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Tag Archives: cartoni animati

Shezow, l’eroe mascherato da donna diventato transessuale

13 marzo 2014

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SheZow è la nuova  serie animata per bambini dai 6 agli 11 anni, made in Canada e Australia, che ha fatto da poco il suo esordio negli Stati Uniti. Creata da Obie Scott Wade prima per i corti Disney, è approdata ora in tv. Si tratta di una serie lunga 26 episodi, ciascuno dei quali della durata media di 22 minuti. Il  protagonista è un dodicenne, Guy Hamdon che come la maggior parte (o quasi) dei  preadolescenti ama i videogiochi, lo skateboard e i giochi spericolati. Infastidito da tutto ciò che riguarda la sfera femminile, utilizza spesso nei suoi giochi lo slogan “è una cosa da uomini”.

E fin qui tutto regolare. Se non che, Guy e sua sorella Kelly, scoprono un anello custodito nel seminterrato della zia Agnes, scomparsa da poco. Guy lo indossa per gioco e dopo aver pronunciato  le parole di un incantesimo indicate sul libro che trovano assieme all’anello, si trasforma nell’eroina rosa Shezow, vestito di tutto punto con abiti da donna, stivali con tacco alto, tutto rigorosamente rosa shocking. Immancabile anche il make up.

Dotato così di super-schiaffo – la mano diventa enorme e può schiaffeggiare i cattivi a distanza – il rossetto laser, la crema dell’invisibilità, l’urlo supersonico che può far saltare gli edifici, il nostro Guy superoina ora è pronto per difendere il mondo dai cattivi. Proprio come Superman o  l’Uomo Ragno.

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Come ha reagito il pubblico americano allo show? La fetta perbenista si è ovviamente indignata: la serie ha scatenato forti polemiche da parte dei  conservatori, come il cattolico Bill Donohue, che si è espresso così: “Il target di riferimento qui non sono gli adulti, i destinatari sono i ragazzini, molti dei quali possono essere confusi riguardo la propria sessualità.” Sono state fatte anche petizioni da parte di alcune associazioni genitori per censurare il cartone.

L’autore Obie Scott Wade è stato accusato di confondere la sessualità dei bambini. Ma lui non si scompone e respinge le accuse :SheZow è una commedia animata  leggera, non ho mai avuto l’intenzione di aprire un dibattito sul ruolo di genere. Fin da bambino ho immaginato un cartone così. Divertente e ironico”.

Allora sono andata a guardare qualche episodio. Che dire, mi sono fatta pure due risate. Il protagonista in realtà non si identifica con la supereroina. Ha ben presente la sua identità sessuale e non mi sembra affatto confuso, anzi.  L’idea è originale e forse riesce a dare un messaggio diverso da quelli dei soliti cartoni animati: mai avere pregiudizi.  Guy riesce  a gestire la sua doppia identità con grande ironia e leggerezza. Tanto che lui stesso afferma, nel corso della serie, di essere “un tipo la cui identità di supereroe porta i capelli lunghi e una gonna.”

Primo episodio:


La maggior parte dei siti italiani che parlano di Shezow  titolano con toni allarmisti: “Il cartone trasgender tra poco anche in Italia“, oppure “Shezow, il nuovo supereroe transessuale per bambini”. Insomma, manco sbarca nel nostro paese che i media già lo bollano come diseducativo. Evidentemente nessuno si è preso la briga di guardarlo. L’eroe mascherato da donna si è trasformato in un transessuale. Un banale esempio del potere che hanno i media di mal informare e manipolare così l’opinione pubblica.

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Allora cosa dovremmo dire del caro e datato Bugs Bunny? Lui era uno che di travestimenti se ne intendeva eccome! Era, se vogliamo, molto più politicamente scorretto, spesso con il sigaro in bocca o l’abito da sera e l’aria ammiccante, mentre tenta di sedurre Taddeo per salvare se stesso. Shezow in fondo si traveste per salvare il mondo.


 

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Mr. Magoo? Ma che fine ha fatto?

27 novembre 2012

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Mi sono presa un pò di tempo questa mattina per riguardarmi tutti gli episodi di Mr. Magoo. Era da molto che desideravo farlo. Sarà la giornata, la pioggia, che ne so, ma l’anima nostalgica ogni tanto salta fuori.

Senza tediarvi con prosopopee da mamma che critica e prende le misure di tutto, ho capito che i cartoni di oggi hanno una missione. Quella di lobotomizzare i piccoli cervelli. Ovvietà, direte. Cose già dette? Ma certo. Il punto però è un altro. Mi infastidisce quel buonismo tanto caro ad alcuni, che rende i personaggi tutti bravi-buoni-bilingui-politically correct, ancor di più le storie al di là dell’immaginazione, nel senso che l’immaginazione la anichiliscono. Suoni, rumori e colori che fungono da iperstimolatori dei sensi. Ho come l’impressione che i sensi più che stimolati hanno una specie di accelerata momentanea e basta. Molto rumore per nulla, come dire.

Che fine ha fatto Mister Magoo? Ve lo ricordate? Quincy Magoo, il pensionato miope che nulla vede ma tutto fa, che si ostina a non voler portare gli occhiali e che riesce a cavarsela sempre. Quanta ironia, quanta sobrietà e comicità. Non ci sono suoni fastidiosi, ma regna un silenzio di sottofondo, rotto ogni tanto da suoni reali o musiche suggestive, dal tono leggermente retrò. I colori sono anche sfumature e declinazioni, nulla a che vedere con i primari che colpiscono e affondano la retina. C’è la poesia e il sogno. Mister Magoo è un signore garbato in fondo, il mondo lo vede con i suoi occhi miopi, vede quello che vuole vedere.

Trasforma manichini in persone, struzzi in leggiadre ballerine, parla con le cassette della posta facendo la proposta di accelerare il passo perché l’autobus a quell’ora arriva prima. Tutto ciò è meraviglioso e surreale. Questo personaggio è stato creato nel 1949 da Millard Kaufman (morto nel 2009 a 92 anni) con la collaborazione del disegnatore e regista John Hubley per la United Productions of America (UPA), uno studio di animazione nato da ex disegnatori della Disney in rotta con la famosa casa di produzione. Magoo era, infatti, lontanissimo dai canoni Disney: era adulto, scontroso, sgraziato nel disegno e negli sfondi. Ed ebbe lo stesso un successo enorme.

Possiamo fare un appello alla UPA di rimettere in produzione il cartone? Posso chiedere alla nostra televisione pubblica di trasmettere ogni sera, verso quell’ora fatidica della pausa cartone dei bimbi,  episodi di cartoni “meno animati”?

Il giro su youtube merita.

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