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Il club degli incorregibili ottimisti

24 settembre 2012

CONTRORECENSIONI


 

Questo romanzo ha una serie d’ingredienti che lo rendono assolutamente bello. Settecento pagine e non sentirle. Ambientato negli anni ‘50, in una Francia appena uscita in rovina dalla seconda guerra mondiale e che affronta il conflitto algerino. La storia si svolge tutta attorno a un bistrò parigino, il Balto, dove in una fumosa saletta sul retro si riunivano, tra interminabili discussioni e partite a scacchi, esuli in fuga dai Paesi dell’Est comunista e intellettuali come Sartre e Kessel. E dove il protagonista, la voce narrante del ragazzo Michel, impara a conoscere il mondo.

Storie di vita dentro la storia, amori abbandonati, deportazioni, fughe, odi e rancori, dolori mai dimenticati: il respiro di questo romanzo è talmente ampio che toglie il fiato. E finalmente, dopo quattrocento pagine, si scopre il vero protagonista del romanzo, un esule russo, un uomo carico di misteri, la cui redenzione arriverà troppo tardi, in un finale che non lava via le colpe ma lascia spazio al perdono. Jean-Michel Guenassia, sessant’anni, avvocato e occasionalmente sceneggiatore televisivo, per dedicarsi completamente a questo romanzo ha abbandonato la professione. Il libro è stato selezionato per il Prix Goncourt, vincitore del Goncourt de Lycéens, finalista al Prix de Libraires e ha ottenuto il primo premio dei lettori, con oltre un milione di voti, della rivista Notre Temps.

 

Salani Editore

 


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