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Dammi 1200 bottiglie di plastica e ti costruisco la casa

18 giugno 2012

ARTICOLI


 

Se la terra trema e le case cadono, meglio la “bottigliopoli”?

Comincio l’articolo con alcuni dati, giusto per darvi un’idea delle quantità. L’Italia è la terza nel mondo, dopo Arabia Saudita e Messico, per consumo di acqua in bottiglia: sei miliardi di bottiglie di plastica nel 2011 (fonte: Beverage Marketing Corporation).

Altro dato interessante: nel parlamento europeo il consumo giornaliero di bottiglie d’acqua si aggira intorno alle 8000, mentre ogni anno, negli Stati Uniti, 38 milioni di bottiglie usate per l’acqua finiscono nella spazzatura senza essere riciclate. Pensate che il 90% del costo di una bottiglia d’acqua è riconducibile alla bottiglia di plastica medesima, e, dulcis in fundo, pare che nei nostri (poveri) mari galleggino liberamente 13000 pezzi di plastica ogni chilometro quadrato…fate un po’ i conti.

Ciò detto, mi è cascato l’occhio su alcuni progetti molto interessanti di abitazioni costruite con le bottiglie di plastica. Non per fare i soliti ambientalisti ma questi progetti sembrano rispondere a problemi di grande attualità, e non solo ambientale. Leggete un po’ qui sotto:

In Argentina, la famiglia di Alfredo Santa Cruz di Puerto Iguazu, ha realizzato la loro casa quasi interamente con oltre 1200 di bottiglie di plastica PET, con le quali sono state costruite le mura, il letto e i tavolini, e 1300 cartoni di tetra pack di latte e vino per costruire il tetto. Le porte e le finestre sono realizzate riciclando 140 custodie di CD.

 

                                     

 

Come si fa? Bisogna innanzitutto riempire le bottiglie di sabbia fine e asciutta e tapparle. Poi si scavano le fondazioni cilindriche dei pilastri, e per un’abitazione la profondità deve essere di 60 centimetri (il raggio del buco è più lungo di dieci centimetri rispetto a quello delle bottiglie).

Sul fondo si pone uno strato di cemento spesso quattro centimetri e s’inseriscono al centro un tubo di acciaio e un lungo spago. Dopodiché si collocano sul cemento 10/11 bottiglie disposte a raggiera, con i tappi verso il centro e uno a contatto dell’altro, legando ogni bottiglia all’altra con lo spago.

Si riempiono gli interstizi con macerie e cemento e si procede con il secondo strato di bottiglie. Avanti così finché il pilastro non raggiunge l’altezza desiderata. Per i muri, fra un pilastro e l’altro, si predispone innanzitutto una base di gesso sulla quale si sovrappongono gli strati di bottiglie. Bisogna legare il collo di ogni bottiglia a quella sottostante e riempire gli interstizi di cemento, macerie o gesso.

Così la costruzione è solida quanto un edificio convenzionale e in grado di sostenere un tetto di qualsiasi tipo. Se ci volete provare andate a leggervi il manuale su Instructables e per chi volesse contattarli per una consulenza, basta scrivere a: [email protected]

Dall’America del Sud all’Africa, ci hanno provato anche da quelle parti e ci sono riusciti. E’ quanto è stato fatto in Nigeria dai progettisti della ong DARE – Development Association for Renewable Energies – che, con un unico gesto, hanno risposto a due problemi: la mancanza di abitazioni a basso costo e il degradante e pericoloso problema dell’inquinamento da plastica.

 

A grande sorpresa, durante la realizzazione del prototipo di “casa di plastica”, i progettisti si sono accorti dei numerosi pregi di queste nuove abitazioni: resistenti ai proiettili, quasi completamente ignifughe, sicure contro i terremoti e ottime dal punto di vista del comfort abitativo, assicurando una temperatura interna costante per tutto l’anno. Ora si tratta di capire se qui da noi qualcuno ha voglia di provarci…la materia prima a quanto pare non manca!

by  Consuelo Canducci

 

 

 

 

 

 


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