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Gli UFO esistono. Perché non ce lo hanno detto prima?

28 settembre 2013

ARTICOLI, INTERVISTE


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Parlare di UFO non è semplice. Ho deciso di prendere in mano la materia, andandomi a spulciare per settimane documenti di ogni tipo.  L’obiettivo non è quello di fornire una mia chiave di volta che confermi l’esistenza di forme di vita al di fuori della nostra. Per questo la rete ci fornisce già una serie di prove, che vale la pena di consultare.  Certo bisogna scremare fotografie e filmati falsi, evitare testimonianze di piloti in cerca di notorietà e articoli di invasati cresciuti a pane e Star Trek.  Al di là di ciò, sono davvero numerosi gli avvistamenti accertati e le investigazioni fatte. Quella che potrebbe essere la prima investigazione sul fenomeno UFO risale addirittura al 1235. Durante la notte del 24 Settembre, in Giappone, mentre il generale Yoritsume era accampato col suo esercito, vennero osservate strane luci nel cielo. Luci che furono osservate a Sudovest per molte ore girare in circolo, ondeggiare e fare disegni a cappio in cielo.

L’argomento UFO è stato affrontato nel corso della storia da personaggi autorevoli. Come ad esempio Edgar Mitchell, ex astronauta dell’Apollo 14, che non solo sconfessò la versione ufficiale del famoso crash di Roswell, avvenuto nel 1947 e accreditato dal governo statunitense come lo schianto di un banale pallone meteorologico. Mitchell infatti dichiarò in un’intervista radiofonica del 2008 pure di essere venuto a conoscenza, da ambienti militari e governativi, del fatto che il fenomeno UFO è reale. “E’ ora di dire la verità sulla presenza in mezzo a noi degli Alieni” tuonò l’ex astronauta.

Sulla stessa lunghezza d’onda Nick Pope, ex direttore della sezione A2 del dipartimento della sicurezza aerea del ministero della Difesa britannica, che nel 1995 affermò: “esiste una moltitudine di evidenti testimonianze a proposito dell’imminente invasione del nostro pianeta da parte degli extraterrestri che però vengono appositamente ignorate”.

E persino uomini di Chiesa si sono imbattuti nel tema. Come  Padre Balducci, della Congregazione per l’evangelizzazione dei Popoli e amico personale del Pontefice, che nel  1998 affermò al Times: “ci sono troppe evidenze dell’esistenza degli extra terrestri e dei dischi volanti per negarne l’esistenza”.

In effetti le segnalazioni Ufo in tutto il mondo sono aumentate. Il che dimostra pure come i testimoni abbiano meno timore a raccontare le proprie esperienze anche di fronte ai mezzi di informazione.

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IL CLAMOROSO AVVISTAMENTO UFO SOPRA IL CAMPIDOGLIO, NEL 1952

Come L., da 7 anni pilota civile di una compagnia europea, con al proprio attivo circa 4000 ore di volo, che mi ha concesso, in forma anonima, un’intervista. E ciò che segue ne rappresenta una sintesi.

E’ la prima volta che ha un avvistamento?

Sì, anche se mi è capitato di sentire tanti racconti di avvistamenti, come quello di mio padre, ad esempio, comandante pilota. Nel caso specifico l’avvistamento è avvenuto durante un volo diurno. Mio padre era nella cabina di comando e ha visto davanti a lui un oggetto, a distanza molto ravvicinata, che sembrava una sfera metallica di circa 6 metri di diametro, perfettamente sferico. Si muoveva molto velocemente. E’ rimasto di fronte a lui per circa 30 secondi e poi è sparito nel nulla.

Nel suo caso invece cosa è avvenuto?

E’ successo circa un anno fa.  Eravamo decollati da Bergamo con destinazione Cagliari. Essendo un volo postale, a bordo eravamo presenti solo io e il comandante. Erano le 12:45 di notte e ci trovavamo ad una altitudine di 33 mila piedi circa. Le condizioni climatiche erano ottimali, non c’erano nuvole e il cielo era molto terso.  E’ stato il comandante a farmi notare una luce proprio di fronte al nostro velivolo.

Cosa ha pensato a quel punto?

Ho pensato fosse un aereo con le landing lights accese, anche se, a quella altitudine – la luce si trovava alla nostra stessa quota – le luci di atterraggio non si accendono. Il velivolo non si spostava, era davanti a noi. Emanava una luce forte e si muoveva orizzontalmente da una parte all’altra. Un movimento che già di per sé è insolito per un velivolo, militare o civile che sia. Questo oggetto non identificato ha continuato a muoversi per due o tre minuti, finché ci siamo accorti che veniva verso di noi. Pensando fosse un velivolo militare, ho controllato subito il TCAS (un sistema di allerta del traffico ed elusione di collisione), ma non c’era segnalato nulla.

Ha contattato anche la torre di controllo?

Sì, l’ho contattata per capire se vedessero del traffico aereo sulla nostra rotta, ma la risposta da terra, sorprendente, è stata negativa. Nessun traffico aereo, a parte noi, era segnalato in quella zona. A quel punto sono stati loro a chiederci se vedevamo qualcosa, ma, sotto consiglio del comandante, non ho riferito nulla. La luce tuttavia continuava a compiere parabole sopra di noi, prima a forma di zeta, dopodiché ci è passata molto vicina, a circa 300 metri per poi sparire nel nulla.

I Droni come ad esempio il Neuron (un prototipo di robot-killer volante) sono invisibili ai radar. Cosa le fa credere che non sia stato un velivolo sperimentale?

Semplicemente per le manovre che ho visto compiere. Noi eravamo a una velocità di 700 km orari circa e il velivolo non identificato faceva parabole e poi si fermava all’improvviso. Non mi sembrava tanto possibile, neppure per i droni che conosco. Un Drone peraltro non sparisce nel nulla. Magari esiste anche un velivolo sperimentale o Drone capace di andare contro le leggi della fisica, ma già questo per noi piloti è alquanto inusuale.  Velivoli che spariscono nel nulla mi sembrano poco “terrestri”.

Tra voi piloti come si affronta l’argomento?

Con i colleghi mi sono confrontato qualche volta. Ma si tende a parlare solo con chi condividi un rapporto molto confidenziale. Parlarne può essere fonte di problemi, perché ancora si tende a “patologizzare” gli avvistamenti: abbiamo una visita medica da fare annualmente, e un avvistamento potrebbe avere conseguenze negative. Ancora oggi la testimonianza di un avvistamento può condizionare la carriera di un pilota. Perché automaticamente partono una serie di test psicologici, psichiatrici, tossicologici con la conseguente possibile sospensione dei permessi di lavoro. Il problema poi sta anche nel protocollo durante il volo. Se io dovessi segnalare la presenza di un oggetto non identificato a quel punto dovrebbe intervenire la difesa aerea che comporta il dispiegamento di aerei militari.

Si è chiesto perché i governi non ammettono esplicitamente l’esistenza di altre forme di vita?

Personalmente credo che le ragioni siano collegate alla quiete pubblica. Ammettere l’esistenza di altre forme di vita potrebbe far vacillare religioni, fedi, e rompere un equilibrio fin troppo precario.

3Pare evidente ormai che i governi di tutto il mondo sappiano perfettamente che esiste una attività aliena sulla Terra. Basta pensare al contributo del Disclosure Project, con la declassificazione degli archivi segreti su UFO e alieni da parte di numerosi governi. Oppure del Citizen Hearing on Disclosure, evento storico tenutosi quest’anno e che ha ospitato ricercatori, attivisti, leader politici ed ex membri dei servizi militari e di agenzie governative in rappresentanza di dieci paesi. I quali, davanti a sei ex membri del Congresso degli Stati Uniti, hanno testimoniato quanto segue: “dato il dispiegarsi della comprensione scientifica del numero di pianeti potenzialmente in grado di sostenere la vita all’interno della galassia che ospita la Terra, sarebbe l’apice dell’arroganza affermare che gli esseri umani siano gli unici esseri senzienti all’interno di questa stessa galassia; testimoni credibili hanno portato avanti schiaccianti prove scientifiche che documentano la presenza attuale di mezzi aerei non identificati e inspiegabili, che molti credono riflettere una intelligenza extraterrestre”.

Ma allora quale è il senso di tutto il silenzio e il voluto black out ufficiale in materia di UFO? Forse la risposta si trova nelle parole pronunciate nel lontano 1917 da John Dewey, professore di filosofia alla Columbia University: “qualcuno ha fatto notare che il miglior modo per unire tutte le nazioni su questo globo sarebbe un attacco da qualche altro pianeta. Nell’affrontare tale nemico alieno, i popoli reagirebbero con un senso di unità per il loro interesse e scopo“.

In qualunque modo si giudichi l’atteggiamento dei governi, è comunque evidente che la conferma “ufficiale” dell’esistenza di Alieni provocherebbe caos sociale, panico, nonché la perdita di credibilità delle istituzioni e delle fedi religiose. Ma imporrebbe soprattutto una profonda ricerca umanistica sul senso della nostra esistenza. E forse questo fa più paura di ogni altra cosa.


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3 Responses to “Gli UFO esistono. Perché non ce lo hanno detto prima?”

  1. matteo vitiello Says:

    Ottimo articolo. Sull’incidente di roswelt e per altre dichiarazioni puoi dare un’occhiata anche al mio sito,dove parlo della base di Dulce in new mexico. Ciao

    • consuelo canducci Says:

      Matteo, grazie, andrò sicuramente a leggerlo. Saluti e complimenti per il tuo blog.

  2. Giuseppe Vatinno Says:

    Prendo nota che ha cambiato idea sull’argomento visto i suoi furiosi attacchi all’epoca in cui mi interessai all’argomento visto che ora crede agli Ufo…
    E’ chiaro che si trattò di a suo tempo solo di un attacco politico che non le fa certo onore…