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Tag Archives: marco feliciano

Bacio gay tra la folla: il pastore Feliciano ordina l’arresto

7 ottobre 2013

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Quando una religione si rifiuta di accettare le differenze diventa intolleranza. E quando viene usata come fonte di reddito personale è pura espressione di avidità. Del pastore evangelico Marco Feliciano mi ero già occupata qui a Contronotizia. Per rinfrescarvi la memoria: Marco Feliciano è il pastore evangelico più ricco del Brasile, nonché presidente della Commissione Diritti Umani e Minoranze della Camera dei Deputati. Nel caso di Feliciano insomma, religione e politica si sono fuse in un solo soggetto. Peraltro accusato di omofobia: ha presentato la proposta di “Cura Gay”,  scatenando un mare di polemiche e pesanti critiche in tutto il mondo.

Il 15 settembre scorso, durante l’evento evangelico Glorifica Litoral nella città di São Sebastião, a nord dello Stato di San Paolo, il pastore Feliciano ha fatto arrestare due attiviste di #beijogay, il movimento che ne chiede la revoca dal CDHM. Yunka Mihura di 20 anni e Joana Palhares di 18, si sono scambiate un bacio provocatorio durante l’evento. Il pastore aveva appena pronunciato le seguenti parole: ”Trovate una persona bella vicino a voi e fatele un sorriso” . Le due ragazze sono andate ben oltre facendosi sollevare e baciandosi a lungo davanti a 70 mila persone.

“La polizia militare qui presente dia una sistemata a quelle due ragazze che si stanno baciando durante un culto, quelle due ragazze devono uscire di qui in manette, la guardia civile per favore…non scappate… questa è la casa di Dio, non un bordello”, ha detto minaccioso Marco Feliciano dal palco. In ciò debordando in un vero e proprio linciaggio morale, che per poco non é degenerato in un massacro da parte della folla presente. Questo a conferma di quanto siano pericolosi messaggi violenti resi in pubblico come quelli enunciati da Feliciano. Che rimane, anche per questo, un uomo assai temibile. Un personaggio capace di trascinare le masse, di strumentalizzare la parola di Dio, di fare pubbliche affermazioni di questo calibro: “gli africani discendono da un ancestrale maledetto da Noè. Questo è un fatto”(via twitter il 31 marzo 2011).

Nel caso delle due ragazze che si sono platealmente baciate, l’accusa di Feliciano é stata di mancato rispetto durante il culto religioso. Un’accusa davvero singolare, visto che il suo “show” non può certo essere considerato esercizio di culto. L’evento organizzato dalla prefettura di Sao Sebastiao in un luogo aperto, per di più con soldi pubblici, si inserisce nel contesto della Glorifica Litoral, considerato un evento socio culturale.

Lo stesso pastore ha umiliato le ragazze dicendo: ”chissà se il padre e la madre di queste due ragazze conoscono l’amore e la felicità con delle figlie simili, capaci di fare queste cose in piazza pubblica“. Affermazioni come queste sono sconcertanti ed evidenziano una tensione  omofoba a dir poco vergognosa. Quanto é accaduto appare incredibile, che ad un pessimo politico travestito da santone, davanti una folla di decine di migliaia di credenti, venga permesso di commettere un abuso di potere simile. Ed è sconcertante che la polizia abbia eseguito l’ordine di arresto.

Non pago, Marco Feliciano ha poi detto alla stampa: “E’ impossibile protestare contro di me senza protestare contro la mia religione, perché io difendo ciò che la mia religione difende”. E a quale religione si riferirebbe il “buon” pastore?

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La “cura gay” che non guarirà il Brasile

23 giugno 2013

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Le manifestazioni che dilagano da giorni in Brasile sono animate da un comune e forte desiderio di ripulire il paese dalla corruzione, dalla pretesa di trasparenza sulla gestione dei soldi destinati all’organizzazione dei mega eventi sportivi e dalla volontà di ridare dignità alla popolazione, stanca di avere un paese che promette ma non compie. Tra i vari motivi che hanno portato il popolo brasiliano a dire basta ce n’è uno che grida vendetta e che passa in secondo piano, almeno qui in Europa. E che basterebbe, da solo, a far scendere in piazza l’intero paese.

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Marco Feliciano

Si tratta dell’elezione di Marco Feliciano alla presidenza della Commissione per i Diritti Umani e Minoranze (CDHM). Feliciano è un pastore Evangelista, eletto deputato del Partito Social Cristiano nel 2010. Da marzo 2013 è alla presidenza del CDHM.

In Brasile Feliciano è un personaggio molto noto, più volte balzato agli onori della cronaca per le sue posizioni omofobe e razziste. Attualmente peraltro è indagato per furto con l’accusa di aver ricevuto 13 mila reais (equivalente a 4400 euro) per realizzare una messa alla quale non si è presentato.  Il discredito di cui gode è talmente alto che addirittura in Argentina centinaia di persone hanno manifestato contro la sua nomina davanti all’ambasciata. L’elenco delle frasi sconcertanti pronunciate dal pastore evangelico è lungo. Eccone alcune “perle”:

“I sentimenti malsani che legano gli omosessuali portano all’odio, alla criminalità e al rifiuto”, o ancora, “Quando le persone sono incoraggiate a liberare i propri istinti e a legarsi a persone dello stesso sesso, distruggono la famiglia, e così creano una società dove esistono solo omosessuali. Questa società è destinata a sparire, dato che non può mettere al mondo dei figli”.Frasi come queste ed altre offensive verso la comunità nera ( “un negro è un negro e non può cambiare”) sono incompatibili  con chi ha l’onere di presiedere alla commissione per i Diritti Umani.

Fa poi impressione una sua dichiarazione fatta durante un culto religioso,  in merito alla morte del cantante John Lennon. Che secondo il pastore sarebbe stato punito e ucciso da Dio per aver detto che “I Beatles sono più popolari di Gesù Cristo”. Feliciano ha sostenuto che la sua uccisione sia stata una “vendetta divina”, aggiungendo: “Vorrei essere stato là il giorno che è morto. Avrei alzato il lenzuolo che lo ricopriva e gli avrei detto: perdonami John, ma questo primo sparo è nel nome del Padre, quest’altro nel nome del Figlio e questo nel nome dello Spirito Santo.”

E’ evidente quindi come l’elezione di Marco Feliciano continui a sollevare proteste in tutto il paese. Feliciano, recentemente, ha così commentato il moto di sollevazione popolare suscitata dalla sua nomina:”Tutto questo clamore perché, per la prima volta nella storia del Paese, un pastore pieno dello Spirito Santo ha conquistato un ruolo ed uno spazio che fino a ieri era dominato da Satana” Lo stesso Satana, dominerebbe, secondo Feliciano, tutti gli attivisti che fanno parte dell’Associazione Lesbiche, Gay, Bissessuali e Transessuali del Brasile.

Tuttavia la notizia che fa accapponare la pelle e solleva non poche preoccupazioni nel mondo politico brasiliano e non solo è la famosa “cura gay” proposta da Marco Feliciano. La Commissione per i Diritti Umani della Camera ha infatti approvato il 18 giugno scorso un testo di legge che permette agli psicologi di “curare” l’omosessualità. La proposta dovrà superare il vaglio di altre due commissioni prima di arrivare in aula .per la discussione ed eventuale approvazione definitiva

Se si pensa che il 17 maggio del 1990 l’Oms escluse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, questo progetto riporterebbe il Brasile indietro di vent’anni. L’autore del testo del progetto, il deputato Anderson Ferreira (PR-PE), ha affermato che il progetto “costituisce una difesa della libertà nell’esercizio della professione e della facoltà di ciascun individuo di scegliere un professionista che tratti delle questioni private e personali”.

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Intanto il Movimento Nazionale brasiliano per i Diritti Umani ha minacciato di portare il caso di fronte all’Organizzazione degli Stati Americani (Osa) e all’Onu, poiché secondo loro Feliciano non può certo essere ascritto alla categoria dei difensori dei diritti umani.

Certo che di nodi al pettine ne stanno venendo fuori in Brasile, così come stanno emergendo  le forti contraddizioni che lo hanno da sempre caratterizzato. La settima potenza mondiale pare non avere basi solide sulle quali fondare uno sviluppo equilibrato. In un paese che non poco tempo fa ha autorizzato i matrimoni gay, la nomina di una figura come Feliciano appare oltremodo politicamente paradossale. Ma soprattutto un pugno in faccia ad una minoranza che tanto piccola non è, considerando che il Brasile conta quasi 200 milioni di abitanti.

 

 

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