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Quando l’arma da fuoco diventa ordinanza

3 aprile 2013

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Immaginate un piccolo centro urbano. Immaginate che ne so, Giuggianello in provincia di Lecce, che conta 1300 anime. Vita tranquilla, dove la criminalità esiste solo in tv, e le persone conducono un’esistenza assolutamente pacata.

Ecco, traslate il comune di Giuggianello negli USA e poggiatelo nel nord della Georgia, a metà distanza tra Atlanta e il confine con il Tennessee. Otterrete Nelson, piccolo comune, anch’esso di 1300 abitanti. Luogo dove le porte aperte non spaventano nessuno. Dove al massimo ti rubano qualche spicciolo dimenticato in un angolo, se proprio vogliamo.

Bene. A Nelson ci ha pensato il sindaco a tutelare ancor di più i cittadini. Ha firmato un’ordinanza che obbliga ogni famiglia del paese a possedere un’arma da fuoco. Anzi, ogni capofamiglia.

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”E’ un deterrente contro la criminalità per proteggere i cittadini”. Certo. Ma da cosa esattamente? Meno male che nel caso in cui qualcuno non volesse rispettare la nuova legge, non ci sarà alcuna punizione. Sono escluse dal provvedimento le persone con handicap o con precedenti penali. L’ha pensata proprio bene il primo cittadino.

Tutto ciò per fare il dispettuccio a Obama, poveretto. Che si da un gran da fare per limitare e disincentivare l’uso delle armi da fuoco nel paese, andando contro una delle lobby più potenti, la Nra.

“E’ un deterrente contro i criminali: anziché venire a Nelson, se ne vadano da un’altra parte”, spiega il consigliere Duan Cronic, uno dei promotori del documento.

Certo, andranno tutti sotto casa del sindaco, a ringraziarlo. Poi magari a fare qualche strage di bambini in una scuola di un piccolo comune. Chi l’avrebbe mai pensato, è un posticino così tranquillo.


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