Crea sito

La violenza domestica è la seconda causa di morte in gravidanza. Ne vogliamo parlare?

7 luglio 2013

ARTICOLI


df4d512006283f3b899f30941e63cf58_M

Pochi giorni fa ho letto una notizia sconcertante. Trattata dai media allo stesso modo, riservando ad essa uno spazio addirittura minore del sempre più dilagante gossip estivo. Neanche a farlo apposta, nel giornale sui cui l’ho letta, era posizionata sotto un articolo che annunciava il prossimo matrimonio di Belen. Ma chissenefrega del matrimonio di Belen.

Ebbene, la notizia faceva riferimento al fatto che secondo l’OMS, la London School of Hygiene & Tropical Medicine e il sudafricano Medical Research Council la violenza domestica è la seconda causa di morte in gravidanza dopo l’emorragia. E’ quanto emerge dai dati dell’Oms presentati  a Roma dall’Osservatorio nazionale della salute sulla donna, secondo cui nel mondo una donna su quattro è stata vittima di una forma di violenza in gravidanza: il 30 per cento dei maltrattamenti ha inizio proprio durante il periodo della gestazione. “Le conseguenze – raccontava la notizia – vanno dal distacco di placenta a disturbi alimentari, da infezioni a problemi psichici, come disturbi d’ansia e del sonno, dall’abuso di alcol e farmaci a tentazioni suicidarie”.  E, cosa che rende il tema ancora più drammatico, nella maggior parte dei casi (69%) la violenza prosegue anche dopo la maternità.

donna_incintaCerto, un dato che pesa come un macigno. Si tratta in tutta evidenza di un problema grave, che non può essere buttato in pasto ai lettori, come è accaduto, con un titolo accattivante, una fotografia ad effetto e poche righe di finto approfondimento. Meraviglia che nessuno, in tutti i giornali dove ho visto riportata la cosa, si sia sognato di commentare la notizia, per capire, ad esempio, cosa possa indurre un uomo (se tale si possa definire) a usare violenza contro la propria compagna che aspetta un figlio. Siamo insomma alle solite: disattenzione per le notizie vere, ma pompose analisi, spaccatura del capello in quattro, narrazione minuziosa di retroscena (e a mio avviso spreco d’inchiostro) per fatti politici. Di cui sinceramente abbiamo le tasche piene.

Ho cercato così di attingere qualche informazione in più leggendo uno studio sulla violenza domestica commessa durante il periodo della gestazione. Dal quale si ricava che è proprio durante questa fase della vita che atti violenti iniziano ad essere perpetrati o divengano più frequenti e gravi. Per due ordini di ragioni contrapposti. Perché da un lato, durante la gravidanza, l’uomo trova un terreno più fertile per affermare, anche con la forza, il proprio “potere”, visto che la donna è più vulnerabile, emotivamente debole, nonché finanziariamente più ricattabile. E dall’altro perché il maggior senso di sicurezza, intesa come nuova consapevolezza di sé acquisito dalla donna in dolce attesa, fa scattare la reazione violenta del partner, per il fatto di sentirsi “posto in discussione nel proprio ruolo o nella propria autorevolezza o nella propria insostituibilità”.

Le motivazioni addotte dai partner a giustificazione della propria “violenza” sarebbero poi riassumibili in tre fattori: gelosia nei confronti del nascituro, rabbia verso una gravidanza non voluta e ostilità verso la gravidanza in sé che impedirebbe alla donna di occuparsi dell’uomo con la stessa esclusività e dedizione precedente. L’atteggiamento di tanti uomini sembra comunque essere quello di chi, anche senza arrivare alla violenza, senza usare le mani e lasciare lividi esterni, crea nella donna piccole-grandi ferite psicologiche, che incidono pesantemente sul suo equilibrio e più complessivamente sulla sua qualità della vita anche successivamente al parto.

Dopo essermi documentata, mi rendo conto che basta poco per andare oltre il dato. Per questo provo a maggior ragione rabbia verso un modo di fare informazione, che usa la notizia della violenza domestica solo per riempire qualche buco o per farne il lancio in prima pagina al fine di vendere qualche copia in più, senza poi offrire al lettore chiavi di lettura serie e nuove. Quelle che, nel caso specifico, sembrano essere l’unico modo per scuotere la coscienza collettiva, rompendo allo stesso tempo un assordante silenzio sulle vere ragioni della violenza sulle donne. Quel silenzio che è in fondo il maggior complice della violenza stessa.

 


, ,

5 Responses to “La violenza domestica è la seconda causa di morte in gravidanza. Ne vogliamo parlare?”

  1. http://Www.Mommykat.info/ Says:

    Sono 1 settimana ϲhe giro per la rete e il tuo articօlo è
    la prima cosa brollante che ho letto. Veramentе promettente.
    Se tutte le perѕone che creano pagine web facessero attenzione di offrire materiale affascinante come questo la rete sareebbe indubbiamente molto ρiù efficaсe.

    Grazie!!

  2. configurazione umts linux Says:

    Hey un mio amico mi Һa inviato il link a questo ѕito e sono
    pasѕata a vedere se dаvvero merita. Mi piace tanto.
    L’ho aggiunto tra i prefeгiti. Stupendo sito e grafica
    meraviglioso!

  3. Angeline Says:

    Sono սna settimana che giro per la rete e il tuo articolo è l’unica
    cosa onvincente che ho visto. Effettivamente appassіonante.

    Se tutte le persone che creano contenuti facessero attenzione
    di dare materiale appassionante come il tuo il web sarebbe certamente ƿiù efficace.
    Grazie.

  4. aforismid armastusest Says:

    Olla una miа amica mi ha mandato ill link a questo blog e sono venuto a vedere
    com’è. Mi piace enoгmеmente.Aggiunto tra i prеferiti.
    Splenfido blog e template spettacoloso!