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E quei 16,5 milioni stanziati per contrastare la violenza sulle donne? Dove sono?

29 aprile 2015

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C’era una volta il tema della violenza sulle donne. Vi ricordate? Si è fatto un gran parlare nel nostro paese, tempo fa. E per stare al passo della Convenzione Europea sulla lotta alla violenza sulle donne (secondo i dati da una donna su tre in Italia), si era – finalmente – deciso di approvare norme e finanziamenti per i centri anti-abusi. C’erano una volta, appunto, anche i fondi.  Perché di fatto, dei 16,5 milioni di euro (inoltre la legge di stabilità approvata a dicembre 2014 prevede ulteriori 9 milioni di euro l’anno per il triennio 2015-2017) stanziati dal Governo italiano per il biennio 2013-2014, si sa poco o nulla.

Sul tema si è mossa ancora una volta ActionAid, l’organizzazione internazionale indipendente che da sempre si batte per la tutela dei diritti delle donne, che ha presentato ieri l’Indice di Trasparenza sulla gestione dei fondi anti-violenza delle Regioni e ha chiesto al Dipartimento Pari Opportunità la pubblicazione online di tutte le informazioni ricevute dalle Istituzioni locali. Ed il tempismo è perfetto dato che siamo alla vigilia delle elezioni regionali.

ActionAid ha ideato la piattaforma opendata Donne Che contano (donnechecontano.it, #donnechecontano) in collaborazione con Dataninja: attraverso una banca dati online, infografiche e mappe interattive, il portale ha l’obiettivo di rendere facilmente accessibili le informazioni reperite regione per regione, grazie all’indice di trasparenza formulato da ActionAid e consultabile sul sito, il quale ha lo scopo di illustrare in modo chiaro e semplice come varia, da Regione a Regione, l’accessibilità alle delibere adottate e il dettaglio delle informazioni fornite.

Purtroppo solo 12 amministrazioni su 21 hanno pubblicato online i documenti che provano le scelte compiute. Il risultato è rappresentato in un indice che va da 0 a 11 nella mappa:

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Secondo i dati forniti da Action Aid, nessuna regione italiana può dirsi totalmente trasparente nella gestione dei fondi antiviolenza. La maglia nera va alla Sicilia, alla Calabria, al Molise, al Friuli Venezia Giulia e alle Province autonome di Trento e Bolzano: le Delibere di queste Regioni e Province sono state di fatto irreperibili, online e su richiesta diretta, e per queste Amministrazioni non è stato dunque possibile verificare se le Delibere contenessero, come richiesto, dettagli sulla destinazione delle risorse per tipologia di intervento e area territoriale, informazioni sul numero di strutture antiviolenza presenti sul territorio, dettagli su fondi aggiuntivi stanziati dalla Regione e quale uso si intendesse fare dei fondi destinati alla programmazione regionale e dei fondi assegnati a ciascuna azione.

Un po’ più virtuose sono il Lazio e le Marche, metre invece in Toscana, Emilia Romagna e Sardegna i governi locali hanno garantito totale accesso alle decisioni compiute. L’unica  che è arrivata a sposare la massima trasparenza, però, è la Sardegna, dove è stato pubblicato l’elenco completo delle strutture che ricevono aiuti, e il complesso dei finanziamenti ricevuti da ciascuna.

ActionAid, ad oggi, ha indagato sull’utilizzo dei fondi partendo dal reperimento online e l’analisi delle Delibere di tutte le Regioni, che spiegano con diverso grado di dettaglio le azioni finanziate con i fondi ricevuti” spiega Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid Italia – “Abbiamo trovato online le Delibere di 12 amministrazioni su 21, considerando 19 Regioni e due Province autonome. Le richieste ufficiali via e-mail e Twitter alle altre 9 Regioni hanno ricevuto 5 risposte, ma soltanto 3 hanno inviato le Delibere richieste. Abbiamo provato a comporre il mosaico delle decisioni regionali, variegate e spesso non comparabili tra loro, basandoci allo stato attuale solo sulle informazioni contenute nelle 15 Delibere individuate. Un punto e virgola più che un punto, insomma, che non ci scoraggia. Anzi, ci stimola a proseguire la nostra battaglia per la trasparenza, restiamo in attesa delle altre informazioni”.

ActionAid infine raccomanda: che delibere, bandi e altri eventuali atti ufficiali relativi all’uso dei fondi siano facilmente reperibili online; la pubblicazione di nomi e tipologia dei soggetti beneficiari dei fondi e le risorse impegnate in ciascun intervento; che siano chiare le informazioni relative al numero delle strutture antiviolenza e la loro localizzazione sul territorio; che siano esplicitati l’ammontare e la fonte delle risorse addizionali previste a completamento dei fondi nazionali; la pubblicazione di tutte le informazioni in formato opendata sul portale o nella sezione del sito destinata alla trasparenza amministrativa. E’ chiedere molto?  Intanto meglio farsi un’idea e scaricare la tabella dell’indice di trasparenza e le jpeg delle mappe riportate sulla piattaforma donnechecontano.it, a questo link:

https://drive.google.com/file/d/0B2EIy9S2ZVADZHA1M3otQkYwakE/view?usp=sharing


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