Crea sito

L’Europa ci sgrida e noi facciamo le leggi

8 gennaio 2014

ARTICOLI


resize.php

Che bello quando arrivano le buone notizie! Anche se piccole, anche se non cambieranno il mondo. Oggi, su tutti i quotidiani nazionali, si legge questa dichiarazione di Letta: “La Corte di Strasburgo ha ragione. Adeguare in Italia le norme sul cognome dei nuovi nati è un obbligo”. Si riferisce, il nostro premier, alla riforma legislativa che l’Unione Europea ha richiesto all’Italia perché nel nostro Paese si possa finalmente dare ai figli anche il solo cognome della madre. Un tema importante che porta addosso alcune ragnatele, fatte di dibattiti inconcludenti, vecchie di decenni.  Già, ma cosa poteva rispondere Letta, se non che hanno ragione?

E noi, tutti contenti. Sì, anche se c’è il retrogusto amaro che una notizia così lascia in bocca.  Viene infatti da interrogarsi sul perché i politici italiani abbiano sempre bisogno del richiamo dell’Europa, pure su questioni semplici. Che razza di Parlamenti abbiamo avuto negli ultimi venti anni, incapaci come sono stati, di creare le condizioni per legiferare in materia e capaci solo di insabbiare ogni proposta di legge formulata sul tema?

Sono vent’anni che si parla di questa proposta di legge , e i vari tentativi si ritrovano accartocciati nei cestini del parlamento. Su un giornale c’è scritto che “la sentenza della Corte europea di Strasburgo è una vera svolta per la parità tra i sessi”. In effetti lo è. Ma sarebbe stata una svolta piena se la nostra politica avesse dimostrato di poter agire prima e soprattutto in autonomia. Senza cioè farsi dettare l’agenda dall’Europa.


, , , ,

Comments are closed.