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Chi ha incastrato Lapo Rabbit?

2 dicembre 2016

ARTICOLI


Questa notte ho fatto un incubo. Uno di quegli incubi che solo il re dei complottisti riuscirebbe a partorire:  Lapo Elkann, Renzi (presumo), coccodrilli, lotte per il potere, intrighi, sesso, conigli e telefoni rosa. Sarà perché c’è un gran fermento con questo benedetto Referendum, sarà perché che ho letto troppe cose nei giorni scorsi sulla vicenda Lapo Elkann, o sarà perché ho visto un pezzo di “Chi ha incastrato Roger Rabbit” prima di andare a dormire. Non saprei. Fatto sta che ho messo assieme tutto quanto e ne è venuto furoi un bel delirio. E premesso che io non sono una complottista ma una che sogna molto – e i sogni come sapete non corrispondono alla realtà ma attingono da essa, ora ve lo voglio raccontare.

Sono l’unica protagonista del sogno ad avere un volto. Gli altri sono tutti animali: coccodrilli, conigli, lupi e giaguari.  Lapo Elkann, che ha le sembianze di un coniglio e si chiama Lapo Rabbit, se la spassa alla grande, come suo solito, senza nuocere a nessuno. Vive in un paese lontano, una specie di isola che non c’è. E’ un buono, seppur un tantino goffo.

Un bel giorno, un giornale autorevole chiamato l’Economist, che è anche di proprietà della famiglia di Lapo Rabbitpubblica un articolo molto pesante. L’articolo fa riferimento a un Referendum – indetto dal grande capo del mio paese – che si terrà di lì a poco e invita molto apertamente il popolo italiano a votare No. Un invito secco e chiaro come la luce del giorno. Uno smacco per il capo, insomma, che necessita di una vittoria del sì. 

Il capo, che nel sogno ha le sembianze di un coccodrillo, legge l’articolo e va su tutte le furie. Comincia a sbraitare con tutti intorno a lui. Viene fuori un macello: centinaia di telefoni rosa cominciano a squillare, partono chiamate da una stanza segreta all’altra, mentre Lapo Rabbit, indisturbato, continua a fare festa nell’isola che non c’è.

Allora il gran capo coccodrillo decide di vendicarsi di questo maledetto giornale infamante e sceglie il povero Lapo Rabbit come bersaglio: incastrare Lapo Rabitt per colpire tutta la sua famiglia. Nulla di più semplice. E infatti, dopo pochi giorni dalla pubblicazione di quell’articolo, Lapo Rabbit, che si trova ad un party sull’isola che non c’è, viene avvicinato da una coniglietta irresistibile, fascinosa e carica di carote allucinogene. E’ una spia del perfido e vendicativo gran capo coccodrillo. Lapo Rabitt, ovviamente, non resiste alla visione della coniglietta carica di cibo e si mangia una quantità enorme di carote, cadendo in uno stato di trance allucinogena. Ed è allora che la coniglietta fa entrare un coniglio misteriso nella stanza.

Un coniglio che non è un coniglio. Piuttosto si tratta del gran capo coccodrillo travestito da coniglio! Che chiama la famiglia Rabbit, fingendosi l’ingenuo Lapo Rabbit. E cosa fa? Chiede un riscatto di diecimila carote d’oro alla famiglia Rabbit. Lapo Rabbit, che non capisce un cazzo per via delle allucinazioni, non batte ciglio quando il coccodrillo avverte anche la polizia. A quel punto Lapo Rabbit è definitivamente incastrato. Tutta colpa del Referendum, insomma.

Il mio sogno finisce in un gran casino: il popolo che insorge nelle piazze, la coniglietta che scappa con il coniglio misterioso, Lapo Rabbit in manette che farfuglia e il gran capo coccodrillo che mi corre dietro perché ho sbirciato dalla serratura e ho visto e udito tutto. Tento di scappare ma lui sembra essere più veloce e mi acchiappa con una zampata. E quando penso che per me è giunta la fine, tac! Mi sveglio in preda all’ansia.

Che roba ragazzi.  Era un sogno, ovvio. Un incubo delirante. Accendo subito lo smartphone e leggo due o tre notizie. Anche lì, tutto come nel sogno: Lapo è ancora sull’isola che non c’è, la folla ignobile insorge contro di lui, spunta dal nulla un terzo uomo (ma non fanno riferimento alle sembianze da coniglio-coccodrillo), qualcuno grida al complotto e l’ansia refendaria sale facendo spalancare le fauci al nostro grande capo. Forse dovrei smettere di mangiare troppe carote.


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