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Affissioni abusive: chi pagherà il conto?

8 febbraio 2013

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Lo scorso 6 febbraio il Comune di Milano ha ricevuto la comunicazione dalla Prefettura che consente di assegnare gli spazi sui tabelloni alle liste per le elezioni Regionali (le assegnazioni per Camera e Senato erano già state fatte). Era ora, verrebbe da dire. Tra pochi giorni si vota. Prima delle assegnazioni, sulle lastre di ferro provvisorie sparse per la città pronte per essere addobbate, erano già stati affissi abusivamente (senza rispettare gli spazi concordati) centinaia di manifesti di vari partiti e candidati. L’invito lanciato da Palazzo Marino alle parti coinvolte a rispettare le regole ancora una volta non è stato accolto.

Come mai funziona così male? Le lastre vengono messe ma le assegnazioni tardano. E si scatena il delirio. Carta sprecata? Fosse solo quello…

Il Comune di Milano oltre alla sanzione pecuniaria ha messo su ogni manifesto affisso irregolarmente la scritta: manifesto abusivo. Come questo:

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Questi giorni, per le vie di Milano, è facile vedere attacchini che si aggirano con secchi di colla in mano e bavero alzato, rotoli di carta sottobraccio pronti, con un colpo di pennello, a incollare faccioni sorridenti (per ricoprirne altri, sorridenti anche loro). Questo perché ora gli spazi sono stati assegnati e dunque il tutto dovrebbe svolgersi in maniera democratica. Ma non è così.

La politica non è capace di rispettare le regole, e i politici danno la colpa a chi dirige la loro campagna, come se fosse altro da loro. Cominciamo bene. Viene da pensare che è da questo che dobbiamo partire, ancora prima di ascoltare programmi, chiacchere e distintivi e promesse. Guardiamo il loro grado di educazione civica e rispetto per la città. Perché dobbiamo subire la loro ignoranza in questo modo ed avere strade piene di cartacce? Per non parlare dei costi di rimozione e bonifica, che potremmo accollare alla politica. I manifesti abusivi non sono ecologici (potremmo usare la rete), sono illegali, danneggiano il commercio perché coprono altri regolari, impiegano lavoro nero e spesso fondi dei finanziamenti ai partiti, non elevano il dibattito (anzi) e sono pure brutti da vedere.

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Ora leggete un pò le cifre dettagliate (partito per partito) deverbali fatti per le comunali 2011. Una cifra enorme che in teoria dovrebbe entrare nelle casse del Comune di Milano, ma che rimane nelle tasche dei partiti. Oltre 6.000.000 di euro. Fino ad ora le multe sono sempre state vergognosamente condonate, grazie al sostegno di ogni schieramento politico. Dal 1996 a oggi, poi, da quando cioè vanno avanti i condoni, le sanzioni non riscosse ammonterebbero, secondo i Radicali, a un miliardo e trecento milioni di euro.

Con il governo Monti arriva la svolta: “Stop al condono per i cartelloni politici abusivi. Lo prevede un emendamento del governo presentato in Commissione alla Camera durante l’esame del dl Milleproroghe. La misura sopprimerebbe una norma precedentemente approvata dai deputati.”

Forse finché non si pagheranno le multe per le elezioni passate, nessuno si sentirà tenuto al rispetto delle regole, incluso lo stesso sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, al quale vengono contestate multe per 417mila euro. Non sarà il caso di riscuotere?

 

 

 


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