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Elham Asghari: un record abbattuto dal pregiudizio

25 luglio 2013

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Elham Asghari è una nuotatrice professionista di 32 anni e la prima donna iraniana ad aver stabilito il record di nuoto di 20 km nel Mar Caspio: in meno di 6 ore ha coperto i 20 chilometri che separano la costa del Mar Caspio dal largo di Nowshahr. Un record nel record, se così si può dire, perché la Asghgari indossava il completo islamico al momento dell’impresa, un costume che in acqua le ha sicuramente reso la sfida molto difficile: una muta da sub coperta da un camicione nero lunghissimo, una cuffia e un foulard. Indumenti che una volta impregnati di acqua possono pesare anche più di 6 chili.

Perchè nel suo Paese, l’Iran, anche per la pratica dello sport, sono in vigore le leggi islamiche. Infatti le donne possono utilizzare le piscine pubbliche solo in determinati giorni e in orari particolari. Inoltre hanno la possibilità di usufruire di apposite spiagge “femminili” dove possono stare solamente se coperte integralmente senza far vedere le proprie forme. E sono state proprio le forme del corpo, o presunte tali, a non consentire il riconoscimento del primato realizzato dalla Asghari lo scorso giugno. Infatti i funzionari del Ministero dello Sport iraniano hanno stabilito che il record non avrebbe potuto essete omologato a causa dell’assenza di descrizione ufficiale registrata presso il Ministero dei requisiti del “costume per nuotatrici donne in mare aperto”. A questo si aggiunga il fatto che in Iran il nuoto libero femminile è contrario alle regole del Ministero dello Sport e della Gioventù.

A Elham Asghari è stato, in particolare, spiegato che “le caratteristiche femminili del suo corpo erano visibili quando è uscita dall’acqua” e dunque, secondo i funzionari, la registrazione del record di Elham sarebbe stata contraria alla legge islamica. Dal suo canto la Asghari ha dichiarato che “c‘erano sei ufficiali di gara a certificare la mia impresa. Nessuno aveva avuto da eccepire. Solo dopo, la Federazione ha ritoccato il record a 18 chilometri e poi deciso di non registrarlo. Il motivo? Hanno detto che non importa quanto islamico fosse il mio costume, che era comunque inaccettabile. I miei 20 chilometri sono ostaggio di persone che non potrebbero nuotare nemmeno per 20 metri” .

Ma la nuotatrice iraniana non si è  data per vinta. E, non potendo accettare un’ingiustizia simile, ha prima diffuso un video su youtube per far conoscere la vicenda. Ed ora si rivolge alla Federazione internazionale di nuoto (FINA) perché faccia pressione sulla IRSF (Federazione Nuoto Repubblica islamica dell’Iran) affinchè venga riconosciuto il suo record. Inoltre, dal 22 luglio sono in corso i Campionati mondiali di nuoto a Barcellona e a nessun atleta iraniano è stato permesso di partecipare. Nonostante ci siano molte donne che pratichino nuoto a livello agonistico in Iran, a loro non è permesso partecipare a competizioni internazionali.

Il nodo della vicenda di Elham Asghari sembra risiedere nel timore dei tecnici di omologare il record. Perché a loro avviso, se ciò avvenisse, le donne iraniane si sentirebbero autorizzate a nuotare in mare aperto. Forse però la paura vera, del regime e dei tecnici che ne sono emanazione, è che le donne trovino finalmente una via di fuga per lasciarsi alle spalle un Medioevo che non trova più ragione di esistere.


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