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L’uomo invisibile esiste. Cercatelo in questa immagine.

22 aprile 2013

ARTICOLI


E’ cinese e si chiama Liu Bolin. Artista geniale, camaleonte perfetto. Utilizza la sua arte per mandare messaggi forti. E lo fa nascondendosi. Il risultato finale è eccellente. Mimettizzarsi in giro per il mondo. Scomparire nelle trame dei paesaggi urbani e non solo. Rendere il silenzio in immagine.

Nel 2005 il governo cinese distrusse il villaggio di artisti Suo Jia Cun in Beijing, come prevedeva il progetto di riqualificazione di Pechino per le Olimpiadi. Era considerato la più grande congregazione di artisti dell’Asia. Liu Bolin lavorava in quel villaggio. A quel punto egli decise di usare la propria arte come uno strumento di silenziosa protesta, focalizzando l’attenzione sulla mancanza di protezione degli artisti da parte del governo cinese.

Nasce la serie Hiding in the City: Liu rimane immobile per ore e, grazie a un accurato body painting, finisce per essere fagocitato dal luogo prescelto.

 


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