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Rimini tra alluvioni e piadine, anche se mezza vuota, è sempre la stessa.

29 giugno 2013

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Fa freddo e l’estate non parte. Qui a Rimini, poi, l’unica cosa che “parte” pare siano i tombini. Scoppiano come bombe. Vicino casa mia c’è una Coop chiusa con un gran cartello. “Chiuso per alluvione”.

Sono tutti incazzati. Ed a fare incazzare i romagnoli ce ne vuole. 

Sono incazzati con il sindaco, che pare pensi solo a Notti Rosa e a Sagre. Ce l’hanno con il sistema fognario, che non funziona. Alcuni sospettano addirittura non ci siano proprio, le fognature.

Sono incazzati i ristoratori e gli albergatori. Perché di prenotazioni non ce ne sono. Ed i bagni al mare sono vuoti, così come i locali.

Sono incazzate le vecchiette, che sugli usci di casa lamentano dolori ovunque, perché “se il Sole non esce le ossa non si asciugano”.

E’ incazzato il mio gatto Frank, un grandissimo gira quartiere, che non può sdraiarsi sull’erbetta del giardino tra farfalline e margherite e rosolare con la pancia pelosetta al Sole.

Io, invece, dopo questo primo giorno in Romagna, e dopo aver comprato un kway che non avevo con me, mi sono messa in pace con il mondo. Per tanti motivi.

Perché sono andata al mercato questa mattina. E ho comprato un sacco di sogliole a dieci euro al chilo, quando a Milano, dal pescivendolo fighetto in Brera, le pago esattamente cinquanta euro.

Perché sono uscita dal Mercato Comunale con un borsone pieno di frutta e verdura buona e profumata, con pane che dura almeno tre giorni e due chili di pesce. Per giunta senza aver speso più di trenta euro.

Perché la fruttivendola burrosa con il fazzoletto in testa mi ha regalato anche gli odori. Si sa, se fai il pesce ti serve il prezzemolo, se fai le patate ti serve il rosmarino ed il basilico in cucina non può mai mancare.

Perché quando sono andata in edicola a comprare l’Internazionale l’ho trovato al primo colpo. E abbiamo anche trovato le figurine dei Pokemon, e l’edicolante, aprendo un sorriso largo come una luna, ha detto ai miei figli: “Scartate pure e poi date a me le plastichine, che ve le butto io!” . Riuscendo così a strappare un “Grazie” corale.

Perché ai giardinetti trovo sempre gruppi di ultra settantenni che giocano a bocce e bestemmiano. E mi fanno pensare che anche nella vecchiaia basta poco per essere felici.

Perché mentre bevevo un aperitivo nel bar di piazza Tre Martiri ho sentito un profumo buono di piadina e la cameriera ha detto che domani tornerà il Sole.

 


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