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Lucarelli vs Hawking, ovvero, partire dal grande per dimenticare il piccolo

30 novembre 2016

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Ieri ho letto un sacco di titoli e sottotitoli sui giornali on line. Faccio così quando mi viene voglia di scrivere qualcosa: scandaglio la rete velocemente, appunto due o tre cose che mi incuriosiscono e poi le rileggo con più calma. Ieri mi ero appuntata due cose: la Lucarelli che infierisce sul povero Lapo e Stephen Hawking che ci ammonisce sulla fine fine del mondo. Ero indecisa, molto. Inveire sulla Lucarelli che schernisce Lapo mi sembrava anche divertente, pensare alla fine del mondo un pò meno.

E allora pensa che ti pensa una soluzione l’ho trovata: un po’ per uno. Anche perché è venuto da sè immaginare una correlazione tra ciò che scrive la fin troppo domata Selvaggia e quel genio indomabile di Hawking. Ma questo ve lo dico dopo.

Selvaggia, che scrive anche bene e spesso ha pure ragione, è una astuta parassita che alimenta un modo di fare e di scrivere che a me non piace tanto. Cavalca onde scontate per bacchettare gli altri e utilizza una cattiveria spicciola che è  frutto di un ego fin troppo allargato. E’ molto seguita, e questo la carica di una discreta responsabilità. Per questo, cara Selvaggia, io non ti contesto la presa in giro in sé, ma la tua incoerenza. Intervieni spesso contro i bulli della rete, contro quelle bestie che alimentano la “vergogna” fino a spingere le persone al suicidio. Grazie molte dell’aiuto, serve anche il tuo, davvero. Ma vedi, anche se a Lapo piacciono i Trans, la droga e quant’altro che siano i grandi affari suoi, non è mica tanto distante dalle donne che difendi a spada tratta dalla gogna mediatica. Non infierire così, non ci servi altrimenti.

Detto ciò, si sono spese fin troppe parole su questa vicenda. Non credo di aggiungere molto di più, se non una dichiarata voglia di discrezione.

Ne spendo qualcuna su Hawking, che povero, non se l’è filato nessuno. Ieri, durante il misero “LapoGate”, sono uscite delle note interessanti che fanno riferimento all’intervento che l’astrofisico ha tenuto lo scorso lunedì all’Università di Cambridge. Durante una lecture (o più banalmente, lezione), ha affermato che per l’umanità restano su per giù mille anni ancora da vivere sul pianeta Terra. Mille anni appena. Questo perché abbiamo reso il nostro pianeta un luogo troppo fragile e vulnerabile. Cambiamenti climatici, distruzione degli habitat naturali, sovrappopolazione, pandemie globali causate dalla resistenza agli antibiotici e l’aumento del potenziale bellico di paesi considerati pericolosi e blà blà blà. So che queste possano sembrare le solite noioserie da catastrofisti, ma purtroppo son tutte  semplici verità. E’ la solita storia, “ma sì, tanto sarò morto, ma sì, tanto troveremo un modo. Chissenefrega dei massimi sistemi”.

Allora proviamo a fare un esercizio quotidiano, bastano pochi minuti al giorno.L’esercizio consiste nel dedicare almeno 300 secondi al giorno a spostare il focus. Dal micro al macro, per sfuggire temporanemante alle cose piccole della nostra società. E per comprendere meglio il tutto basta partire dalle definizioni delle parole:

Micro: “Primo elemento di composti, particolarmente attivo nel l. scient. e tecnico, nei quali significa “piccolo, che riguarda cose piccole, di scarso sviluppo””. Un esempio: 

(…) La paghetta se l’è pippata tutta. A quel punto che fa? Si inventa un sequestro, tanto le manette erano già lì. E qui il genio.
Chiama lui la famiglia e già qui sarebbe il primo caso di sequestrato a chiedere un riscatto per il suo sequestro, ma vabbè. Dice che un tizio non lo lascia andare se non pagano 10000 euro, roba che un qualsiasi sequestratore chiederebbe di più pure per il sequestro di Adriana Volpe, capirai se uno rapisce un Agnelli per due spicci. Il fratello ovviamente mette giù il telefono, chiama Ginevra e fa: “Il cazzaro ne ha combinata un’altra”. Chiamano la polizia americana, la polizia americana va nel presunto luogo della consegna del riscatto e trova Lapo con le manette di piume rosa che fa i grattini al suo sequestratore.

Selvaggia Lucarelli.

Macro: • Primo elemento di composti, particolarmente attivo nel l. scient., in cui indica “grande”, “di notevole estensione” e spesso anche “lungo”. Un esempio:

(…) Ricordate di guardare in alto, alle stelle, e non in basso ai vostri piedi. Cercate di dare un senso a quello che vedete e domandatevi cosa permette all’Universo di esistere. Siate curiosi. Per qualunque difficoltà incontrerete nel vostro percorso ricordatevi che ci sarà sempre un modo per superarla. L’importante è non rassegnarsi mai.

Stephen Hawking.

Ed ecco che viene fuori la correlazione. Ciao.


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