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Cambio casa: vado a vivere nel container

6 giugno 2012

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LA COMPRO AL METRO CUBO E LA MONTO COME IL LEGO, LA NUOVA CASA SI FARA’ COSI

Vi siete mai chiesti come funziona l’attività di trasporto merci nel mondo?Pensate all’immensa quantità di prodotti trasportati ogni anno dalla Cina in tutta Europa e ora, provate a chiedervi se l’Europa ha la stessa quantità di merce da rispedire indietro. Ovviamente no. Per questo motivo sono migliaia i container che ogni giorno arrivano nei porti e non trovano un immediato utilizzo, rimanendo parcheggiati  in attesa di un viaggio che forse non arriverà mai.

Sta di fatto che questi container dismessi possono essere trasformati riutilizzati come accoglienti abitazioni, uffici o negozi. Di esempi ce ne sono già tanti nel mondo, ma non se ne parla forse abbastanza, e, con i tempi che corrono, tra una scossa di terremoto e un’altra, forse un pensierino sarebbe meglio farcelo. Ma come si trasforma un container in una casa? Innanzitutto dobbiamo uscire dalla logica che associa le case container alle dei terremotati. Basta guardare alcuni esempi di progetti molto interessanti, che ci fanno pensare a come spesso il preconcetto frena lo sviluppo di soluzioni abitative come queste, moderne, flessibili, riciclabili e ampliabili ma, soprattutto, a basso costo. Riconvertire un container in micro-appartamento costa il 25% in meno che una costruzione in cemento.

Projeto Casa ContainerUn prototipo è stato proposto per meno di 8000 euro da un gruppo d’imprenditori americani, un classico container riadattato, ingegnosamente dotato di una saletta da pranzo con cucina, una stanza da letto, un ripostiglio e un bagno: è provvisto di finestre per ventilazione e luce, sistema idrico ed elettrico e predisposizione per l’aria condizionata. Certo, le finiture e l’arredo non sono di altissimo livello o di design estremo come altri esempi. Ma per chi deve sbarcare il lunario con un salario minimo forse l’arredo di ultimo grido non è poi così importante.

Con la sua misura standard (2,438 x 12,192) il container è universalmente disponibile, versatile, facilmente trasportabile, e può essere aggregato in base ai diversi contesti e richieste: centri culturali, bar-caffetterie, luoghi commerciali, residenze, scuole, uffici ecc…non è più solo un contenitore fine all’utilizzo commerciale, ma diventa un modulo costruttivo.

In tutti i progetti realizzati con container, l’aspetto della sostenibilità risulta essere preponderante. Infatti l’utilizzo di una materia industriale e soprattutto di un tipo di sistema costruttivo a “secco”(edifici realizzati senza l’utilizzo di leganti) presenta i vantaggi e le prerogative di sostenibilità ambientale, in quanto non vi sono sprechi di risorse e i consumi energetici vengono calcolati e controllati fin dall’assemblaggio del container.

Alcuni esempi noti? Cove Park in Scozia, Containercity a Londra, il virtuoso esempio francese delle case container per studenti, a

"PUMA City, Shipping Container Store - Boston

“PUMA City, Shipping Container Store – Boston

New York, un altro esempio di un uso intelligente dei container: Pier 57, un’area decadente fatta di cemento sulle rive del fiume Hudson che sarà trasformata in uno studio d’arte con in cima un parco e un mercato all’area aperta. Certo, di case costriute con materiali insoliti ce ne sono tante a questo mondo, ma i container in tempi di crisi globale abbondano, e chissà, in futuro costruiremo le case come i lego e le pagheremo al metro cubo.

Correlati: www.algeco.it, www.sogeseitalia.it

 

 

 


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One Response to “Cambio casa: vado a vivere nel container”

  1. enrico federici Says:

    Migliori ottimizzazioni delle risorse. E in Italia? Ci sono progetti come in Francia,Olanda….