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vuole eliminare Christian Abbondanza…

18 marzo 2013

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“Due colpi di pistola alle gambe e se continua a scrivere un colpo alla testa che gli passa la voglia”, “Sanno tutto, scrivono di tutti”, “vanno lasciati perdere per un paio d’anni per eliminarli dopo”

Christian Abbondanza e Marco Ballestra sono soli, senza protezione né scorta. La loro Onlus Casa della Legalità ha svolto un lavoro enorme, importante e rischioso. L’inchiesta “La Svolta”che ha colpito nel 2012 esponenti della ‘ndrangheta facendo tremare la Liguria, ha messo in luce una vasta rete di collusioni e compiacenze a ogni livello che non lasciano dubbi: le denunce di Abbondanza e Ballestra danno fastidio e i boss si ripromettono di fargliela pagare. Ci sono voluti due anni di appostamenti, pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali per arrivare all’operazione che ha decapitato la cupola della ‘ndrangheta, nel dicembre 2012, portando in carcere il suo capo, Giuseppe Marcianò, detto “Peppino” o “Zio”, 78 anni. Quindici le persone raggiunte da misura cautelare in carcere nell’ambito dell’indagine, a undici di queste persone indagate sono contestati i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata alla detenzione di armi, allo spaccio di droga, all’estorsione e all’usura. Agli altri sono contestati i reati di detenzione di armi, spaccio di droga, estorsione e usura. Tanta roba. E tanto lavoro ancora da fare.

L'arresto di Giuseppe Marcianò avvenuto il 3 dicembre 2012

L’arresto di Giuseppe Marcianò avvenuto il 3 dicembre 2012

Il primo appello per chiedere l’assegnazione urgente di una scorta al Presidente della Casa della Legalità, Christian Abbondanza,era stato lanciato nel 2011, a seguito di alcune minacce di morte ricevute da Abbondanza, e un secondo a fine 2012 (della questione si erano anche occupati l’Espresso e Il Fatto Quotidiano), “in seguito alla pubblicazione di alcune intercettazioni del 2010 e 2011″, fa sapere il comitato, “dove alcuni ‘ndranghetisti fanno chiaramente il nome di Christian Abbondanza e discutono se sia più o meno opportuno farlo fuori subito o dopo un paio d’anni”.

Il comitato nato a sostegno della Casa della Legalità ha fatto un appello che invita chiunque a scrivere alla Prefettura di Genova e al Direttore del Secolo XIX, inoltrando e firmando il testo che potete trovare su Facebook (compreso di indirizzi email per inviarlo) per sollecitare la questione sulla sicurezza di Christian Abbondanza.

«Già a marzo 2012 avevo chiesto un aumento della protezione – ha spiegato al Secolo XIX – per ora limitata a una sorveglianza di casa e ufficio un paio di volte al giorno e a misure più intense quando mi trovo in provincia di Savona. Non ho ricevuto risposte dalle istituzioni, e nel frattempo la situazione sembra essere peggiorata. Ma io non mi fermo: nascondersi sarebbe come darla vinta ai mafiosi».

 


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