Crea sito

DONNE ARABE IN BICICLETTA

1 aprile 2013

ARTICOLI


wadjda-la-regista-saudita-haifaa-al-mansour-prima-donna-a-realizzare-un-film-in-patria-249235

La bicicletta verde, film di Haifaa Al Mansour, prima regista donna dell’Arabia Saudita, è stato presentato al Festival di Venezia e a quello di Torino lo scorso dicembre. E’ un film che affronta il tema dei diritti negati alle donne arabe. Uno di questi diritti è quello di andare in bicicletta. Le biciclette in Arabia sono considerati strumenti di perdizione.

Sorpresa. Arriva nella notte, come una piccola breccia di luce, la notizia:  la commissione per la Promozione della virtù e la Prevenzione del vizio –  il cui (controverso) compito è quello di sorvegliare il rispetto della Shari’a – ha deciso che le donne potranno andare in bicicletta nei parchi e nelle aree di ricreazione. A patto che siano accompagnate da un parente e che indossino l’abaya:  Le donne sono libere di andare in bici nei parchi, sul lungomare e in altre aree a condizione che indossino abiti modesti e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti”. Il permesso viene dato alle donne saudite con lo scopo di divertimento, “la bici non deve essere usata come mezzo di trasporto”.

Dalla sura IV del Corano, versetto 34:

Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.”

Sì, è una grande conquista poter andare in bicicletta. Anche se in un percorso obbligato. Anche se con un accompagnatore forzato. Anche se con abiti lunghi. Peccato solo non poter sentire il vento tra i capelli…

 


, , ,

Comments are closed.