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Urania: in mostra le copertine di Karel Thole

19 marzo 2013

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Inaugurata da pochi giorni a Milano una mostra interessante, almeno per i cultori del genere fantascienza, dal titolo: Karel Thole – creatore di universi, Le copertine originali dei romanzi di URANIA 1960 – 2000. La collana URANIA è stata lanciata da Mondadori nel 1952, e comprendeva inizialmente una rivista, della quale sono stati pubblicati 14 numeri e, in seguito, i romanzi: il primo fu Le sabbie di Marte di Arthur C. Clarke, uscito il 10 ottobre 1952.

Dal 1960 le copertine di Urania sono illustrate da Karel Thole (1914-2000), un disegnatore e illustratore olandese che ha avuto, grazie al suo talento, il merito di contribuire al successo della collana ma non solo, venne considerato uno dei più originali artisti visionari di fantascienza.

Autori come Isaac Asimov, Dick e molti altri hanno pubblicato per la prima volta i loro racconti su Urania, da ciò l’importanza della collana nel panorama editoriale fantascientifico italiano. Attualmente URANIA è ancora in edicola, e l’ultima copertina illustrata da Karel Thole risale al 1998 (numero 1330, Picatrix la scala per l’inferno di Valerio Evangelisti).

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Copertine che ci suggeriscono mondi insoliti, visioni future, avventura. Suggestioni che oggi, con il virtuale, hanno un sapore meno affascinate, forse. Di solito non amo scrivere di mostre senza averle visitate, almeno, quelle facilmente raggiungibili. Questa volta faccio un’eccezione, azzardo una timida opinione: da vedere (io lo farò sicuramente). Le opere esposte sono in vendita!

fino al 24 marzo Galleria Arnaldo Pavesi

Via Guido d’Arezzo, 17 Milano

 

 

 


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2 Responses to “Urania: in mostra le copertine di Karel Thole”

  1. Twenty_one Avenue Says:

    Splendida mostra, peccato sia già finita. Bella anche la disposizione delle opere e la selezione accurata del gallerista. Spero che in tanti siano riusciti a godersela.

  2. consuelo canducci Says:

    Già…io ci volevo andare, anzi, ci sono andata l’unico giorno che potevo, ma e per mia sfortuna non c’era nessuno. Era chiusa. Next time!