La marijuana sarà venduta nelle farmacie ad un prezzo equivalente a 75 centesimi di euro al grammo, solo agli adulti,  e i consumatori potranno acquistare fino a 40 grammi al mese, ma solo dopo essersi iscritti in un registro nazionale (che non sarà reso pubblico). Sarà consentita l’autoproduzione, non più di sei piante a persona, e la costituzione di gruppi per coltivare massimo 45 persone e non più di 99 piante. In entrambi i casi le piante dovranno crescere all’interno di circoli istituiti dalla stessa legge.In questo modo lo Stato potrà controllare la coltivazione e la vendita a scopi psicotropi e ricreativi, peraltro incassando circa 25 milioni di euro all’anno.

Non è  la prima volta che questo piccolo paese con 3,2 milioni di abitanti dimostra di essere all’avanguardia sui temi sociali. Basti pensare che l’Uruguay, prima di altri paesi dell’America Latina, ha legalizzato, nel 2007, le unioni civili delle coppie omosessuali e l’adozione per le coppie dello stesso sesso, nel 2009.

casa_mujicaSotto l’impulso della coalizione di sinistra “Frente Amplio”, al potere dal 2005, e dell’attuale presidente Josè Mujica, l’Uruguay si distingue dunque per le scelte coraggiose in campo sociale, su temi spinosi e delicati. Sui quali normalmente è difficile avere l’approvazione da parte della maggioranza della popolazione, prima ancora che dei parlamenti. Si pensi che ad oggi il 61% della popolazione in Uruguay contesta il progetto di legge sulla cannabis. Ciò nonostante, la presidenza ha deciso di andare avanti, dimostrando di non soffrire di quell’ansia di compiere scelte solo laddove raccolgano un ampio consenso, tipica dei nostri politici. Ed il risultato, evidente, è che nessuna evoluzione degna di nota, in campo non solo sociale, ha visto la luce negli ultimi 20 anni.

L’Uruguay, invece, si muove nel solco di una tradizione riformatrice che ha visto nell’ex presidente José Batlle Ordonez (19031915) un interprete di grande valore. Ordonez fu il primo in tutto il continente a legalizzare il divorzio con la sola decisione della moglie (1913), ad abolire la pena di morte (1907) ed autorizzare il voto alle donne (1927). Decisioni prese in un tempo in cui il progresso era “più rapido di quanto la società ammettesse, ma le circostanze politiche permettevano di fare andare avanti la legislazione”.

Oggi l’artefice dei grandi cambiamenti in atto è José “Pepe” Mujica, il presidente dal passato nei Tupamaros. Mujica incarna un preciso ideale  e lo applica alla sua azione politica: nessuno schiavo, nessun padrone, ossia, l’uguaglianza.  Non a caso la spinta innovativa più importante a cui ha contribuito Mujica vi è stata nel campo dei diritti civili. Anche se, in Europa, il presidente dell’Uruguay è conosciuto soprattutto per la sua campagna anti-armi “Consegna la pistola e ti diamo una bici o un computer” .

Mujica è noto anche per le sue scelte di condotta di vita. Infatti egli vive nella casa da lui costruita, di 45 metri quadrati, rinuncia allo stipendio ( il 90% lo devolve ad associazioni umanitarie) e non ha la scorta. Inoltre, ha una macchina del 1987.  “Il mio stile di vita è una conseguenza del processo della mia vita. Ho combattuto per quanto è possibile per l’uguaglianza e la parità di uomini”, dice Mujica, ex-guerrigliero che ha trascorso quattordici anni in carcere, per lo più durante gli anni della dittatura.

Insomma, Mujica pare davvero una figura straordinaria, un uomo che è rimasto con i piedi per terra, che non si è fatto travolgere dal potere. Lui è capace di interpretare al meglio il suo ruolo nell’interesse generale e per il bene del popolo. Come dovrebbe fare ogni buon leader. E’ sotto questa angolatura che va letta la legge sulla cannabis fortemente voluta da Mujica. Evitando così il rischio di incorrere nell’errore di considerare la cosa come una mera mossa populista.

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Veggenza, Intuito e Telepatia: l’altra dimensione dell’uomo

2 dicembre 2013

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Nominare fenomeni  che esulano dall’ambito ordinario  con cui siamo abituati a interagire, suscita, ancora oggi, grande sospetto. Quando si parla di campo magnetico umano, stadi di coscienza o intelligenza collettiva ed emotiva, inevitabilmente si viene bollati come visionari che vivono esperienze “mistiche” indotte da sostanze allucinogene. Oppure invasati dello yoga che osservano il mondo dall’alto di  altari esoterici. Sono tanti gli argomenti che non ricevono un giusto ascolto e sono tanti i messaggi e le scoperte nel campo della scienza che rimangono confinate nei propri ambiti. Provare a rompere questi argini può portarci a cambiare la prospettiva da cui guardiamo il mondo che ci circonda, nonché l’idea che abbiamo di noi stessi.

Pensiamo al concetto di “intelligenza”: è comunemente accettata la tesi per cui la Mente dell’uomo risieda nel cervello. Non a caso la parola mente è associata al cranio. Ma se non fosse esattamente così? Alcuni anni fa, gli scienziati dell’Istitute of HeartMath, hanno  dimostrato che il cuore umano genera un campo energetico più ampio e potente di tutti quelli prodotti da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello. Infatti, il campo elettrico,  misurato dell’elettrocardiogramma(ECG), è all’incirca 60 volte più grande in ampiezza di quello generato dalle onde cerebrali registrate da un elettroencefalogramma (EEG).

DownloadedFile-1La componente magnetica del campo del cuore, invece, è all’incirca 5000 volte più potente di quella originata dal cervello. Essa non è impedita dai tessuti e può essere misurata con uno strumento a Superconduzione di Interferenze Quantiche (SQUID), basato su magnetometri. Si è scoperto, infatti, che questo campo elettromagnetico ha un diametro che si estende dai due metri e mezzo ai tre metri, con l’asse centrato nel cuore, ed ha la forma toroidale.

Nel Toroide, l’energia fluisce da una estremità, circola attorno al centro e fuoriesce dall’altra parte. La si può vedere e misurare negli atomi, nelle cellule, nei semi, nei fiori e nei frutti, negli alberi, negli animali, negli umani, negli uragani, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie e persino nell’intero cosmo. Quante volte noi utilizziamo la parola “magnetismo” riferita a determinate persone? Lo scienziato e filosofo Arthur Young ha affermato che un toroide rappresenta un processo e non solo una forma, ed è “l’unico modello di energia o dinamica che può autosostenersi, ed è fatto della stessa sostanza che lo circonda, come un tornado, un anello di fumo nell’aria o un vortice nell’acqua”. Nella fisica delle particelle, la forma del toroide è nota per fornire un ambiente ideale all’interno del quale accelerare le particelle. Non è un caso che la forma dell’accelleratore di particelle sia toroidale.

La ricerca di base presso l’Istituto di Heart Math (*) dimostra anche che “le informazioni riguardanti lo stato emotivo di una persona sono trasmesse in tutto il corpo attraverso il campo elettromagnetico del cuore. I modelli ritmici dei battiti del cuore cambiano in modo significativo quando sperimentiamo emozioni diverse. Le emozioni negative, come la rabbia o la frustrazione, sono associate ad un irregolare e disordinato modello incoerente nei ritmi del cuore. Al contrario, i sentimenti come l’amore e l’apprezzamento, sono associati con una superficie liscia e ordinata, creando un modello coerente di attività ritmica del cuore”

Tutti noi siamo portati a considerare il cuore come una pompa che lavora in maniera meccanica. Questo pulzalomagnes-terapia-elvestraordinario organo invece, è capace di agire, attraverso questo campo, come un segnale sincronizzatore tra il cuore stesso, il sistema nervoso ed il cervello, in maniera analoga all’informazione portata dalle onde radio. E in questo modo comunica costantemente con il resto del corpo attraverso il sistema nervoso, campi elettromagnetici, ormoni ed altre reazioni chimiche ed onde di pressione sanguigna. Ma non solo. I vari campi, quello dell’uomo, delle piante, degli animali, della Terra, comunicano tra loro. 

Consideriamo ad esempio la veggenza, intesa come capacità di premonire o predire il futuro. Se è vero che i campi magnetici sono in comunicazione tra loro scambiandosi continue informazioni è dunque possibile che il cuore, così come il nostro corpo, capti tutta una serie di messaggi che provengono dal mondo esterno. Si pensi che uno studio  ha messo in evidenza la capacità dell’uomo di riuscire ad avvertire o intuire con alcuni secondi di anticipo acuni eventi emozionali.

A questa ricerca hanno partecipato 26 adulti, uomini e donne e ad ognuno di loro venivano fatte vedere 45 fotografie su uno schermo, di cui solo 15 provocavano uno stimolo emozionale (immagini forti di animali aggressivi o calamità e aggressioni). La curva di decelerazione del battito cardiaco, in risposta al prestimolo emozionale, cominciava a divergere 4,8 sec.  prima dell’evento, confrontato al prestimolo neutro. Il segnale ricavato dall’encefalogramma  in risposta al prestimolo emozionale mostrava un aumento circa 3,5 secondi prima del verificarsi dello stimolo: questo significa che il cervello conosce la natura del futuro stimolo e che  la differenza tra i due eventi ci dice il cuore riceve l’informazione circa 1,3 secondi prima del cervello. Risulta chiaro, allora, che una significativa decelerazione del battito cardiaco si ha in risposta a un prestimolo emozionale. Le conclusioni di questo studio dicono che il nostro apparato percettivo continuamente fa lo scanner del futuro.

Tutto ciò ci porta a riflettere su quanto ci sia ancora da conoscere sul nostro cuore e il nostro corpo. Se è vero che il campo del cuore agisce come un’onda portante di informazioni nel corpo e fuori di esso, allora è vero che siamo tutti connessi l’un l’altro, e molto più intimamente di quanto siamo abituati a ritenere. Si pensi che i satelliti ambientali operativi geostazionari (GOES) che orbitano intorno alla Terra hanno captato un aumento del magnetismo terrestre durante eventi di focalizzazione globale, come la morte della principessa Diana, o l’attacco alle Torri Gemelle: quel giorno, quindici minuti dopo il primo attacco, i satelliti evidenziarono un forte picco di intensità del campo geomagnetico della Terra, che superò di quasi cinquanta unità (nanotesla) qualunque altro rilevamento precedente.

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I ricercatori  di HeartMath e molti altri autorevoli scienziati credono che esista un rapporto fra il cuore umano e il campo magnetico terrestre, e sostengono che «una intensa emozione collettiva possa esercitare un impatto misurabile sul campo geomagnetico della Terra». Siamo insomma tutti interconnessi, come in una grande sinfonia di frequenze.

Sarebbe interessante  provare a sintonizzare nello stesso momento una grandissima parte della popolazione del nostro pianeta su un’emozione positiva e misurare l’impatto sul campo energetico della Terra. Oggi, la tecnologia è in grado di misurare tutto ciò. Che forse potrebbe essere utile a farci acquisire la consapevolezza dei limiti che ancora abbiamo e che  fenomeni come la telepatia, la guarigione a distanza, la veggenza e tutto ciò che va al di là del tempo e dello spazio, non sono frutto di poteri paranormali solo di alcuni eletti o di sciamani e sensitivi, ma un potenziale ancora sconosciuto dentro ognuno di noi.

 

*Fonte: Applications of Bioelectromagnetic Medicine (Applicazioni cliniche di Medicina Elettromagnetica), PJ. Rosch e M.S. Markov,New York 200-t – Istitute of HeartMath®  – www.heartmath.org

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