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“Il miglior modo di lamentarsi è fare qualcosa” – Seth Godin

17 aprile 2013

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“Il miglior modo di lamentarsi è fare qualcosa. Scrivete un manifesto vostro. Mandatelo agli insegnanti della scuola di vostro figlio. Fate domande scomode alle riunioni. Aprite una scuola vostra. Mettete online un paio di videoconferenze. Ma non state calmi.”

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Inculcare concetti. Travasare nozioni. Riempire la mente senza tenere conto delle propensioni. Delle passioni. Senza lo stimolo della “fame”. Magari utilizzando un imbuto, come si fa con le oche. Questo è quanto, secondo Seth Godin, succede oggi nel sistema educativo moderno. Non si tratta di riformare la scuola. Basta riforme inutili. Castranti. Come afferma lo stesso Godin, “cambiare la scuola non significa fare la punta alla matita che abbiamo già”.

Seth Godin è un esperto di marketing. Anzi, è considerato il guru del marketing moderno, nonché l’ “ideatore” del permission marketing e della “mucca viola” (termine utilizzato per definire un  prodotto che ha qualità del tutto peculiari e non convenzionali, che sia unico nel suo genere). Il suo blog è seguito giornalmente da circa 300.000 iscritti, i suoi 13 libri sono stati tradotti in 30 lingue. Godin è stato nominato “America’s Greatest Marketer” dall’American Way Magazine e il suo è forse il blog più famoso scritto da un singolo individuo.

Nel 1995 Seth Godin fondò Yoyodine, una società di marketing che utilizzava gare, giochi online e cacce al tesoro per promuovere le aziende dei suoi clienti. Nel 1998 Godin vendette Yoyodine aYahoo per 30 milioni di dollari. Fu vice presidente di Yahoo fino al 2000. Nel 2006 Godin fondò Squidoo, un sito il cui contenuto viene generato dagli stessi utilizzatori; chiunque può creare pagine chiamate “Lens” (lenti) su un tema specifico pur non essendo necessariamente un esperto. Sulle pagine sono ospitati banner pubblicitari ed i profitti vanno per il 5% in beneficenza, per il 50% agli autori della pagina e per il restante a Squidoo.

In Italia l’eco di Godin e del suo pensiero è lontanissima Non c’è nemmeno la voce italiana su Wikipiedia. Godin non è un pedagogista né un insegnante. Ma un’idea se l’è fatta del sistema educativo: vecchio, obsoleto. Basato su un modello industriale, coerente con una catena di montaggio e non con la mente di un bambino. Il problema principale sta nel fatto che il sistema educativo non è stato in grado di evolvere, adattandosi alle richieste lavorative attuali. Certo, il riferimento è soprattutto il modello americano. Le esigenze sono cambiate e il sistema è rimasto sempre lo stesso. Curiosità. Passione. Intelligenza attiva. Dove sono?

 Il trattato di Godin sul sistema educativo si chiama Stop Stealing Dreams.  Ed è (finalmente) disponibile in italiano. I curatori del progetto italiano sono Alessio Madeyski e Giulia Depentor, che hanno tradotto l’ebook con l’entusiasta approvazione di Godin.

«Non è un manuale. Non contiene ricette su come cambiare l’educazione, bensì una serie di provocazioni», spiega Godin. Come questa:

Non aspettare. Scegliti. Impara da solo. Motiva i tuoi bambini. Spingili a sognare, nonostante tutto.”

 

L’ebook è gratuito,  scaricabile. E assolutamente diffondibile. 

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