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USCIRE DAL GREGGE

30 marzo 2013

ARTICOLI, INTERVISTE


Spesso utilizzo il vocabolario dei sinonimi e contrari. Come sovente mi servo del dizionario.  Si tratta di strumenti molto utili. Perché forniscono spunti per riflettere. E poi partire dalla definizione e dal significato di una parola aiuta sempre. Prendere le mosse da un sinonimo stimola a ragionare sul suo contrario. Cerco il contrario della parola battesimo. Battesimo non ha un contrario. Certo, come può. Mi salva, come al solito, Wikipedia.

Sbattesimo: Wiki mi reindirizza a Sbatezzo: atto formale di rinuncia al battesimo, sacramento di adesione per tutte le confessioni cristiane.

Per la chiesa si chiama apostasìa, e dal punto di vista dottrinale si commette un peccato mortale e pertanto si è soggetti alla scomunica latae sententiae come eretico (codice di diritto canonico 1364).

Ma come si fa, e sopratutto, perchè?  Le motivazioni possono essere tante, ma, tra i motivi di quelli che questo passo l’hanno già fatto, si evincono alcuni aspetti preponderanti: la consapevolezza che in fondo l’atto del battesimo è stato più subito che maturato. La convinzione che la Chiesa abbia spesso abusato del battesimo per ottenere “conversioni forzate”. Dunque la sensazione di essere un convertito forzato. Oppure il sentimento di delusione che ci accompagna dopo momenti come quello legato al Vatileaks, per esempio.

Per il Catechismo della Chiesa cattolica (n. 1213), il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Se il significato è questo, tutti i bambini nascono bisognosi di liberarsi dal peccato. Ai primordi del cristianesimo, invece, il battesimo veniva impartito agli adulti, e solo dopo un adeguato periodo di catecumenato. Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni. Solo successivamente il rito venne anticipato ai bambini.

Ancora oggi la Chiesa ritiene che i bambini «nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio» (dalCatechismo della Chiesa cattolica, n. 1250). Ovviamente un neonato non ha la facoltà di scegliere, e la sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha invece stabilito che l’adesione a una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: è difficile rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni. O pochi mesi. Anche di pochi anni, se vogliamo.

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E qual’è la procedura di sbattezzo?

Per sbattezzarsi bisogna scrivere una lettera alla parrocchia dove si è stati battezzati , nella quale si comunica la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica. La lettera deve essere inviata per raccomandata a.r. all’indirizzo della parrocchia allegando la fotocopia del documento d’identità. Il modello lo trovate nel sito della UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Lì si trovano tutte le informazioni riguardo lo sbattezzo e non solo: assistenza morale non confessionaleprogetti per l’ora alternativa a quella di religione nelle scuole, e molte altre proposte che riguardano iniziative in difesa dei diritti civili degli atei e degli agnostici.

Ho raggiunto al telefono Raffaele Carcano, segretario della UAAR, e gli ho chiesto una stima del numero di sbattezzati in Italia:

“Dal 1999 (da quando abbiamo ottenuto dal tribunale il rispetto della legge della privacy per chi si sbattezza) c’è stato un graduale aumento del numero degli sbattezzi, con picchi in corrispondenza del caso Englaro e dei preti pedofili. I dati precisi sono in mano alla chiesa, ma Uaar stima che siano circa 25.000 gli italiani sbattezzati. Questa stima è basata sui 200.000 utenti che hanno scaricato il modulo, sul gruppo Facebook che vanta oltre 12.000 membri,  i 2337 cittadini che si sono sbattezzati nel corso delle tre giornate nazionali dello sbattezzo. In più sono 1796 le persone che hanno caricato il loro modulo di sbattezzo sul portale http://sbattezzati.it/.

Secondo lei, questi “picchi” di sbattezzi in presenza di scandali che hanno una grande ripercussione mediatica (preti pedofili, matrimoni gay, Vatileaks), non saranno un segno di una certa superficialità delle persone? 

Non esattamente. Il fatto che le persone decidano di sbattezzarsi in corrispondenza di momenti particolari come quelli forse conferma una scelta che stava maturando da tempo. Serviva solo il detonatore.

Secondo Lei, la figura di papa Francesco potrebbe contribuire a invertire il trend di crescita degli sbattezzati? Anche Don Mazzi, durante un’intervista, ha commentato la nomina di papa Francesco affermando: «la Chiesa non sia più potere. Da Papa Francesco ci aspettiamo un apertura verso i divorziati o chi convive», riferendosi inoltre alla libertà dei parroci di valutare che un divorziato possa confessarsi, e chi convive possa essere testimone di un battesimo o matrimonio.

Stando al confronto tra i dati di febbraio e marzo non direi. Tuttavia un papa come Francesco è vero che piace e ci si aspetta molto. Se si dimostrerà più liberale e riformista può darsi, ma tutto questo deve trasformarsi in atti concreti. Per noi l’importante è che le persone vivano bene le proprie scelte.

Chissà se Magdi Cristiano Allam ha già scaricato il suo, di modulo…


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2 Responses to “USCIRE DAL GREGGE”

  1. Miguel Bonera Says:

    “Per sbattezzarsi bisogna scrivere una lettera alla parrocchia di appartenenza, nella quale si comunica la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica”

    In realtà altre fonti (sbattezzati.it e lo stesso uaar.it) dicono che bisogna scrivere alla parrocchia nella quale si è stati battezzati, non a quella di appartenenza.