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Google Glass: chi controlla lo schermo controlla la mente di chi guarda?

21 febbraio 2013

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I computer del nuovo millennio saranno sempre più invisibili, o meglio embedded, incorporati agli oggetti, ai mobili, anche al nostro corpo. L’intelligenza elettronica sviluppata su silicio diventerà sempre più diffusa e ubiqua. Sarà come un’orchestra di oggetti interattivi, non invasivi e dalla presenza discreta, ovunque”.

Queste le parole di Mark Wiser, considerato il padre dell’ “ubiquitous computing“, termine che coniò nel 1988. Sono parole attuali, che sanno di profetico, pronunciate alla fine degli anni ottanta. Se questo è il futuro che si immaginava, bene, forse ci siamo. Come lui ipotizzava, si è arrivati allo sviluppo di devices sempre più piccoli fino a far «recedere la tecnologia sullo sfondo delle nostre vite», talmente integrati con le nostre percezioni e ogni nostro gesto da diventare impalpabili e onnipresenti.

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Ci sta arrivando Google con il nuovo paio di occhiali Google Glass, un gadget che sta facendo discutere per le tante implicazioni che potrebbe avere. Il 20 febbraio è stato lanciato su YouTube di Google un video che sognare, dove, pronunciando un semplice “ok glass” le persone interagiscono con le lenti del futuroMa di che si tratta? Immaginate di indossare un paio d’occhiali intelligenti, che potenziano la realtà virtuale e in grado di interagire con noi utilizzando fotocamera, un microfono e Internet per inviare e ricevere dati in tempo reale. Sono occhiali che mostrano sulle loro lenti informazioni rilevanti per chi li indossa, come indicazioni stradali, aggiornamenti dai social network e altre notifiche. Sulle lenti degli occhiali vengono visualizzate informazioni e notifiche che solitamente vediamo sugli schermi degli smartphone. Per interagire con il sistema si possono pronunciare comandi vocali, utili anche per impostare appuntamenti o effettuare ricerche, come avviene già con Siri, l’assistente automatico dell’iPhone 4S.  Potranno essere usati per scattare fotografie o girare video semplicemente guardando in direzione dell’oggetto, o del panorama. E ancora la possibilità di effettuare videochiamate mostrando direttamente l’ambiente intorno a sé ai propri interlocutori, ottenere sulle lenti le indicazioni stradali per raggiungere un certo luogo, rispondere ai messaggi e avere informazioni sugli oggetti che entrano nel campo visivo degli occhiali. Guadando questo video ci si può rendere conto delle applicazioni pratiche:

Il prezzo è  proibitivo: 1500 dollari, ma se si decide di investirci e c’è anche un programma per diventare Explorer: alcuni clienti/utenti selezionati da Google potranno provare in anteprima gli occhiali (preordinandoli, ovviamente). Chiunque può “candidarsi”. Basta seguire la pagina Project Glass su Google+ oppure su Twitter . Una volta diventati “followers” sarà necessario pensare a “cosa fareste con un paio di Google Glass”. Infine pubblicare le proprie idee sulle due piattaforme utilizzando l’hashtag #ifihadglass. Gli utenti più “creativi” saranno contattati da Google e, in seguito all’acquisto degli occhiali, potranno sperimentare il nuovo prodotto nel corso di eventi che saranno organizzati a New York, Los Angeles e San Francisco. C’è tempo fino al 27 febbraio per partecipare, ma bisogna risiedere negli Stati Uniti ed essere maggiorenni.

Le riflessioni a questo punto sono varie e non raggiungono ancora le masse, ma sarà su di loro che si misureranno i gadgets, per potenziare e migliorare le loro funzionalità. Se pensiamo, già oggi siamo uomini joystick. Da qui l’importanza di accompagnare allo sviluppo un dibattito serio che tenga conto di tutte le implicazioni, soprattutto di carattere emotivo, che una tecnologia simile potrà avere. E quale sarà l’impatto commerciale di uno strumento del genere sugli utenti? Google sostiene che la pubblicità non entrerà negli schermi. «Oltre alle implicazioni per la privacy, c’è la questione del potere delle informazioni che saranno nelle mani delle aziende pubblicitarie», conferma l’esperto di mondi virtuali Peter Ludlow…staremo a vedere.

 

 

 


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2 Responses to “Google Glass: chi controlla lo schermo controlla la mente di chi guarda?”

  1. Maurice Says:

    Ciao Consuelo. Brava. Mi piace il tuo blog. BAci. MAurice.