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Archive | luglio, 2012

Devi ancora fare il biglietto del treno per le vacanze? Con BlaBlaCar condividi i viaggi in auto e tagli le spese.

31 luglio 2012

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Di blablacar ne ho sentito parlare la prima volta mentre ero in macchina. Destinazione montagna. Posti vuoti in auto uno. Ed ecco che, alla radio, parte un servizio. Ero lì lì per cambiare stazione ma il nome blablacar mi ha incuriosita. Che cos’è?

Blablacar.it è un sito dedicato alla condivisione dei posti auto. Nato nel 2011 con il nome postoinauto.it. oggi fa parte del network internazionale BlablaCar e opera in Francia, Spagna e Regno Unito e conta quasi due milioni di utenti iscritti in Europa. Condividere un viaggio è un modo per fare amicizia, non viaggiare soli e risparmiare le spese, il ché, in tempi di crisi come questi, fa una bella differenza (il costo della benzina si dimezza e ad esempio un viaggio Milano-Roma in auto in tre passa da 75 a 25 euro).

Se pensiamo che per ogni km ci sono 225 vetture con un numero medio di occupanti di 1,7 persone, il margine di risparmio può essere notevole. Ma non solo, le emissioni di CO2, se ogni vacanziero condividesse 1 posto auto, si ridurrebbero di 450 mila tonnellate in un solo week end. E il numero di auto in circolazione? Diminuirebbe di sei milioni. Numeri importanti, e parlarne diventa necessario.

L’utilizzo è semplice: mi iscrivo gratuitamente sul sito indicando la tratta del mio viaggio, inserendo i miei dati personali, i miei gusti e quanti posti posso mettere a disposizione per i miei compagni di viaggio. Indico anche le mie preferenze: non fumatori, no animali al seguito, amanti della musica, insomma definisco il mio profilo e, parallelamente, il profilo del mio compagno ideale. Indico addirittura il mio livello di blabla (si intende la “chiacchera”…), che va dal bla, blabla al blablabla.

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Ricordate anni fa, quando ai caselli trovavi gli autostoppisti con i cartelli Milano-Lecce, oppure Roma-Taranto? Ora lo posso programmare a mio piacimento ed il totale sicurezza. Inserisco la tratta come conducente offrendo il passaggio oppure la cerco come passeggero. C’è anche il viaggio rosa per sole donne. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Inoltre devo dire che il sito ha una grafica molto accattivante e la navigazione è semplicissima.

Ho lanciato uno sguardo al mio abitacolo: due bambini, una tata, un posto libero, tutti dormivano e, purtroppo, nessun blabla….

Olivier Bremer

 

 

 

 

 

Olivier Bremer è il co-fondatore di postoinauto e country-manager di Blablacar.it

 

Olivier Bremer, come è nato questo progetto?

Questo progetto nasce da una esperienza personale. Era il 2009 e all’epoca abitavo in Germania. Lì la condivisione dell’auto è il mezzo di trasporto preferito, almeno dagli studenti, sopratutto negli week end quando si rientra a casa e il budget non permette troppi viaggi in treno. E’ dagli anni cinquanta che in Germania si utilizza la condivisione dei posti auto, quindi ho pensato, perché no in Italia, dove le problematiche sono simili e gli spostamenti sono tanti e necessari? Da lì è nata l’idea di fare un sito di questo tipo.

E come è andata?

Sono passati due anni e mezzo e anche se fin da subito abbiamo avuto molti utenti attivi, siamo ancora molto lontani dai numeri di altri paesi come Francia e Germania, anche se comincia a diffondersi anche in Italia l’idea che i posti liberi che milioni di persone hanno in macchina potrebbero essere utilizzati.

Come gestite il tema della sicurezza per evitare situazione sgradevoli o pericolose?

Questo è stato uno dei temi che ho voluto affrontare fin da subito. Noi abbiamo una serie di filtri, come ad esempio la registrazione obbligatoria. Nel momento in cui ti registri lasci le tue tracce e riferimenti.  Questo diciamo che tiene lontani mal intenzionati. Abbiamo i feed back dove leggere commenti degli utenti sull’affidabilità e sulle impressioni degli utenti. Abbiamo anche i viaggi rosa per sole donne. In generale incoraggiamo gli utenti a pubblicare il più possibile su di loro per avere un profilo completo, foto, biografia, foto della macchina,  numeri di telefono, feed back appunto e quant’altro. Cerchiamo di fatto di creare una community di persone reali che hanno esigenze comuni come spostarsi, risparmiare e socializzare.

A proposito di socialità, il sito mi ha molto colpito per la sua grafica accattivante e l’idea che mi ha dato è un pò quella di un social network. Il successo di questa iniziativa non sarà forse dettato dal bisogno di condividiere non solo posti auto ma anche il tempo e le emozioni?

Certo, infatti questa idea si riflette anche nel nome BlaBlaCar. Noi siamo una sorta di social network, ma alla fine le persone s’incontrano davvero e trascorrono del tempo assieme in uno spazio ristretto. Parlano e interagiscono. A volte nascono delle amicizie, e la cosa bella è che possiamo incontrare persone che mai avremmo incontrato in altri modi. E’ un modo per favorire gli incontri tra persone diverse.

E per le città, non avete pensato a una formula come questa per le tratte casa-ufficio, ad esempio?

Per quanto riguarda le città ci sono ancora dei problemi come la massa critica, ad esempio. Per le lunghe distanze è più facile perchè le persone risparmiano di più e sono più flessibili, tollerano meglioi ritardi. Per un viaggio casa-lavoro ci sono tanti incovenienti, aspettare anche solo dieci min può essere un problema, oppure un collega un giorno viene e il giorno dopo no. Ci sono tanti siti che ci stanno provando ma ancora non funzionano. Considera che ci vogliono anche i mezzi tecnologici per un progetto del genere. Parliamo di applicazioni per smartphone, ad esempio, che mi dice subito nei chi passerà in quel punto nei prossimi minuti o ore.  E’ ancora un pò il là nel futuro, vedremo quanto ci vorrà…

Ogni tanto ti capita di viaggiare in questo modo?

Si, certo, noi viaggiamo spesso con i nostri utenti. E’ un modo nostro per conoscerli, per avere  dei feed back e sapere come poter migliorare il servizio.

Il profilo del tuo compagno ideale a livello di blabla?

Non è una domanda così semplice! Ti possono capitare dei blablabla con storie molto interessanti e a quel punto basta ascoltare senza bisogno di rispondere (e ti rilassi), e ci può essere anche un semplice bla che non si sopporta. Mi è capitato un pò di tutto!

 

Consuelo Canducci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Vita di Pi – Yann Martel

26 luglio 2012

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Ho letto, anzi, divorato questo libro in pochi giorni. Sarà stata anche complice la vacanza e il tempo dilatato che l’accompagna, ma, sul finire del libro, ero quasi dispiaciuta. Bella sorpresa. L’avevo scelto esclusivamente per il titolo (Pi è un modo che ho di chiamare il mio piccolo di cinque anni….), non ne avevo mai sentito parlare.

Pi, un ragazzo indiano di sedici anni, si ritrova naufrago, su una scialuppa in mezzo al pacifico, in compagnia di quattro animali. La loro sfida diventa la sopravvivenza ma, dopo pochi giorni, a restare in vita sono lui e una tigre del bengala. A Pi non resta che trovare il modo di addomesticarla o per lui sarebbe stata la fine.

Con l’ingegno, con la forza di uno spirito caparbio e visionario Pi affronta la sua grande avventura. Mi sono fatta trascinare in questo viaggio ricco di avventura, appassionante e a tratti terribile, un po’ visionario ma capace di rapire i sensi.

Vita di Pi – Yann Martel  pp. 336

Edizioni Piemme

“…Preferivo la mattina al tardo pomeriggio, quando il vuoto del tempo cominciava a pesare. C’era una serie di fattori che poteva interferire con la mia routine. La pioggia, a qualsiasi ora del giorno e della notte, mi faceva interrompere ogni altra attività per sistemare i contenitori appositi in modo da raccogliere più acqua piovana possibile. La vista di una tartaruga rappresentava un’altra fonte di distrazione. Richard Parker, naturalmente, disturbava di continuo lo schema delle mie giornate. Soddisfarlo era una priorità che non potevo trascurare nemmeno per un istante. A parte mangiare,bere e dormire, non faceva granché, ma a volte si scuoteva dall’apatia e gironzolava per il suo territorio in preda al malumore, facendo versi terrificanti. Per fortuna sole e mare riuscivano a stremarlo piuttosto rapidamente; allora tornava sotto l’incerata e riprendeva la sua posizione, su un fianco o a pancia in giù, con la testa appoggiata sulle zampe incrociate.”

 

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La vacanza che vorrei? Magari un po’ più corta??

26 luglio 2012

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Sono passate alcune settimane e dopo un duro corpo a corpo con il lettino da spiaggia (vedi il post “Per non andare del tutto in vacanza….”) sono riuscita a mandare in vacanza una parte di me. Il cervello funziona, tuttavia, a sprazzi e, per tenerlo a bada, oltre ad aumentare le mie ore di jogging che oramai è divenuto quotidiano, cerco di ridurre quelle davanti al mio piccolo Mac.

Ovviamente non basta, perché durante le interminabili ore che scandiscono queste giornate, a qualcosa bene o male pensi. Beh, io penso a una miriade di cose. Da un pò di giorni  penso che, arrivata a questo punto, e cioè, fine Luglio, mi mancano SOLAMENTE 45 giorni di vacanza….uhm….

E pensare che ne ho fatte di cose in questi ultimi….più o meno….(altri) 45 giorni, ebbè, se fai due conti le vacanze sono un filo…lunghe?? Per carità, non lamentiamoci. Posti belli, non ci facciamo mancare niente, mare, montagna, campagna, barca…uff… ma, scusate, e quelli che invece sono in città perché non hanno una fetente di lira o euro, quecchessia, che cavolo fanno con i loro marmocchi dalla mattina alla sera? Campus? E chi non ha i soldi neanche per quelli?? E quelli poi  che devono lavorare e lavorare, come la mettiamo?

Certo, è tutto un po’ cambiato, ormai non si va più in vacanza come una volta, quando si staccava davvero la spina e le città diventavano dei set perfetti per girare “Le città fantasma” e non trovavi nulla aperto tranne quello schifoso supermercato alla stazione centrale e le famiglie staccavano le prese elettriche e partivano senza cellulari, blackberry, iPad, iPod, iCloud,  iPiùchenehapiùnemetta. No, noi siamo perennemente collegati, ahimè. E i bambini? Quelli che restano in città non so quanto possano godere ad avere negozi aperti, gente che resta, turisti per caso (almeno a Milano, quelli che vanno a caccia del saldo perduto). Cosa gliene frega…? Loro hanno bisogno di spazi che supportino il tempo dilatato che accompagna le ferie.

Vabbè, non la voglio far pesante, il punto è che secondo me, e forse anche secondo qualcun’altro, potremmo ridurre un pochettino queste luuuuunghe vacanze estive e metterci qualche giorno in più durante l’inverno, chenesso, magari a Natale, o istituire una vacanza così, senza santi nè motivi, per esempio, ad Ottobre…(a maggior ragione se la scuola ricominciasse fine Agosto…)

Poi ne senti di ogni tipo: chi dice che comunque sarebbe troppo caldo per mandare i bambini a scuola, chi invece sostiene che ne va dell’apprendimento scolastico passare così tanto tempo lontano dai banchi e poi, e poi? Ci riempiono di compiti per non dimenticare…ma non sarebbe meglio DIMENTICARE  come si deve per un periodo più breve? Mah….una volta le vacanze erano di tre mesi perchè i bimbi andavano a lavorare nei campi con i genitori, poi sono subentrate le fabbriche e le chiusure dovevano coincidere….ma ora?

Ora che si lavora anche ad Agosto, ora che c’è la crisi, ora che se ne parla da un pò…non si può pensare di fare qualcosa? Come del resto hanno fatto a Bolzano: dall’anno scolastico 2010-2011, nella regione, le vacanze estive sono più corte prevedendo alcune settimane di vacanza distribuite in altri periodi dell’anno (una epifania meno strozzata?). Ovviamente resta invariato il numero dei giorni di lezione (204). Magari ogni regione potrebbe organizzarsi autonomamente secondo le proprie esigenze legate al clima, ai Santi  e non solo…

Io intanto mi godo gli ultimi quarantacinque giorni di vacanza, cercando di non dimenticare come si fa a staccare la spina…

 

Consuelo Canducci

 

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Segui il tuo cuore nella Street Parade di Zurigo

22 luglio 2012

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Sabato 11 agosto avrà inizio La 20° Street Parade. E’ la maggiore technoparade in Europa per numero di partecipanti (1.000.000 nel 2005 e 990.000  nel 2011). Si svolge a Zurigo solitamente il secondo sabato di agosto. Simile alla Loveparade, la Street Parade è uno dei più grandi festival techno del mondo e uno degli eventi internazionali più importanti dell’anno a Zurigo.

Il momento culminante del weekend all’insegna della festa è il giorno di sabato, quando nelle vie del centro da mezzogiorno sino a notte fonda 35 TIR (camion lunghi oltre 30 metri) sfilano lungo un tragitto di 2,4 km e vengono allestiti Dj-set che diffondono musica techno di ottima qualità tra gente che balla, stand  che vendono i più svariati prodotti (wurstel, birra  e già che ci siamo, abbigliamento trasgressivo) e un numero elevato e variegato di partecipanti, tra cui famiglie, bambini e anziani, accanto a gay, trans e travestiti che ballano e fanno di questa festa uno spettacolo decisamente stravagante.

Il percorso si snoda per 2,4 km, ed é lo stesso delle edizioni degli anni precedenti. La sfilata partirà dall’Utoquai, ovvero nel quartiere Seefeld. Segue poi la riva del lago passando da Piazza Bellevue, supera il QuaiBrücke, la Bürkliplatz per poi giungere alla sua destinazione al porto di Enge, verso le ore 22. Il divertimento continuerà all’ after-parties at Opernhaus, Bellevue, Bürkliplatz, Rentenanstalt e Limmatquai fino a mezzanotte.

La Street Parade è una mega manifestazione a favore della pace, dell’amore, della tolleranza e della libertà che oggi, dopo 20 anni, è ancora attuale. Il cuore, soggetto di quest’anno, è inteso come simbolo della pacifica convivenza ed allo stesso tempo deve indicare gli spigoli, gli angoli, le sfaccettature e le profondità di ogni essere umano.

Chi non è mai stato a Zurigo potrebbe cogliere l’occasione per vedere questa città in una veste insolita, magari portandosi dietro una tutina in latex….

Consuelo Canducci

 

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INS (H) IDE – di Francesca Leoni e Davide Mastrangelo

21 luglio 2012

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Dustin Martin e il volo più lungo del mondo con il deltaplano

17 luglio 2012

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Dustin Martin batte il record del mondo di distanza in volo con deltaplano

Chi lo sapeva che con un deltaplano si potevano percorrere così tanti chilometri? Io l’ho scoperto da poco, e vi giro questa notizia “al volo”. 

L’americano Dustin Martin e l’australiano Jonny Durand hanno stabilito ieri il nuovo record del mondo di distanza in volo con un deltaplano. Sono partiti da Zapata, nel sud del Texas per arrivare vicini alla città di Lubbok, superando i 700 km. Dopo undici ore di volo, Jonny è atterrato dopo 768 km con un vantaggio di soli 5 km rispetto a Dustin. La gara si è svolta durante il tradizionale evento che si tiene nel mese di luglio negli Stati Uniti e che vede i più abili piloti nel tentativo di battere il record del mondo. Con la velocità media di 69 km/h, hanno entrambe superato l’austriaco Manfred Ruhmer, tre volte campione del mondo, che nel 2001 aveva raggiunto una distanza di 700 km.

Consuelo Canducci

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LEGO Star Wars: La Morte Nera

16 luglio 2012

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Co.Bu. Le persiane verdi per città bucoliche

16 luglio 2012

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Il progetto di Laura Martini e Alessandra Gruppillo per un nuovo tipo di giardino verticale

 

Questo progetto, presentato in occasione di “GreenUrbanity” a Milano è stato pensato per tutte le abitazioni cittadine senza balconi o giardini e, perché no, anche per le più green.

Si tratta di una persiana in alluminio ad ante girevoli che diventa la base per un vero e proprio giardino verticale a impatto zero. Dotate di tasche di fibra di cocco, che di per sé è ecologica, riciclabile, mantiene il ph stabile, è leggera e ben aerata, le persiane diventano vasi dove piantare i semi delle più svariate specie di piante, fiori o anche verdure.

Co.Bu. Si propone come un progetto semplice ma capace di far cambiare l’aspetto delle facciate e di creare una sorta di dialogo verde tra interno ed esterno. Qui nasce l’incontro tra il privato e il pubblico, tra spazio chiuso e progetto di recupero del verde in città, per una qualità della vita migliore per noi ma anche per la comunità.

Co.Bu. è un progetto pensato per essere sempre verde, i pannelli che ospitano l’elemento bucolico ruotano sull’asse dell’anta e si fermano con l’utilizzo di fermi. In questo modo si possono tenere le ante chiuse o aperte lasciando sempre all’esterno l’orto.

 

Co. Bu. Sta per condominio bucolico, come è nata l’idea?

L’idea nasce dall’esigenza di creare nuovi spazi verdi soprattutto per quelle persone che non possiedono terrazzi o balconi nelle proprie abitazioni. Prendersi cura di un proprio spazio verde per il benessere del proprio spirito.

Come vedete la fattibilità del vostro progetto in ambito privato e pubblico? Come pensate di proporlo? Lo possiamo già trovare a Milano?

Abbiamo sempre pensato a un ambito privato, perché mantenere le persiane “verdi” , come per qualsiasi pianta, richiede tempo e impegno.

Dietro all’attenzione quotidiana di un fiore c’è una pratica fatta di ritmi naturali, di ascolto, di osservazione, di quiete, di bellezza e di gioia. Nell’accudire una pianta si fanno esperienze che hanno un effetto terapeutico su di noi e che spesso ci aiutano nei rapporti sociali.

Stiamo iniziando proprio in questi giorni ad avviare la ricerca di un produttore in grado di soddisfare, oltre ai requisiti tecnici, anche requisiti etici ed ecosostenibili fondamentali per un  progetto di questo tipo.

Queste persiane non sono adattabili a quelle già esistenti, secondo voi, è un freno all’espansione del vostro progetto? A chi lo state proponendo?

No, Co.bu. non può adattarsi alle persiane già esistenti. Non crediamo sia un limite.

E’ semplicemente una nuova tipologia di persiana intesa in un’ottica di sostenibilità ambientale. Potrebbe diventare il nuovo modello da adottare per le nuove costruzioni in classe energetica A e B.

Il vostro interesse “verde” era già cosi presente durante gli studi? Vi siete laureate entrambe in Disegno Industriale, qual’é è stata la vostra tesi di laurea?

Il tema “verde” è sempre stato un argomento che ci ha affascinato e ci ha coinvolto in numerosi concorsi. Co.bu nasce proprio da un’ idee per la partecipazione a un concorso durante la settimana del design.

Entrambe siamo laureate in Disegno Industriale, ecco i titoli delle nostre tesi:

Alessandra Gruppillo: “Sinestesie, un luogo per il gioco.” Progettazione di uno spazio polisensoriale per bambini.

Laura Martini: “Un okkio sulla città” Un sistema comunicativo dove l’interazione della gente crea comunicazione.

Quale sarà il vostro prossimo progetto?

Sono molti i progetti in cantiere ma per il momento non ne abbiamo uno in uscita imminente. Il problema è trovare il tempo per riuscire a svilupparli e realizzarli. Entrambe lavoriamo…è il tempo che ci manca, non le idee.

Come “sbarcate il lunario”?

Entrambe ci occupiamo di graphic design per 2 aziende differenti.

Il percorso formativo dei designer oggi, secondo voi, è in grado di fornire gli strumenti per affrontare il mondo del lavoro?

Si, sicuramente.Quando abbiamo frequentato noi il Corso era ancora in sperimentazione, sicuramente sono cambiate molte cose.

Per la nostra esperienza possiamo dirci soddisfatte; una buona preparazione culturale e molte possibilità di confrontarsi in ambito progettuale. Una cosa la rimpiangiamo entrambe… non aver fatto un’esperienze all’estero.

Tre nomi famosi di designer a scelta: chi tenete, chi riciclate e chi buttate

A.G.: Bruno Munari, da tenere e portare sempre con sé per la sua genialità e per la sua maniera di sperimentare con le arti visive. Achille Castiglioni per il suo stile inconfondibile, un gusto così unico che tutti dovremmo cercare di reinventare in chiave contemporanea.

L. M.: terrei sicuramente Ingo Maurer, il seduttore della luce. Il suo interesse per i materiali semplici e la capacità di mixarli per creare oggetti ironici e provocatori mi emoziona sempre. Riciclerei all’infinito l’approccio sperimentale di Gaetano Pesce che, attraverso un uso sapiente di materiali, trasmette sentimenti positivi, di gioia, ironia e ottimismo.

(entrambe) E chi butto??? Nessuno!

io: …così non vale….

Consuelo Canducci

 

 

 

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