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Tag Archives: moda uomo

Di permalosi, sciarpe-manica a altre storie

23 gennaio 2017

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Di gente che se la lega al dito ne è pieno il mondo. Io ne conosco uno così. Senza entrare troppo nei particolari, dovete sapere che questo tizio, all’epoca un esponente del partito Italia dei Valori, aveva proposto un comitato accoglienza UFO. Essì, proprio così. In parlamento. Io ne avevo scritto in maniera ironica sul mio blog e sul Linkiesta (ma non solo io eh? anche Giornalettismo e molti altri; la minaccia di querela l’avrà fatta anche a loro, o solo a me?), di lui e della sua proposta. Vabè dai, l’ho preso in giro. E lui l’ha presa malamente. E’ fatto così, dice un sacco di parolacce e offende le donne sul web. Ma io lo saluto ugualmente, perché non me le lego al dito le cose e so che è un mio accanito follower, che legge ossessivamente tutto ciò che scrivo: ciao Giuseppe!

Per farla breve, se l’è legata talmente tanto che in un suo recente post pubblicato su Affari Italiani e tutto dedicato a me (tutto tuttissismo, eh), con tanto di mio nome e cognome sul titolo, scrive: “Consuelo Canducci è una blogger brasileira che si diletta di giornalismo senza essere giornalista”. Usti. Andiamo per punti. Punto uno: “brasileira”. Grazie per averlo specificato, ma non vedo quale sia il problema. Ahhhhh ho capito, siamo alle solite. Le “brasileiras” che conosce Giuseppe forse sono di tutt’altra specie. Può darsi.  Secondo punto: “si diletta di giornalismo senza essere giornalista”. Dunque, caro Giuseppe, fammi capire. Per scrivere bisogna essere dei giornalisti? Chi mi segue e chi mi conosce lo sa che non ho velleità in questo senso. Non mi serve una tessera per dire ciò che voglio.

Insomma, secondo Giuseppe scriverei una marea di cazzate. E non ha nemmeno tutti i torti. Ma a me sto fatto del battibecco in rete mi stufa assai, e vi state stufando pure voi, lo sento. Tempo mezzo minuto e cambiate pagina. Ma i permalosi mi stanno antipatici. Allora, da degna cazzara che sarei e per non sconfessare la tesi di Giuseppe che mi vuole “blogger della Domenica”, oggi vi parlerò di moda, anche se è già lunedì. Leggete questa:

“L’invenzione per il prossimo inverno si chiama sciarpa-manica, un grande pezzo per avvolgere l’uomo e scaldarlo sulle braccia, intorno al busto e al collo da portare scanzonatamente ma anche elegantemente sopra l’abito giacca e pantaloni. Una sciarpa-manica mai vista, rivoluzionaria, adatta ai ritmi di oggi che può sostituire il caban e il parka e far muovere i maschi in modo contemporaneo e seducente.”

Dietro a questa diavoleria in maglia chi c’è secondo voi? Sparatene una a caso. Lui, unico e inimitabile, Giuseppe. No, scusate ho fatto casino. Volevo dire Giorgio, Armani Giorgio. Non vorrei sputtanarlo subito, che poi mi si accanisce pure lui con i post contro “la Canducci”, ma la sciarpa-manica non è poi questa invenzione. C’è da mo’. Almeno per le donne. Diamo a Giorgio se non altro il merito di averla propinata ai maschietti. Anche qui, i punti sono due. Il primo è che io, la sciarpa-manica, l’avevo indossata tempo fa. L’ho trovata ad un mercatino neo-hippie, fatta a maglia, dai colori melange (Giuseppe, correggimi tu se sbaglio lessico).

Lì per lì, mi sembrava anche intrigante come capo d’abbigliamento, ma poi mi sono chiesta: si userà sotto la giacca o sopra la giacca? Perché portata sotto, fa effetto T.Rex con le braccine che ti spuntano a malapena da sotto le maniche del cappotto; usata sopra, fa effetto camicia di forza. Non se ne esce in tutti sensi. In rete c’è anche un manuale d’istruzione su come va indossata:

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Ma io ho lasciato perdere, non l’ho comprata perché nella mezza stagione, poi, non serve. Fa sudare il collo e finisce che mi incricco. Ma Armani è Armani, altro che chiacchiere. Altro che me e te, caro Giuseppe. I suoi maschietti, quando indossano la sciarpa manica, sembrano tutto fuorché dei T.Rex. O dei matti da legare. Per concludere, nel comunicato stampa che accompagna la nuova linea Armani per il 2017-2018, si legge:

“Una riflessione sulla propria storia stilistica che scardina le regole sempre con molto garbo: non manca un pelliccione, non mancano una serie di curatissime doctor bag, come i completi di tessuto bellissimo a sei bottoni, illuminati da camicie bianche, oppure shearling voluttuosi sempre con un comodo e rassicurante cappuccio.”

Non so voi, ma io non ci ho capito molto. Va a finire che ha pure ragione Giuseppe. Scrivo di cose di cui non so ‘na cippa. Però io, le mie cazzate, le lascio a casa. Non le propongo in Parlamento. Facciamo così Giuseppe, se continui a seguirmi regalo una sciarpa manica pure a te. Così da sembrare un pochino più scanzonato. Ci stai?

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Cosa li accomuna veramente?

30 gennaio 2015

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Probabilmente in queste ultime settimane sta succedendo troppo di tutto nel mondo. Le notizie sgomitano per arrivare in prima pagina e allora capita che alcune chicche rimangano senza una degna collocazione. Chicche del calibro di questa:

pisello-sfilata5E’ un fermo-immagine tratto dalla sfilata parigina di Rick Owens, noto stilista americano che ama far parlare di sè. E che stavolta è arrivato addirittura al punto di far uscire i suoi modelli in passerella, in occasione delle ultime sfilate autunno/inverno 2015, così come li vedete: nudi.

Non completamente nudi, ma coperti con dei “sacchi” che gli intenditori chiamano “tuniche”, “giacche decostruite” o “cappe”.  I sacchi, come si può notare, sono dodati di tattiche finestrelle, dalle quali si affacciano dondolanti allegri (chi più chi meno) peni maschili. Tutti portati con estrema naturalezza.  “Ma no!”, mi dice una amica che di moda capisce qualcosa, “quei capi sono stati studiati apposta al contrario! In modo tale che la manica si trovi dietro la schiena, la cerniera sulle spalle, ad esempio, e che pezzi di corpo si intravedano”.

Cosicché il buco per il collo diventi una finestra sul pisello?, penso io. “Ma sì, in fondo sono solo piselli, no?”, risponde lei.

Premesso che di avanguardie nella moda comprendo poco o niente, il primo pensiero – malizioso – che ha fatto capolino nella mia mente è che il signor Owens abbia poca dimestichezza con ago e filo. Che sia, insomma, una capra come stilista. E che i suoi escamotage per far parlare di sè si riducano a suscitare scandalo nel pubblico. Sempre che pisellini e piselloni siano capaci di scandalizzare nell’ambiente dei modaioli.

Ma la sfilata di Owen non mira allo scandalo. Toglie piuttosto quell’allure di supremazia al pisello, anche se il risultato finale personalmente risulta un filo stomachevole. Ve la ricordate, immagino (come dimenticare), la gigantografia di David Beckham che lo ritraeva in slip molto, molto aderenti?  Che più di ogni farfallina scuoteva animi e corpi?

Un risultato “positivo” l’azzardo di Owens, però, lo consegue: grazie agli oblò del sacco, che consentono una visione più reale del membro maschile, i pene-centrici potranno comprendere finalmente che il loro pisello altro non è che una semplice parte del corpo. Per giunta floscia per la maggior parte del tempo.

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