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Lettera dal pianeta Facebukistan

25 marzo 2015

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In una Galassia lontana lontana, in mezzo ad una fitta nebbia cosmica lasciata da  innumerevoli Ere Analogiche, galleggia indisturbato un pianeta relativamente nuovo. E’ tutto blu ed è nato già con una discreta quantità di abitanti. Questi, frastornati per il vertiginoso aumento di stelle nella galassia, cercano di sopravvivere nel loro bel pianeta blu per non finire estinti o peggio ancora essere espulsi. Dimenticavamo però di dirvi il nome del pianeta. Si chiama Facebukistan ed è un luogo dove la tristezza pare non esista. Se di tanto in tanto affiora, ciò accade grazie al coraggioso coming out di taluni abitanti (un filo ribelli, diciamocelo!), che hanno osato confessare un “sono triste”.

I confini di questo pianeta sono smisurati e nelle dogane, sempre aperte, ti accolgono con il sorriso. Basta mettere qualche firmetta, una qui, un’altra lì: ma poi, in fondo, chi non la metterebbe per vivere in un pianeta pieno di gente figa? C’è un unico incoveniente, che gli abitanti del pianeta blu non viene spiegato, e che probabilmente si può leggere nelle lettere lillipuziane del contratto: appena ti trasferisci lì, diventi un dato. E per giunta la privacy la devi lasciare ai doganieri. Tutto il resto è benvenuto.

E a proposito di confini, i governanti di Facebukistan sono molto ambiziosi: fin da subito hanno operato una politica di espansione, non esitando a schiacciare chiunque tenti di ostacolare l’avanzata del pianeta blu. Per raggiungere lo scopo i governanti utilizzano anche una propaganda molto efficace, che ingenera la convinzione che non esista in tutta la galassia un pianeta migliore dove vivere felicemente e condividere tutto. A chi non ama Facebukistan resta solo la desolazione e l’abbandono della fredda galassia.

Ad ogni modo, a Facebukistan, tutti hanno tanti amici e sono sempre disposti ad accettarne di nuovi. Come in una vera comunità. Le cose che gli abitanti fanno di più, in un clima sempre divertente e festoso, sono viaggiare, cucinare tante ricette ma soprattutto impiattare bene, portare a spasso i propri cani, coccolare i gattini, giocare con i propri bambini (che generalmente sono bimbi prodigio), passeggiare mano nella mano con le fidanzate (che generalmente sono belle). E poi amano condividere le proprie passioni e le performance raggiunte (che generalmente sono stupefacenti). Con tutti, indiscriminatamente. Poi il pianeta blu si caratterizza per un aspetto davvero singolare: tutti esprimono opinioni su tutto, mettendo becco in ogni dove. Ah, e poi l’amore per la fotografia è dilagante. Al punto che sul pianeta blu sono tutti sempre intenti a documentare viaggi, piatti buoni e ben serviti, i propri cani,  i gattini coccoloni,  i propri bambini (prodigio) e le fidanzate (belle). Anche se quelle belle per lo più ci pensano da sole ad esibire il proprio fascino.

Sì, perché a Facebukistan esiste una pratica molto in voga denominata Sell-fig, che consiste nello scattare foto a sè stessi, poi stamparle su grandi outdoors e piazzarle sulle vie principali dove scorre il traffico. Ci sono inoltre corsi che insegnano come fotografarsi al meglio e tecniche ben precise per apparire belli, sani e suadenti. E’ molto importante che tutti vedano questi cartelloni e che dicano tante volte che piace. O che piace molto. Questo rende gli abitanti del Facebukistan appagati.

Ed è anche per questa felicità diffusa e profusa che a Facebukistan non ci sono alternative alla parola “mi piace”. La felicità è un affare così serio che per non intaccare il clima di ottimismo le autorità hanno consentito solo la possibilità di ricredersi. Ma non già di esprimere un “non mi piace”, un “detesto” o addirittura un “mi fa orrore”.

Dunque l’attività principale è la condivisione. Di solito si condividono foto e frasi in modo tale che a chiunque, anche al più distratto, non possano sfuggire. E in questo pianeta dove tutto si condivide, la moneta, per così dire, di scambio, è la Visibilità (si, è talmente importante che la legge costringe ad utilizzare la maiuscola). Con essa si hanno poi inumerevoli “followers”, amici e, come è ovvio che sia da quelle parti, montagne di “mi piace”. Ed essendo quello un mondo capitalista, vige la legge del più forte. O del più figo.

Essì, a Facebukistan le cifre sono importanti! Così importanti che si è deciso che ogni cosa che viene detta, pubblicata, urlata o sussurrata, sarà indistruttibile. In una sorta di condanna all’esistenza digitale eterna. E con essa alla vita eterna. Mica si scherza da quelle parti. No, no.

In un pianeta così felice viene da chiedersi quale sia il passatempo preferito degli abitanti. Osservando bene si capisce che è il consumare cose. Si consumano frasi, immagini, video, barzellette, pettegolezzi, fandonie, preconcetti, xenofobie, prese di posizione, slogan, citazioni, stronzate collosali, bufale e pensieri. “A cosa stai pensando?'” chiedono continuamente gli uni agli altri. E così passano i giorni, i mesi e gli anni.

E dunque, come succede anche agli altri pianeti della Galassia, gli abitanti di Facebukistan cominciano ad invecchiare. I più giovani, scalpitanti e alla ricerca di stimoli nuovi per appagare il proprio ego, migrano in altre Galassie e lasciano a Facebukistan genitori e nonni. Tempi duri, insomma…

Cosa succederà agli abitanti di Facebukistan? Attenderanno forse un nuovo Big Bang digitale?

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 orse…

 


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