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Archive | ottobre, 2012

Chicche dal mondo: lo stampo di Han Solo…

29 ottobre 2012

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C’è un sito brasiliano di cucina a cui sono molto affezionata. Lì scovo ricette strane, le mie Controricette (mi piace un sacco questa parola..). Prima o poi su questo blog farò una sezione dedicata. Intanto condivido con voi  (vi dico anche dove acquistarlo) un oggetto che spopola in rete tra i siti nerds e geeks. Si tratta di questo:  Per gli amanti di Star Wars: nell’episodio V, L’Impero colpisce ancora, Han Solo è congelato in un blocco di carbonite per essere consegnato a Jabba the Hutt. Un scena mitica della fiction scientifica. Bene, c’è lo stampo! Serve per fare tavolette di cioccolato, per il ghiaccio o gelatina.

Non sottoporlo ad alte temperature, rischio riesumazione Han Solo. Costa £10. In vendita su Firebox.

 

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Tailandia: iniziano i mondiali di Calcio a 5

26 ottobre 2012

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La settima edizione della FIFA Futsal World Cup,si disputerà dal 1° novembre al 18 novembre in Tailandia. Domenica 28 ottobre è previsto il definitivo trasferimento della nazionale italiana in Thailandia, a Bangkok. Nella prima fase della Coppa del Mondo FIFA la squadra di Menichelli, sorteggiata nel Gruppo D, affronterà Australia (2 novembre ore 17, le 11 italiane), Argentina (5 novembre ore 19, le 13 italiane) e Messico (8 novembre ore 17, le 11 italiane).

I gruppi sono sei:

gruppo A : Tailandia, Costa Rica, Ucraina e Paraguay

gruppo B : Spagna, iran, Panama’ e Marrocco

gruppo C : Brasile, Giappone, Libia e Portogallo

gruppo D : Argentina, Messico, Italia e Australia

gruppo E : Egitto, Serbia, Rep. Ceca, Kwait

gruppo F: Russia, Isole Salomone, Guatemala e Colombia

La mascotte ufficiale dell’evento è un elefante antropomorfo giallo che indossa una maglietta fucsia e dei pantaloncini gialli.

 Alcuni giornali brasiliani negli ultimi giorni hanno fatto un pò di ironia circa la formazione della squadra italiana:  definisce gli azzurri ”la vera Selecao”. In particolare ‘O Globo’ e il sito ‘Globoesporte’ fanno notare che nella lista degli azzurri per i Mondiali che stanno per cominciare in Thailandia ”ci sono ben sette brasiliani, dalla doppia cittadinanza”.

Il calcio a 5 o Futsal, ha avuto origine in Uruguay, nel 1933. Solo nel 1988 divenne una disciplina riconosciuta dalla ufficialmente dalla FIFA. In Italia si disputa un regolare campionato italiano di calcio a 5 dal 1983, curato dalla Divisione Calcio a 5 della FIGC, tale torneo è diviso in tre serie nazionali (A, A2 e B) due categorie regionali (C1 e C2) e una provinciale (Serie D).

La mascotte ufficiale dell’evento è un elefante antropomorfo gialloche indossa una maglietta fucsia e dei pantaloncini gialli.

 

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All’asta le migliori foto di National Geographic

25 ottobre 2012

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Il prossimo 6 dicembre National Geographic compirà 125 anni e in quell’occasione metterà all’asta – per la prima volta –   240 storiche fotografie pubblicate dalla rivista. Sono previsti ricavi da 3 milioni di dollari. Gli scatti sono i migliori di un vasto repertorio iconografico, pensate, 11,5 milioni di diapositive.

«In questo modo daremo a tutti l’opportunità di comprare una piccola parte di una grande istituzione», ha detto Maura Mulvihill, vice-presidente del National Geographic. «Crediamo di essere i padri del moderno foto-giornalismo – ha aggiunto – Non penso che la gente sia ancora consapevole della quantità del nostro archivio».

Tra le foto più note, quella scattata alla bambina afghana dagli occhi verdi, durante l’invasione sovietica dell’Afghanistan degli anni ’80 dal fotoreporter statunitense Steve Mc Curry.

L’appuntamento è da Christie’s a New York

Altre foto di Mc Curry:

 

 

 

 

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In vino veritas: che cos’è una (vera) cantina green…

23 ottobre 2012

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Voglio partire con un dato: ogni anno, in Italia, sono prodotte circa 5 miliardi e mezzo di bottiglie di vino. E’ un bel numero, vero? Inizio il post con il dato numerico perché solitamente resta ben impresso. Teniamolo a mente e poi alla fine facciamo due conti.

Si parla molto di sostenibilità delle cantine vinicole. Ci sono quelle che lo sono un po’, quelle che pensano di esserlo, quelle che si “spennellano” di verde per accaparrarsi premi e visibilità e poi ce n’è una che fa veramente sul serio.  Non parliamo neanche di programmi di compensazione del tipo: inquino un po’ ma ti pianto l’albero nel Madagascar. No.

Si chiama Salcheto, sta a Montepulciano in provincia di Siena, ed è il frutto della mente “folle e illuminata” di Michele Manelli, giovane imprenditore deciso a perseguire la vera strada dell’ecosostenibilità. La vera strada.

Nel 2011 la cantina ha staccato la spina. E’ diventata Off Grid, questo significa che è un nucleo completamente autonomo, un organismo in grado di “vivere” di energia e risorse proprie. In poche parole è la prima cantina al mondo che non si avvale della rete di distribuzione energetica tradizionale.

In che modo? Integrando tecnologie e soluzioni finalizzate a perseguire la sostenibilità di tutti i cicli produttivi partendo prima di tutto dal risparmio energetico, che si sa è la fonte più pulita e rinnovabile che ci sia. Così, per illuminare la cantina si usano lucernari specchiati e si lavora con i ritmi del giorno e si sfruttano giardini verticali ed acqua per difendere la cantina dal caldo (anziché climatizzandola), sfruttando anche il fresco della notte con ventilazioni mirate. L’energia per il raffreddamento vero e proprio (per il processo produttivo) viene invece dalla geotermia (a “bassa entalpia” che sfrutta 900 metri di sonde interrate a bassa profondità lungo i filari), mentre l’acqua calda si ricava dalle biomasse legnose scartate dalle lavorazioni di campagna. Con un piccolo campo fotovoltaico infine, si soddisfa il fabbisogno di energia elettrica dei vari macchinari.

Sofisticati impianti di depurazione e scambio di calore permettono di sfruttare, per la produzione, l’acqua del laghetto antistante la cantina recuperando le acque piovane (che servono per l’irrigazione). La piantumazione di specie arboree e autoctone, come ad esempio il Salice – da cui, tra l’altro, deriva il nome Salcheto – contribuiscono assieme al vigneto all’assorbimento delle emissioni “in loco”. L’impiego di queste tecnologie consentirà in primo luogo di risparmiare 46 mila euro di bollette all’anno, giungendo ad ammortizzare l’intera cifra investita entro i 7-8 anni. Per gli appassionati consiglio da dare uno sguardo al progetto nel dettaglio.

Salcheto, inoltre, in collaborazione con l’Università di Siena ed il CNR Ibimet, ha calcolato con precisione quante emissioni produce una bottiglia di vino. La Carbon Footprint, cioè, quanta CO2 viene immessa nell’atmosfera per la produzione standard di una bottiglia di nettare degli dei da 0,75 litri. Dalla vigna alla tavola: ben 1,83 kg di anidride carbonica. Tenendo conto che i vigneti assorbono già 0,38 Kg di CO2eq per bottiglia il saldo su cui intervenire è quindi di 1,45 Kg.

 Salcheto le emissioni le abbatte per davvero. Almeno quelle “di sua competenza”, relative alla produzione, la fase che, stando ai dati della ricerca che ha tenuto conto di tutti i passaggi della filiera, costituiscono quasi la metà dell’impatto ambientale del vino. Il restante delle emissioni deriva invece dalla produzione (a monte) dei materiali di confezionamento (32%) e dalle attività commerciali di vendita, incluso il trasporto (19%).

Per portare il grande valore di questo lavoro al consumatore, il team di ricercatori ha elaborato un calcolatore che rende il calcolo delle emissioni dinamico rispetto al luogo dove il vino viene effettivamente consumato, un calcolo che riserva tante sorprese.

 Il calcolatore è facile da utilizzare. Sulle etichette del vino c’è una web-tag: basta puntarle contro il tuo telefonino, collegarsi a internet e si accede all’applicazione che indicherà al consumatore la quantità di emissioni conseguenti il consumo di quella bottiglia in quel luogo. Salcheto da la possibilità al consumatore consapevole o semplicemente curioso di sapere quanti gas climalteranti sono stati generati dal vino che sta bevendo. E dove lo sta bevendo. Italia, Shangai, Australia. Non importa.

Un puro divertissement di Manelli? Non proprio, visto che tra Montepulciano e San Francisco le emissioni raddoppiano, ma anche perché se sai quanto impatta sull’ambiente brindare con il suo vino Nobile, puoi decidere di mettere in campo delle azioni per neutralizzare le emissioni di gas clima-alteranti generate dalla bottiglia. Un modo di intervenire efficacemente cambiando piccoli gesti della nostra quotidianità. Qualche esempio:

 

Luogo

Kg. CO2eq. / bott.

Azione Compensativa

Kg. Compensati ed equivalente in Vino

Montepulciano

1,58

Milano (Italia)

1,62

5 piani di Scale al giorno VS. Ascensore

0,3 = 1 bicchiere

Beauvais (Francia)

1,70

800 km. Treno VS. Aereo Leggero

46 = 4 casse (24bt.)

Mont Meron (Israele)

1,83

Carne Importata VS. Pesce del Mediterraneo

1,85 = 1 bottiglia

Fortaleza (Brasile)

2,39

9 Alberi piantati e curati

675/anno = 282bt.

San Francisco (USA)

2,45

4 km. a Piedi VS. Automobile

0,8 = differenza con vino locale

Shanghai (Cina)

2,90

93 ore di un Computer acceso al mese

2,90 = 1 bottiglia

Tokyo (Giappone)

2,99

Riduzione Rifiuti e 100% “non indifferenziato”

0,4/giorno = 1 bottiglia ogni 8 giorni

 

Tutto ciò va ben oltre la teoria, tutto ciò non ha nulla a che fare con i falsi green. Bene, vi ricordate il numero che vi ho dato all’inizio del post? Cinque miliardi e mezzo di bottiglie prodotte in Italia.

Secondo una stima, applicando il modello-Salcheto all’intera produzione nazionale, si potrebbero ridurre le emissioni di qualcosa come 2,3 milioni di tonnellate di CO2. Si tratta di una quantità che valutata a livello internazionale, nell’ambito della compravendita di emissioni, avrebbe un valore commerciale pari a circa 46 milioni di euro.

Il progetto di Salcheto si inserisce all’interno di una sfida lanciata dalla Provincia di Siena che ha l’ambizioso obiettivo di diventare il primo territorio Carbon Free al mondo entro il 2015, portando il bilancio dell’anidride carbonica ad un livello neutrale attraverso progetto di riduzione delle emissioni e di compensazione. E, dulcis in fundo, il vino è eccellente. L’azienda si è guadagnata per tre volte i 3 bicchieri del Gambero Rosso oltre a innumerevoli riconoscimenti internazionali. Provare per credere.

p.s: dati alla mano, nel mio piccolo, ho cercato di immaginare come impatta un blog sull’ambiente e ho scoperto che:

Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 0,02 g di CO2 per ogni visita. Assumendo 15.000 pagine visite al mese (magari!), questo si traduce in 3,6 kg di CO2 l’anno. Questa produzione è legata soprattutto al funzionamento dei server.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) calcola che un albero assorbe ogni anno in media circa 10kg di CO2.  Consideriamo prudentemente 5kg l’anno per ogni albero.

Dunque, piantando un albero (che mediamente vive 50 anni), neutralizzo le emissioni di CO2 per 50 anni…

 

Consuelo Canducci

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Marcovaldo ovvero le stagioni in città

23 ottobre 2012

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Ho letto questo libro per il mio piccolo Marcovaldo di cinque anni. L’ho trovato di una delicatezza infinita, un uomo capace di scovare “pezzettini” di natura nei piccoli angoli della città dove vive, città un pò ostile, piena di cemento, traffico e grattacieli. Malinconia e comicità si mischiano e caratterizzano un personaggio sensibile e interessato. Un libro per ragazzi ma non solo.

Questi racconti furono scritti da Italo Calvino fra il 1952 e il 1962, quando nell’Italia del dopoguerra si era diffuso il benessere e  i nuovi ricchi provavano la gioia di spendere e spandere dopo tante privazioni. Il libro è composto da venti novelle, alcune già apparse negli anni Cinquanta sull’Unità, che si succedono seguendo l’alternarsi delle stagioni. Il personaggio di Marcovaldo affronta vari problemi che sono propri della civiltà industriale in cui si trova a vivere. Marcovaldo fa il manovale, è uomo di fatica alla ditta Sbav, che non si sa bene cosa produca, ma che rappresenta il prototipo dell’azienda contemporanea, ha una moglie e sei figli.

Soltanto i fenomeni naturali, dei funghi che crescono ai piedi degli alberi, una pianta da appartamento da curare, un corso d’acqua, una colonia di gatti, il cielo stellato, sembrano destare il suo interesse.

“… una foglia che ingiallisce su un ramo, una piuma che si impigliasse ad una tegola, non gli sfuggivano mai: non c’era tafano sul dorso di un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che Marcovaldo non notasse, e non facesse oggetto di ragionamento, scoprendo i mutamenti della stagione, i desideri del suo animo, e le miserie della sua esistenza”.

 

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Mamma, ti posso fare una domanda?

18 ottobre 2012

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Mamma?”

“Dimmi tesoro”

“Mamma, ma come facevi quando eri ragazza a parlare con la tua amica che viveva a Londra?”

“In che senso tesoro mio?”

“E’, nel senso che, come facevi se non c’erano i telefoni…?”

“Beh, i telefoni c’erano, amore, guarda che non è passato così tanto tempo!”

“Ma se mi hai detto che non c’erano i cellulari!”

“Sì, l’ho detto, ma c’erano quelli fissi”

“Come quelli fissi?”

“Sì, come quelli che abbiamo a casa, non li usiamo quasi mai, ma quando ero ragazza li usavo per parlare con le mie amiche”

“Però dovevi essere per forza a casa per parlare, non potevi andartene in giro”

“No, ma con le mie amiche parlavo così, tanto le vedevo a scuola e poi se proprio dovevo parlarci al telefono le chiamavo con quello di casa”

“E come facevi se volevi mandare una foto a quella che viveva a Londra, per esempio, non c’erano i messaggini”

“In quel caso le mandavo una lettera, anzi, in ogni caso capitava che ci scrivessimo qualche lettera”

“Uau!!! Le lettere! Come quelle che si scrivevano le protagoniste dei romanzi di una volta!!”

“Sì, come quelle”

“E le penne? C’erano?”

“Chiaro che c’erano, erano gli anni ottanta, mica la preistoria!”

“Gli anni OTTANTA! Mamma mia…”

“E se dovevi dire qualcosa di urgente mentre eri in giro, che ne so, a tua mamma?”

“Uhm…in quel caso andavo a una cabina telefonica e la chiamavo in ufficio”

“E dove sono le cabine telefoniche?”

“In giro, per la città”

“Ma io non ne ho mai vista una”

“Ehh, ormai le stanno togliendo, non le usa più nessuno…”

“Mamma?”

“Dimmi?”

“Anche a me piacerebbe scrivere una lettera un giorno. Peccato che ci sono i cellulari…”


mi sono ripromessa di fare quattro cose:

la prima, di scrivere una lettera alla mia amica (quella di Londra) che ora sta a Forlì con allegata una foto;

la seconda, di proporre un “gioco” di scambio lettere tra gli amichetti di mia figlia, così, giusto per vedere cosa succede;

la terza, di portare mia figlia un giorno o l’altro in una cabina telefonica a chiamare i nonni (sul telefono fisso) che abitano a Napoli;

la terza, di scriverci un post…


 

 

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VIDEO: mentre Baumgartner salta, gli scoiattoli volano

15 ottobre 2012

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Wikipedia ne dà la seguente definizione: “La tuta alare, o wingsuit in inglese, è una particolare tuta da lancio che riesce ad aumentare la superficie del corpo umano conferendovi un profilo alare, trasformando la velocità data dalla forza di gravità in planata orizzontale. Le sue forme si richiamano a quelle dello scoiattolo volante“.

Questo fine settimana si è tenuto Il primo campionato mondiale di wingsuit. Gli scoiattoli volanti si sono lanciati dalla montagna Tianmen nella provincia centrale cinese dello Hunan. In attesa che arrivino i risultati e i video godetevi  un volo di Jeb Corliss, uno dei più noti base jumper e piloti di tute alari esistenti.

 incorporato da Embedded Video

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Idee geniali: bastano trenta euro per fare una ciclabile

11 ottobre 2012

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Oggi ho trovato una notizia che fa proprio al caso mio. E non solo. Le polemiche degli ultimi tempi in tema di piste ciclabili a Milano si sprecano. Situazione complessa. Chi più ne ha più ne metta. Manca tutto: mancano le ciclabili, manca un criterio per la loro realizzazione, mancano le strade, le teste pensanti, mancano i ciclisti (le bici pare siano in aumento..), manca la cultura all’uso delle due ruote.

Abbondano, invece, i buchi nei (pochi) percorsi, radici di alberi pronte ad abbattere ciclisti distratti, frasi del tipo “deficiente guarda dove vai” ogni volta che si prova a pedalare sul marciapiede per evitare rotaie e il pavé sconnesso. Insomma, è un gran casino.

Ma, della serie chi fa da sé fa per tre e intanto che aspettiamo di raggiungere il livello di “maturazione ciclistica” di altre città europee, c’è Xfire Bike Lane Safety Light.

Cos’è? E’ un proiettore dotato di attacco universale per ogni tipo di sellino di bicicletta e che proietta una sorta di doppio raggio laser rosso da 5 milliwatt sulla pavimentazione stradale, da entrambi i lati delle due ruote.

incorporato da Embedded Video

Una sorta di corsia provvisoria visibile fino a due chilometri di distanza. Unico neo le batterie. Non sono ricaricabili e durano circa venti ore. Per ciclisti notturni.

Acquistabile sul sito di Thexfire, costo 30 euro.

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