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Le scimmie di Giacarta

12 febbraio 2014

ARTICOLI


 

Settecento dollari al mese. Questa è la cifra che i mendicanti di Giacarta riuscivano a raccogliere sfruttando le scimmie ammaestrate ai fini dell’accattonaggio. Gli animali, imprigionati e obbligati ad esibirsi per le strade con le catene al collo  travestiti da bambini, erano anche costretti ad indossare teste di bambole, che rendevano ancora più macabra questa pratica, conosciuta come “topeng monyet“. Queste scimmie, inoltre, subivano maltrattamenti e sevizie inimmaginabili.  Le venivano infatti strappati i denti per evitare che mordessero i padroni,  appese a testa in giù e tenute a digiuno per lunghi periodi al fine di piegare la loro volontà. Molte  morivano durante questo atroce addestramento.

Del tema ne parlo al passato perché,  grazie all’intervento del governatore di Giacarta, Joko Widodo, da quest’anno è stato sancito il divieto di esibizione per le scimmie nelle strade della città. Il Comune comprerà tutti i macachi usati dai musicisti di strada per circa 90 dollari ciascuno e li ospiterà in una riserva di circa un ettaro all’interno dello zoo Ragunan di Giacarta. Gli animalisti di tutto il mondo avevano da tempo denunciato il maltrattamento delle scimmie, ed ora tirano un gran sospiro di sollievo. Ora tocca agli altri paesi, dove la pratica è ancora consentita,  vietare una tale atrocità.

 

foto copertina: Perttu Saska “A Kind of You” 2013

 


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