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Riparte il campionato: esordio con schianto per Higuain

27 agosto 2013

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I giornali sportivi hanno così titolato la notizia: “Higuain, che paura. Il bomber argentino caduto in barca a Capri.”

Questa estate è proprio destino che mi imbatta in personaggi famosi, che inciampano in situazioni tra il grottesco e il comico. Dopo Fassino, pizzicato in Grecia a bordo del lussuoso yacht Electa, ora è la volta di Gonzalo Higuain, che si è sfasciato il mento. Perché io mi trovavo sopra un gozzo, nella stessa baia dove c’era il potente motoscafo, un Itama 45, che ospitava Gonzalo Higuain. Ovviamente non lo sapevo e, a dire il vero, non lo avrei riconosciuto nemmeno se lo avessi visto a un palmo dal mio naso.

A un palmo dal naso di Higuain invece, sembra ci fosse stato uno scoglio. Che il calciatore argentino avrebbe centrato con un tuffo. Il condizionale è d’obbligo, dato che, stando a quanto riferito dalla stampa, “l’attaccante ha perso l’equilibrio mentre si accingeva a tuffarsi nelle acque isolane, ed è scivolato sbattendo la testa sulla barca.”  Tutto sarebbe accaduto per colpa di un’onda “anomala”. Sì, è vero, si ballava un po’ quel giorno in mare, ma l’onda anomala mi sembra una scusa bella e buona per non accreditare la versione di un ingresso in acqua “goffo”.

Sta di fatto che a Marina Piccola si è scatenato l’inferno. Per lunghi minuti non si è capito più nulla: un gran via vai di barche e gommoni, l’arrivo della guardia costiera, medici in costume che accorrevano con ancora la linguina alle vongole di traverso e tifosi disperati al pensiero di non vederlo in campo sabato prossimo. Insomma, un vero caos.

Inevitabilmente in tutta l’isola, poco dopo, è cominciato il “toto incidente”. I capresi dicono che il fuori classe argentino si sia tuffato “ncopp a nu scoglio”. Certo, per l’assicurazione che copre quaranta milioni di euro – questa la quotazione del giocatore – potrebbe fare la differenza se si schianta contro uno scoglio oppure se è scivolato in barca per colpa di un’onda anomala sopraggiunta all’improvviso. Sono io troppo maliziosa? Può darsi. Intanto, però, De Laurentiis, patron del Napoli, ha prontamente preannunciato di voler chiedere addirittura 100 milioni di danni alla Regione e all’isola di Capri. Rei, a suo dire, di “non avere dei siti medici di livello” in grado di suturare efficacemente la mandibola del bomber. “Appena ho visto la fotografia, ho detto ai miei avvocati: chiediamo 100 milioni di danni alle istituzioni da devolvere poi a chi ne ha bisogno” ha esternato ieri con rabbia De Laurentiis ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli.

Questo è il potere del calcio. Capace di mobilitare mezzo mondo per soccorrere un calciatore lievemente ferito. Di ingigantire un fatto che se fosse capitato ai nostri figli non avrebbe nemmeno avuto un trafiletto sul quotidiano locale. Di permettere a personaggi come De Laurentiis di spararla grossa senza correre il rischio di essere investiti, in modo non anomalo, da un’ondata di disgusto collettivo.


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