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Il piccolo comune che conia una moneta e rilancia l’economia

28 febbraio 2014

ARTICOLI, QUESTIONI SUDAMERICANE


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São João do Arraial è un comune di 7.022 abitanti nello Stato del Piauí, in Brasile. Per indicarlo sulla mappa serve la punta di uno spillo, tanto si vede piccolo. E’ lontano da tutto e da tutti, talmente isolato che addirittura non ha una banca. Per trovarne una o per fare, ad esempio, un semplice prelievo, bisogna raggiungere un’altra città, Esperantina, a 20 km di distanza. La popolazione, stufa di dover continuamente spostarsi e di vedere le attività commerciali frenate da questa situazione (infatti anche per trovare molti prodotti di prima necessità era necessario spostarsi in altre città) ha deciso di fare da sé. E si sa, chi fa da sé, fa per tre.

E così a São João do Arraial è nata nel 2007 una banca, il “Banco dos Cocais”. Partecipata dagli abitanti di São João, dalla 280px-Piaui_Municip_SaoJoaodoArraial.svgprefettura e da altri soggetti ed istituzioni locali (tra cui sindacati, assessori, Chiesa, Associazione delle donne impiegate nella lavorazione delle palme da cocco), il “Banco dos Cocais” ha coniato una moneta propria, il “Cocal”. Riconosciuto dal Banco Central do Brasil, il Cocal può circolare solamente all’interno della città di  São João do Arraial, ed ha pari valore del Real brasiliano.

Nei primi due anni di vita la nuova moneta è riuscita a dare un nuovo impulso all’economia della città, creando posti di lavoro, rafforzando le imprese artigiane e il commercio, facilitando soprattutto la vita agli abitanti, in tal modo non più costretti a spostarsi di molti chilometri anche solo per fare un bancomat. La banca dos Cocais, dalla sua nascita ad oggi, ha infatti registrato una movimentazione di circa R$ 3 milioni in Cocais, che rappresenta il 25% dei R$ 12 milioni movimentati in tutto il municipio. “Ad oggi sappiamo che circolano almeno 25 milioni di Cocais a São João do Arraial”, afferma Mauro Rodrigues, uno dei coordinatori della banca.

Gli amministratori comunali, inoltre, hanno approvato una legge che fissa a 25% la quota degli stipendi pubblici da erogare in Cocais. Questo per favorire la crescita dell’economia locale ed evitare che i soldi siano spesi fuori da São João. “La nostra banca è stata in grado di dare nuovo impulso all’economia anche perché la moneta ha valore solo all’interno del municipio di São João”, ha dichiarato recentemente il prefetto Adriano Ramos; “inoltre, con l’utilizzo del Cocal e l’istituzione bancaria, la prefettura può usufruire di un microcredito che va a beneficio delle imprese e dei nuovi negozi”.  Inizialmente scettici, oggi i cittadini e commercianti di São João preferiscono ricevere i pagamenti in Cocais. Molti ritengono, infatti, che sia più sicuro utilizzare questa moneta, che non ha valore al di fuori della città. Infatti, da quando è stata immessa nel mercato, sono calate le rapine.

img_5019L’unico neo è rappresentato  dal costo per ogni Cocal emesso, pari a R$ 0,15.  “Per emettere dieci mila banconote in Cocais, il costo sale a 15 mila Reais. Un esborso ancora troppo elevato, su cui pesa anche per il fatto di dover stampare moneta a Fortaleza, presso l’Istituto Palmas, che è il gestore e certificatore delle banche comunitarie del Brasile. “Inoltre sono da coprire anche i costi del trasporto. Se la moneta fosse invece stampata dalla “Casa da Moeda” avremmo una riduzione dei costi. L’avanzo in questo caso sarebbe enorme, sia da un punto di vista istituzionale che finanziario”, afferma Mauro Rodrigues.

Secondo i dati della Banca Centrale del Brasile, dei 5,6 mila municipi di tutto il paese, sono 233 (di cui 68 solo nello stato del Piauí) quelli ancora sprovvisti di agenzie bancarie, nonché di sportelli elettronici. Tuttavia dei municipi dotati di agenzie , 1900 non offrono un servizio al pubblico.

E il resto della popolazione del Brasile come vede l’iniziativa? A detta di molti brasiliani, che nutrono da sempre un certosentimento di razzismo nei confronti degli abitanti dello stato del Piauí, la moneta è frutto di una volontà separatista. Altri la ritengono una iniziativa incostituzionale. Chissà, forse l’idea di coniare una propria moneta è nata come reazione alla tanto nota quanto indelicata affermazione del presidente della Philips America Latina, Paulo Zottolo, che nel 2007 disse “Se il Piauí non dovesse esistere più, nessuno se la prenderebbe”.

Certo è che il Piauí, assieme ad altri stati,   è di fatto dimenticato dal Governo Federale. In quella regione del Brasile, molti municipi devono fare i conti con gravi carenze, dalle infrastrutture ai servizi di base per i cittadini. E i “piauiensi”, definiti “svogliati discendenti degli indios “, hanno invece dimostrato, coniando il Cocal,  oltre che intraprendenza, che è possibile rimettere in moto un’economia locale data per morta in partenza.


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2 Responses to “Il piccolo comune che conia una moneta e rilancia l’economia”

  1. Lu Says:

    ci vuole una mappa, per farci capire di ‘cosa’ ci stai parlando. obrigado

  2. consuelo canducci Says:

    Ottimo suggerimento,
    grazie, inserita!