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PER PORRE FINE ALL’ORRORE…

14 aprile 2013

ARTICOLI


 

“Ho vivide le immagini di questi animali che si contorcono per il dolore mentre sono appesi e pugnalati. Non dimenticherò mai il terrore che avevano negli occhi. E non c’era nulla che potessi fare per aiutarli. Tutto quello che potevo fare era registrare in modo che quante più persone possibile potessero vedere il destino di questi animali e alzare la voce contro questo abuso”  giorno 6 – Macello di cani, periferia a sud di Leizhou.

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Orrore. Disgusto. Ho fermato il video più volte per paura di non reggere. Alla fine c’erano lacrime mute e tanta, tantissima rabbia. Addentrarsi nelle notizie è così. Non è come leggere un titolo. O una breve sui giornali. Parliamo di carne di cane. Non mi riferisco solamente alle frodi alimentari, come anche quelle relative alla carne di cavallo (spacciata per manzo all’interno delle lasagne) che ha coinvolto la Findus, l’Ikea  e la Nestlè. Nè tantomeno delle ultime, appunto, che riguardano l’uso di carne di cane e gatto per la preparazione di piatti a base di carne macinata.

L’inchiesta, sconvolgente,  è di Animal Equality. E’ stata presentata contemporaneamente in Gran Bretagna, Italia, Germania, Francia, Messico e India, sui macelli e i mercati della carne di cane nella penisola di Leizhou e nella provincia di Pengijang, in Cina. Animal Equality ha lanciato una campagna internazionale, in collaborazione con le organizzazioni cinesi di protezione degli animali, per porre fine a tutto questo.

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I numeri sono folli. Sembrerebbe che ogni giorno, nei macelli cinesi, vengano uccisi 30-50 mila cani. Almeno 18 milioni all’anno. E non solo per la carne. Anche per la pelliccia: peluches, polsini pelosi di giacche, colli e quant’altro di accarezzabile ci sia nei nostri vestiti.  L’effetto  “pelo vero” che i commercianti – perlopiù cinesi – ci invitano a toccare con mano c’è. Eccome se c’è.

Un infiltrato ha trascorso alcuni giorni all’interno degli allevamenti e macelli documentando le atroci sofferenze degli animali. I cani, spesso randagi, vengono tenuti per quasi tutta la loro (breve) vita in gabbie metalliche. E soffrono terribilmente, senza la possibilità di muoversi, per la fame, il freddo, la sete. Dopo diversi colpi alla testa e sul muso vengono lasciati in stato di parziale incoscienza prima di essere accoltellati. Con una ferita che risulterà letale. I cani continueranno a perdere sangue, per morire dopo qualche minuto di agonia.

Salvataggio-cani-Cina

Noi mangiamo i maiali. I maiali vengono uccisi e maltrattati come i cani, del resto. Senza entrare nel merito della cultura di un popolo. Delle abitudini alimentari . Pensate che in Germania il consumo di carne di cane è vietato dal 1986. In Svizzera la legge dal 1954 proibisce il commercio di carne di cane, mentre sono ammessi lo smercio privato e il consumo. In alcune regioni rurali la carne di Fido è  ritenuta una prelibatezza. Tralasciamo la questione etica del consumo di carne di cane. Si spalancherebbero troppe porte. Cani no ma cavalli sì. Gatti no, poverini. Ma conigli sì. Un macello.

La carne di cane, al contrario di quella normalmente in commercio, non è sottoposta agli usuali controlli da parte delle autorità. E i cani, si sa, sono dei carnivori. E sono spesso colpiti da un parassita della carne, la trichinella spiralis. Si installa nei muscoli dell’organismo che lo ospita e rimane in forma latente. Può provocare leggeri disturbi ma può anche portare alla morte. Anche dell’uomo.

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In una nota dell‘ENPA che riguarda la vicenda si legge: “Evidentemente il problema non è specista e se sia etico o meno il consumo di una mucca piuttosto che di un cavallo, ma di un’evidente e gravissima violazione delle normative vigenti nel settore alimentare. Abbiamo il fondato sospetto che gli stessi ‘ingredienti’ siano utilizzati presumibilmente anche per la produzione del pet food, come già scoperto in passato negli Stati Uniti per prodotti importati anche in Europa”.

Queste sono notizie che fanno temere per la salute pubblica, per l’insicurezza dovuta alla mancanza di controlli sanitari. Si parla di “scandalo senza precedenti”, di “intermediazioni poco trasparenti”. Il punto è che le modalità feroci con cui vengono uccisi i cani meriterebbero le prime pagine di tutti i giornali.

Proprio il mese scorso in una città della Cina orientale, il governo ha cancellato un famoso festival dedicato alla carne di cane, accogliendo le numerose proteste della gente. La gente deve sapere le cose. E l’informazione deve rendere le persone libere di scegliere. Le parole dovrebbero, quando usate bene, bastare. In questo caso il video vuole essere una denuncia forte. E un invito a firmare la petizione di Animal Equality al governo Cinese. Per porre fine all’orrore…

 

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