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Peeple, la App più agghiacciante della storia.

2 ottobre 2015

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Sì, agghiacciante. E’ l’unica definizione che mi è venuta in mente per Peeple. Comincio subito con i convenevoli spiegandovi cos’è. Cercherò di condensare tutto in un paragrafo facendo un semplice, spoetizzante ma efficace copia-incolla da qualcuno che si è preso la briga di studiarsela per bene (a parte i miei personalissimi commenti in corsivo che non vanno presi come oro colato). Lo potete trovare qui, se volete, l’articolo autorevole ed esaustivo. Ora leggiamo tutti insieme il testo incollato:

Peeple è (o sarà, ma speriam di no) una App per recensire le persone che permetterà agli utenti di assegnare una votazione e un commento ai conoscenti. Il sistema di punteggio si basa sulle celebri cinque stelline, mentre le categorie prese in considerazione sono quella lavorativa, personale e romantica. Il sistema prevede che un utente iscritto al servizio possa inviare la recensione di qualsiasi persona (quindi anche non iscritta e a cui non frega nulla esserlo) sulla faccia della terra, ma secondo alcune regole precise. Innanzitutto per scrivere una valutazione bisogna essere maggiorenni (ahbè, allora...), avere un profilo Facebook (ahbè, allora II..) e pubblicare ogni commento con il nome reale. Inoltre, nel caso in cui la persona che si va a giudicare non sia già presente nel sito, per aggiungerla bisogna dichiarare di conoscerla inserendo il suo numero di cellulare (alè, un’altro fubbbo escamotage per rimpolpare Big Data). Le recensioni positive vengono postate immediatamente; quelle negative invece vengono tenute da parte per 48 ore in caso ci siano dispute a riguardo (dispute??). I profili delle persone che non sono registrate al servizio, e quindi non possono contestare eventuali recensioni negative, mostrano solo le recensioni positive. Inoltre Peeple ha vietato una serie di cattivi comportamenti, inclusi volgarità, sessismo e le discussioni che riguardano malattie e in generale condizioni di salute (certo che se leggi cose del tipo “carina ma soffre di aerofagia, beh…).

Ok, ora provo a condensare in un  unico paragrafo due o tre considerazioni non banali, oltre a quelle scritte tra le parentesi. Il panorama apocalittico che si spalanca nel nostro futuro prossimo potrebbe essere il seguente. Prima di: uscirci a cena, concludere un affare, andarci a letto, andarci insieme al cinema, bere-il-caffè-la-mattina-alle-otto-fuori-da-scuola-quando-fuori-piove, condividere un gruppo, l’ennesimo, whatsapp, chiedere di prenderti il figlio perché sei incasinata e non arriverai in tempo, prestare due euro per il parcheggio, consigliare un libro, consigliare il parrucchiere di fiducia…insomma, prima di farci qualunque cosa con una persona, cercheremo conforto e certezze, come facciamo ora con TripAdvisor per gli hotel e quant’altro, consultando Peeple. E cioè, controlleremo il numero di stelline e di commenti più influenti sulla persona con cui ci dovremo relazionare. Seconda considerazione, meno scontata e non battuta dai pedagocisti e neuropsichiatri infantili (che già prevedono suicidi di massa per crollo autostima) è la faccia delle due fondatrici, Julia Cordray e Nicole McCollough. Non so quale sia Julia nè quale sia Nicole, ma tanto fa lo stesso perché l’ordine dei fattori, ahimè, non cambia il risultato. Eccole:

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“Siamo due imprenditrici empatiche che lavorano nel mondo della tecnologia: vogliamo diffondere amore e positività e operare con tatto”. E queste due, pensate,  con questa grandissima boiata,  hanno raccolto, per ora, investimenti per 7,6 milioni di dollari. C’è qualcos’altro da aggiungere? Direi di no.

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IDEE GENIALI (o potenziali tali): AirWnC, perché farla come a casa non ha prezzo

26 marzo 2014

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Giocare, fotografare, ascoltare musica, tradurre parole straniere, trovare un museo nelle vicinanze, sapere se stiamo andando verso nord, verso sud o verso una strada senza uscita. Modificare immagini con effetti grafici,  leggere i libri, consultare una cartina oppure telefonare gratis,  trovare una ricetta o un indirizzo, lobotomizzare bambini agitati davanti ad un finto acquario di pesci tropicali, sapere quante calorie stiamo consumando mentre saliamo le scale, accendere e spegnere elttrodomestici a distanza.

Questo è il mondo dell App. Le  applicazioni per cellulari e tablet hanno come finalità quella di semplificare la vita delle persone, renderla più divertente, interattiva o comoda. Gli scopi sono infiniti, dai più nobili, come le App per le persone portatrici di handicap, fino a quelli più inutili. O apparentemente tali, come l’App AirWnC, un’applicazione che ancora non esiste ma il cui concept è stato messo a punto da ComboCut attraverso un video che sta diventando virale.

Edoardo Scognamiglio, Creative Director e Co-founder di ComboCut  ha spiegato il perché di questo video: “Spesso ci vengono in mente delle idee per delle app, poi, inesorabilmente, ci ricordiamo che sappiamo fare video, non software. Ecco perché abbiamo pensato di girare il video di lancio di AirWnC, un’app non (ancora) in commercio ma assolutamente verosimile. Magari la nostra clip servirà da spunto per uno sviluppatore lungimirante”.

vasino1Quando l’ho vista la prima volta mi è scappato da ridere. Anche se poi mi è tornato prepotentemente in testa il claim:   “L’app per ogni tipo di bisogno. Quando hai uno stimolo, risolvilo con un touch”, proprio quando ero in giro per la città con mio figlio settenne che, ad un certo punto, si è piantato come un mulo dicendo: “Mamma mi scappa la cacca”. Quello che nessuna madre ama sentirsi dire quando il bagno di casa è lontano nove isolati e mezzo da dove stai facendo merenda. Avrei pagato oro per avere un bagno comodo, invitante e pulito nei paraggi. E se avessi avuto l’App AirWnc sarebbe stato tutto più semplice:

Basta farti localizzare da AirWnC per trovare le latrine più vicina a te, messe a disposizione da persone che vogliono fare due spicci.”

 Per soli 4 euro puoi localizzare il bagno più vicino a te, e farla comodamente come se fossi a casa tua. E mentre tornavo a casa con mio figlio per mano (che camminava come se avesse delle uova in tasca) ho capito il potenziale geniale di questa applicazione. Che purtroppo ancora non c’è!

 

 

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